Nuovi Etf di Lyxor per puntare sui titoli da tripla A

Bisognerà attendere il prossimo 2 marzo (mancano quindi appena due giorni) alla quotazione presso Borsa Italiana di tre interessanti Exchange Traded Fund: si tratta, nello specifico, degli strumenti finanziari messi a disposizione dalla società leader in questo segmento, Lyxor, la quale ha voluto proporre dei fondi che sono collegati ai titoli di Stato che vantano la tripla A all’interno dell’eurozona, ormai una vera e propria rarità di questi tempi. Tra l’altro, in questa maniera sarà possibile diversificare ancora di più le scadenze temporali, partendo da un minimo di un anno a un massimo di sette.

Dividendo Luxottica esercizio 2011

Luxottica, la principale azienda del nostro paese per quel che concerne la produzione e commercializzazione di occhiali, ha reso noti i dati finanziari che sono stati conseguiti lo scorso anno: tra gli elementi di maggior rilievo bisogna senza dubbio sottolineare il fatturato, con un vero e proprio record che ha consentito di superare i 6,2 miliardi di euro (7,3 punti percentuali in più se si considerano i cosiddetti cambi correnti), un margine operativo cresciuto di quasi il 10% (per la precisione, il totale parlava di 1,1 miliardi di euro) e un utile netto anch’esso in ottima crescita, con un +13,1% davvero incoraggiante e sorprendente. L’ultimo trimestre del 2011 ha inciso in maniera netta su questi traguardi, ma ora gli azionisti e gli investitori si pongono una domanda molto utile: quali dividendi potranno essere distribuiti in tal senso?

Il nuovo bond a cinque anni di Axis Bank

L’istituto di credito indiano Axis Bank Limited ha completato in maniera definitiva la vendita di una tranche da cinquecento milioni di dollari per quel che concerne dei titoli obbligazionari a cinque anni: in aggiunta, questa emissione beneficerà della denominazione in dollari americani, con uno spread di 4,4 punti percentuali al di sopra dei medesimi strumenti messi a disposizione dal Tesoro, secondo quanto rilevato da una fonte interna alle trattative a cui si sta facendo riferimento. Entrando maggiormente nel dettaglio finanziario, c’è da precisare che i bond in questione garantiranno un ritorno economico pari a 5,125 punti percentuali, una cedola senza dubbio interessante, con la data di maturazione precisa che è stata fissata al 5 settembre del 2017.

Reliance Industries raddoppia le emissioni di bond di febbraio

Reliance Industries, la maggior compagnia privata di tutta l’India che è nota in tutto il mondo per i suoi prodotti chimici e il petrolio, ha deciso di lanciare sul mercato dei bond a scadenza decennale (la data prevista è il mese di febbraio del 2022), per un importo complessivo di cinquecento milioni di dollari e un ritorno economico di 5,4 punti percentuali. Il mese di febbraio si rivela dunque piuttosto proficuo dal punto di vista degli investimenti finanziari per il colosso di Mumbai, visto che è recente l’emissione di un titolo obbligazionario denominato in dollari americani e di durata identica (dieci anni per la precisione), con l’ammontare totale che è stato fissato in un miliardo. Come mai tante cessioni di questo tipo?

La Turchia avrà maggiore libertà di emettere sukuk

Il governo turco sta pianificando nel dettaglio la sua prima emissione di bond islamici relativa a quest’anno, una conferma che i famosi sukuk stanno ormai spopolando: un titolo sovrano lanciato da una economia che attualmente viene considerata come una delle più progressiste e di successo nell’intero mondo musulmano potrebbe segnalare l’intento di Ankara di giocare un ruolo più importante in questo tipo di finanza. In questo caso, comunque, l’importo che è stato stimato per la vendita degli strumenti è superiore ai cento miliardi di dollari. Tra l’altro, l’agenda turca dovrebbe anche prevedere altre emissioni simili nei prossimi mesi, una presenza costante nel mercato in questione.

Da Unicredit il bond strutturato Valore Ripresa

Il nuovo titolo obbligazionario che è stato emesso da Unicredit ha la particolarità di essere molto “ottimista”: in effetti, a Piazza Cordusio hanno deciso di lanciare questo bond che va a investire proprio sulla ripresa dei mercati finanziari, una sorta di riconquista della fiducia perduta. Si tratta nello specifico di uno strumento di debito strutturato, la cui denominazione ufficiale è quella di “Valore Ripresa”. L’intento che si è posto l’istituto di credito in questione è sostanzialmente quello di offrire ai sottoscrittori due elementi sempre molto appetibili, vale a dire l’ampia sicurezza e il buon margine di rendimento. Come è possibile tutto questo?

Barclays emetterà domani due nuovi covered warrant

Due nuovi covered warrant entrano a far parte della già numerosa famiglia di Barclays: la banca britannica comincerà infatti a negoziare dalla giornata di domani questi strumenti finanziari che sono definiti come “strutturati-esotici”. Nel dettaglio, si tratta dell’offerta denominata “120.000 FX Linked Certificates due November 2014 and 2017”, il che ci fa già capire che le scadenze saranno differenti, vale a dire due e cinque anni. Detto che l’operatore incaricato ad assolvere l’impegno di quotazione sarà la società di intermediazione mobiliare Equita, si può cominciare a citare quali sono le caratteristiche principali di tale emissione.

Citigroup è già alla terza emissione obbligazionaria del 2012

Citigroup Incorporated ha venduto ben 1,25 miliardi di dollari in titoli obbligazionari a tre anni: il colosso bancario americano è già giunto alla sua terza emissione di questo tipo nel 2012, un ritmo davvero sostenuto che si può spiegare col fatto che i vertici sono più che intenzionati a ottenere oltre venti miliardi di dollari dai mercati del capitale. Il terzo istituto degli Stati Uniti per volume di assets si è cimentato stavolta in un lancio di bond che prevedono un rendimento di 2,65 punti percentuali, 230 punti base al di sopra della medesima scadenza relativa ai prodotti del Tesoro. Un altro confronto interessante può essere fatto con Wells Fargo, la quale proprio di recente ha messo a disposizione strumenti con scadenza a cinque anni, tasso variabile e il medesimo importo.

I titoli della famiglia Ligresti sono ancora nervosi

C’è un elemento comune alle quotazioni dei titoli che fanno capo alla famiglia Ligresti, il nervosismo: non è un caso, infatti che Fondiaria Sai stia facendo registrare un andamento a dir poco altalenante a Piazza Affari, ma lo stesso discorso vale anche per la sua controllata, Milano Assicurazioni. Perfino Unipol e Premafin fanno segnare delle performance contrastanti, con la prima protagonista di rialzi e la seconda di ribassi. C’è ovviamente grande attesa per la maxi-fusione che andrà a coinvolgere la stessa Fonsai e Unipol, quindi ogni appuntamento e meeting risulta essere determinante in questo senso. Gli esempi più eclatanti sono quelli dell’ultimo consiglio di amministrazione di Milano Assicurazioni e la riunione odierna del consiglio della compagnia assicurativa piemontese.

France Télécom ridurrà il dividendo nel 2012

Ci sono notizie interessanti per gli azionisti di France Télécom, il colosso transalpino delle telecomunicazioni. Quest’ultimo ha infatti annunciato nel dettaglio i risultati finanziari che sono stati conseguiti nel corso del 2011: nel dettaglio, i dati in questione si riferiscono all’ultimo trimestre dello scorso anno, quindi il periodo compreso tra i mesi di ottobre e dicembre, con una prevalenza di segni negativi. In effetti, il margine operativo lordo è sceso di quasi quattro punti percentuali (il 3,9% in meno per la precisione), attestandosi sui 3,47 miliardi di euro. Questa stima è stata influenzata in maniera piuttosto decisiva dalla concorrenza che France Télécom ha subito proprio nel mercato nazionale.

La Tanzania aumenta l’importo dei propri bond decennali

La banca centrale della Tanzania emetterà proprio nel corso della giornata di domani dei bond a dieci anni, per un importo complessivo di venti miliardi di scellini: si tratta di titoli obbligazionari che andranno a beneficiare di un tasso fisso e di una cedola pari a 11,44 punti percentuali. Nonostante i rendimenti complessivi che si riferiscono al paese africano siano sostanzialmente scesi nel corso delle ultime aste governative, gli investitori finanziari si attendono comunque una sottoscrizione piuttosto massiccia per quel che concerne la vendita di domani. C’è però da precisare che si tratta della prima emissione di bond decennali di questo anno (l’ultima in ordine temporale, quella dello scorso 29 dicembre, non è andata poi così bene come si attendeva).

Israele vanta i rendimenti migliori dei paesi sviluppati

Israele, paese che si trova sotto la minaccia costante di una guerra da parte dei suoi “vicini” sin dal momento in cui è nata nel 1948, è la nazione che meglio di altre è riuscita a produrre rendimenti aggiustati per il relativo rischio: il riferimento in questione deve andare ai mercati azionari dei principali paesi sviluppati e all’ultimo decennio che abbiamo vissuto, un fatto che ha permesso di attrarre un buon numero di investitori globali. In effetti, se si osserva con attenzione l’indice Tel AvivTA-25, quest’ultimo ha garantito un ritorno economico pari a ben 7,6 punti percentuali nel corso del periodo compreso tra il 2002 e il 2012.

Boom di quotazioni per gli Uridashi Bond

Gli Uridashi Bond stanno godendo di una popolarità senza precedenti: si tratta di quei titoli obbligazionari che vengono venduti come debito nel mercato europeo e in principale misura agli investitori individuali di nazionalità giapponese. Da qualche tempo a questa parte, infatti, si registrano quotazioni con cadenza settimanale e da parte di compagnie piuttosto importanti e solide dal punto di vista finanziario. L’ultima in ordine temporale è stata una banca, la tedesca Deutsche Bank, la quale ha puntato su un importo complessivo di trentotto miliardi di rupie indonesiane, con una cedola di 5,5 punti percentuali.

Lo Yemen punta sui bond per i progetti infrastrutturali

Lo Yemen, nazione asiatica di cui si sente spesso parlare per la propria povertà e purtroppo per i recentissimi disordini politici, sta pianificando tra mille difficoltà la propria emissione di bond islamici: l’intenzione è quella di finanziare in maniera adeguata i principali progetti del governo di Sana’a, come confermato da Mohamed Awad Bin Humam, governatore della banca centrale. Vi sarà quindi una stretta collaborazione con il ministero locale delle Finanze, in modo da lanciare sul mercato un prodotto importante e soprattutto in tempi rapidi. Gli esecutivi asiatici e mediorientali si stanno rivolgendo con sempre maggiore convinzione agli investitori locali in sukuk, dato che i progetti infrastrutturali sono divenuti una priorità importante.