Nuove strategie Ferrari

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Il presidente del consiglio di amministrazione di Ferrari, Luca di Montezemolo, ha introdotto le nuove strategie del marchio: produzione ridotta a mantenimento del valore dell’usato e dell’esclusività del marchio, e assunzione di nuovi collaboratori. Vediamo dunque quali sono le prossime mosse del Cavallino Rampante, e in che modo le nuove strategie andranno a influenzare la rotta assunta dalla compagine societaria.

Stando alle dichiarazioni di Montezemolo – al recente evento Formula Ferrari – “quest’anno Ferrari intende produrre meno auto rispetto al 2012 perché vogliamo mantenere il valore dell’usato e la nostra esclusività”.

Il presidente del cda del prestigioso gruppo ha poi aggiunto che “non sarà meno 1% o meno 2%, ma di più, saremo più precisi nei prossimi mesi. Non vogliamo immettere troppi prodotti sul mercato. L’esclusività di Ferrari è fondamentale per il valore dei prodotti sul mercato, è una scelta lungimirante per rafforzare il marchio perché chi compra una Ferrari compra un sogno di esclusività”.

Inoltre, per quanto concerne i livelli di produttività, Montezemolo ha dichiarato che “nel primo trimestre abbiamo venduto 1.800 macchine, con un aumento del 4% verso un anno prima”. Infine, Montezemolo ha aggiunto che intende “assumere 250 nuovi collaboratori portando il numero degli occupati intorno a 3mila unità. I nuovi assunti lavoreranno prevalentemente per l’assemblaggio di motori di modelli Maserati (Ghibli e Quattroporte) con impianti predisposti per arrivare a 13-15mila motori all’anno. Attualmente sono 30 motori al giorno per i modelli Maserati, che arriveranno a 50 prima della chiusura estiva”.

Nella conclusione della propria partecipazione all’evento, Montezemolo ha poi precisato che le nuove strategie siano di buon auspicio per l’Italia, Paese che “per noi vale meno del 5% delle vendite a causa di scelte del Governo che definisco dissennate per essere educato, ma sono in realtà masochiste”.

Se vi interessa saperne di più sul mondo delle auto prestigiose e delle auto storiche o d’epoca, potete approfondire attraverso questo nostro recente speciale: “Investire in auto d’epoca, nuovo bene rifugio?”.

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