Stress test negli USA: ok 15 banche su 19

La causa principale (se non l’unica) della crisi dei sub-prime è stata l’esposizione poco trasparente ed azzardata delle banche USA, che si sono trovate scoperte davanti alla bufera finanziaria che ha investito gli States e poi il Mondo intero. Vista la scottatura recente è logico chiedersi se al giorno d’oggi le stesse condizioni di crisi (o simili) potrebbero portare ad un nuovo tracollo finanziario ed è per questo che vengono fatti gli stress test sul settore bancario.

Pur escludendo l’eventualità che succeda due volte la stessa cosa è lecito assicurarsi che il settore sia uscito rafforzato dalla crisi; durante la riunione ieri del FOMC, la FED ha annunciato i risultati di questi stress test, ed il risultato è positivo.

Vodafone cerca nuova liquidità col suo bond quinquennale

Il gruppo Vodafone, il secondo operatore mondiale per quel che riguarda la telefonia mobile, ha emesso titoli obbligazionari per un importo complessivo di un miliardo di dollari: come si spiega questa scelta della multinazionale britannica dal punto di vista degli investimenti finanziari? Anzitutto, bisogna precisare che i bond in questione andranno a beneficiare di una scadenza a cinque anni (la data di maturazione è prevista quindi per il 2017), con un rendimento pari a 1,625 punti percentuali, vale a dire ottanta punti base al di sopra della medesima scadenza dei titoli messi a disposizione dal Tesoro. Volendo essere ancora più precisi, il colosso telefonico di Londra è alla ricerca di capitale e liquidità fresca, in particolare dopo che lo scorso mese sono stati resi noti dati aziendali non certo esaltanti.

Immsi spa comunica i dati di bilancio del 2011

Immsi, società per azioni milanese che è nata dalla scissione di un’altra compagnia del gruppo Telecom Italia, la Sirti, e che si occupa in prevalenza di cantieristica navale e altre attività industriali, ha reso note le stime relative al bilancio dello scorso anno: il consiglio di amministrazione del gruppo lombardo ha infatti approvato tale bilancio, il quale dovrà essere ora necessariamente sottoposto all’assemblea degli azionisti. Che cosa c’è da dire in merito a questi dati? I risultati in questione possono essere definiti sostanzialmente positivi e buoni, anche se il contesto macroeconomico di riferimento è stato nervoso e incerto, motivo per il quale non poteva che registrarsi una minore propensione al consumo.

Linee di credito e imprese italiane: Db Pmi Competitive

Il motto scelto per il prodotto Db Pmi Competitive di Deutsche Bank è più chiaro che mai: si tratta, infatti, secondo quanto affermato dall’istituto di Francoforte, del finanziamento destinato a chi un futuro ce l’ha già in mente. L’intento è quello di venire incontro proprio alle piccole e medie imprese, le quali sono sempre più propense a richiedere un sostegno importante per l’investimento in prodotti finanziari, nelle strategie e nei processi, in modo da riuscire a competere in un contesto che si sta dimostrando dinamico e ampiamente internazionale; in aggiunta, si punta anche a un deciso consolidamento nei mercati già esistenti e per poterne conquistare di nuovi.

Il Governo Monti ha salvato l’Italia? Si, secondo Lagarde

Il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale dichiara che non scommetterebbe contro l’Italia perchè, a detta del Wall Street Journal, le misure del Governo Monti potrebbero rappresentare la luce in fondo al tunnel Europeo. Riguadagnare la credibilità di un tempo per l’Italia non era difficile; nella condizione in cui si trovava quando è intervenuto il Governo tecnico di Mario Monti si era praticamente sul fondo e si poteva solo migliorare, ma a quanto pare l’operato è stato lodevole e l’Italia viene rilanciata in Europa come punto di riferimento. Le parole spese non risollevano una giornata difficile sulle Borse Europee, ma nel lungo periodo avere la fiducia dell’FMI cambierà le sorti del Paese che ora non è più visto come la “nuova Grecia”.

Lagarde precisa anche che nella situazione attuale è importante “isolare” i problemi e rafforzare quello che viene chiamato il “firewall” dell’Europa che servirebbe ad evitare di ripetere gli stessi errori che hanno portato l’Euro sull’orlo del precipizio.

Tensione sul mercato per swap Grecia

La crisi nella zona Euro sembra essere arrivata al dunque; gli occhi dell’intero mondo finanziario (e non) sono puntati tutti al Vecchio Continente, anche se a decidere le sorti della crisi saranno investitori dislocati in tutto il Globo. La crisi dell’Eurozona ormai fa’ riferimento unicamente ad un solo Paese; stiamo parlando della Grecia ovviamente, che risulta essere (secondo i canali di informazioni) l’anello debole dell’Unione Europea ma anche il fulcro del problema. Se infatti l’operazione di ristrutturazione del debito di Atene non andasse a buon fine allora a fallire non sarebbe solo la Grecia ma l’intera Unione Europea, che da mesi pensa solo a come “aiutare” la Grecia ad uscire dal tunnel.

Il finanziamento delle imprese con Db Pmi Oltre

I mercati sono risultati molto dinamici e impegnativi in questi ultimi tempi, ragione per la quale le piccole e medie realtà che sono attive nel campo dell’industria, dell’artigianato e del commercio sono sempre più alla ricerca di supporti importanti dal punto di vista finanziario: questi ultimi sono fondamentali proprio per andare a consolidare le posizioni delle aziende stesse, senza dimenticare il contributo che vi sarebbe per la competitività. Si può spiegare in questa maniera Db Pmi Oltre, il finanziamento di medio termine che Deutsche Bank ha ideato per venire incontro alle pmi del nostro paese, un valido alleato su cui si può fare affidamento.

Db ZeroBalance, il nuovo meccanismo per gestire la tesoreria

Deutsche Bank è ben nota per i suoi prodotti e strumenti spesso innovativi e all’avanguardia: non è un caso, quindi, che questi due elementi siano presenti anche in Db ZeroBalance, l’apposito servizio messo a disposizione dall’istituto di credito di Francoforte e che consente di ottimizzare al massimo la gestione della tesoreria. I vantaggi principali sono ben esemplificati dai minori costi finanziari e dalla migliore efficienza per quel che concerne i vari conti correnti aziendali. In pratica, i conti delle diverse filiali o divisioni aziendali sono opportunamente collegati a un solo conto corrente principale, in cui vanno poi a confluire di conseguenza tutte le altre operazioni più importanti.

Un’ondata di ipo per le compagnie attive nell’informatica

Il web e le offerte pubbliche iniziali (meglio note con l’acronimo anglosassone Ipo) sono sempre più unite: dopo gli esempi importanti di Groupon, Linkedin, Zynga e Facebook, altre aziende attive in campo informatico e tecnologico si stanno interessando a un debutto di questo tipo presso il mercato azionario. In realtà, l’obiettivo principale è sostanzialmente quello di risolvere problemi piuttosto importanti, come ad esempio una migliore sicurezza. Ad esempio, appena due mesi fa vi sono state due richieste in questo senso, vale a dire quelle di Infoblox, società attiva nel campo delle infrastrutture di rete, e di Splunk, compagnia americana che si occupa da diverso tempo di raccogliere e analizzare determinati prodotti. In questo caso, si sta parlando di una quotazione in borsa per un ammontare complessivo di 250 milioni di dollari, una cifra davvero importante.

Terza emissione obbligazionaria del 2012 per PepsiCo

PepsiCo, celebre multinazionale americana delle bevande e dell’alimentare, si è cimentata in una delle emissioni obbligazionarie dai costi più bassi in assoluto: si tratta, nello specifico, della quotazione di 2,75 miliardi di dollari che è avvenuta pochi giorni fa, la terza di questo 2012 per la precisione. Il colosso di Purchase ha selezionato per questa occasione due scadenze piuttosto diverse, vale a dire dieci e trenta anni, ma non è mancata nemmeno una tranche dall’arco temporale inferiore, vale a dire tre anni e con la scadenza fissata appunto nel 2015. Per quale motivo si è resa necessaria questa nuova offerta, la quale, come già anticipato, rappresentata la terza operazione di questo tipo in soli tre mesi?

La Nigeria continua ad emettere bond per il mercato locale

La Nigeria ha deciso di aumentare fino a oltre settecento milioni di dollari (111 miliardi di naira per la precisione) la propria offerta di obbligazioni, la seconda che va a riguardare l’anno attualmente in corso: il rendimento scelto per l’asta di questi specifici bond, inoltre, sono di gran lunga superiori a quelli delle emissioni precedenti, in particolare quelli che si riferiscono alla scadenza a sette anni. Il governo della nazione africana ha anche precisato come le due maturazioni siano previste per il 2019 e il 2022, senza dimenticare una cessione obbligazionaria di tipo non competitivo.

Merkel frena l’entusiasmo dopo LTRO

La Merkel non abbassa la guardia ed invita a mantenere alta l’attenzione; anche se l’iniezione di liquidità da 530 miliardi di euro nel sistema bancario dell’Eurozona è andata a buon fine ed ha fatto tirare un respiro di sollievo la Cancelliera Tedesca ricorda all’Eurozona che questo era l’ultimo intervento in programma dalla BCE ed ora anche se la fase di crisi sta rallentando bisogna consolidare i risultati raggiunti e non abbassare la guardia.

L’attenzione si sposta sulla costituzione del Meccanismo Europeo di Stabilità (ESM) su cui si fa’ pressione per accelerare i tempi di realizzazione; l’idea attuale non è solo recuperare la stabilità persa ma anche evitare che in futuro si arrivi nuovamente a situazioni simili e sfuggano dal controllo.

L’intesa tra i rappresentanti di 25 Stati dell’Unione Europea si concretizza in un patto firmato oggi a Bruxelles che la Merkel non esita a definire “storico”:

Da State Street tre nuovi Etf per i dividendi più stabili

State Street ha ulteriormente arricchito la propria gamma di Exchange Traded Fund: la novità ha riguardato, come accade di consueto in questi casi, la piattaforma specifica che la compagnia ha predisposto per tali prodotti, vale a dire Spdr Etfs, con tre nuovi strumenti di questo tipo che andranno a beneficiare di una quotazione presso la Borsa di Francoforte. Volendo essere ancora più precisi, si può passare a menzionare le denominazioni di questi fondi, vale a dire S&P Euro Dividend Aristocrats, S&P Uk Dividend Aristocrats e Ftse Uk All Share. La replica fisica è la caratteristica comune ai titoli in questione, ora cerchiamo di capire quali altre peculiarità possono attirare gli investitori finanziari.

Dividendo L’Espresso in calo nel 2012

Contestualmente alla pubblicazione dei risultati di bilancio dello scorso anno, il Gruppo editoriale L’Espresso è diventato protagonista anche di un’altra operazione molto attesa dagli azionisti: in effetti, il consiglio di amministrazione della società proporrà all’assemblea dei soci del prossimo 23 aprile la distribuzione di un dividendo ben preciso per quel che concerne l’anno attualmente in corso. Volendo essere più precisi, esso ammonterà a 0,0629 euro per ogni singolo titolo azionario, una quota che si ottiene andando a considerare il valore lordo delle ritenute di legge. Tra l’altro, il monte dividendi che il gruppo in questione si può permettere sfiora i venticinque milioni di euro (24,98 milioni per la precisione).