Valute stabili in attesa del G-7

di Redazione Commenta

Sul mercato forex c’è grande fermento per le recenti mosse delle banche centrali, ma le valute più importanti restano stabili e in range ben definiti. In attesa del meeting del G-7, previsto per questo fine settimana nel Regno Unito, continua ad esserci una prevalenza di acquisti sulla moneta unica nonostante il taglio dei tassi della Bce della scorsa settimana. Il clima di “risk on”, ovvero di appetito per il rischio, favorisce valute più rischiose come l’euro, che così mantiene un’impostazione positiva sulle major currencies. Intanto, stanotte è salita in cattedra un’altra banca centrale.

Si tratta della Bank of Korea, che ha deciso di tagliare i tassi di interesse di un quarto di punto al 2,5%, il livello più basso da inizio 2011. Due giorni fa era stata la Reserve Bank of Australia a tagliare i tassi al minimo storico del 2,75%, spingendo il dollaro australiano verso parità con dollaro Usa. Le banche centrali sono le grandi protagoniste del mercato forex. Ieri dollaro neozelandese ai minimi dopo intervento RBNZ, che intende frenare il rally della propria valuta.

Oggi toccherà alla Bank of England annunciare i tassi di interesse nel Regno Unito: non sono attesi cambiamenti dall’attuale livello dello 0,5%. Intanto cresce l’attesa per il G-7, al quale parteciperanno i funzionari delle banche centrali. Il meeting si terrà nella contea del Buckinghamshire, in Gran Bretagna. L’incontro potrebbe essere l’occasione per criticare la politica monetaria ultra-espansiva della Bank of Japan, avallata dal governo guidato dal leader nazionalista Shinzo Abe. Ad ogni modo i mercati non si aspettano grosse novità dall’incontro, per cui le valute restano stabili.

Sul forex il tasso di cambio euro/dollaro si muove in area 1,3150, mentre il cambio dollaro/yen resta sotto quota 99. Negli ultimi giorni la volatilità è diminuita molto e i movimenti sui principali cross valutari sono stati poco significativi. In queste ultime due sedute della settimana non sono attese escursioni di prezzo particolarmente rilevanti, anche se dovrebbe esserci ancora una prevalenza di acquisti sull’euro, grazie al rally dei mercati azionari e obbligazionari che sostengono l’appetito per il rischio.

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