Borsa Italiana sancisce il delisting di cinque Etf

Ben cinque Exchange Traded Fund saranno cancellati dal listino ufficiale di Borsa Italiana il prossimo 31 maggio: la decisione è ufficiale ed è stata comunicata ufficialmente oggi da Palazzo Mezzanotte, il quale ha fornito tutte le informazioni e i dettagli del caso. Anzitutto, bisogna precisare che i prodotti in questione fanno tutti capo a un’unica società, vale a dire ETFX Fund Company Plc. Di quali strumenti si sta parlando con precisione? L’elenco ricomprende il DaxGlobal Steel Fund (il codice Isin a cui fare riferimento è IE00B3CNJ002), oltre a l’S-Network Global Water Fund (IE00B3CNHB79), l’Eurostoxx 50 Double Short (2x) Fund (IE00B4QNJ141), l’Eurostoxx 50 Leveraged (2x) Fund (IE00B4QNJG91) e il Russell 1000 Us Large Cap Fund (IE00B3CNHH32).

Spagna in recessione, taglio al rating di 9 banche

La Spagna entra ufficialmente in fase di recessione. La pubblicazione del PIL trimestrale conferma il sentore degli investitori, che scontavano ormai già da diverso tempo la notizia della recessione di Madrid. Il PIL relativo al primo trimestre del 2012 è sceso dello 0.3% contro le attese di 0.4%. Su base annuale invece si parla di un -0.4% contro uno 0.5% previsto; le aspettative ribassiste sono quindi state riviste al rialzo, ed anche se il dato è nel complesso negativo la risposta del mercato è positiva, visto che questo già scontava delle previsioni peggiori.

LA CRISI ECONOMICA SPAGNOLA

Dal 2008 la Spagna alterna fasi di recessione a fasi di “crescita atona” con una disoccupazione costantemente in crescita e la situazione viene riassunta dall’istituto nazionale di statistica, che riassume così i dati raccolti:

l’andamento dell’economia è la conseguenza della performance della domanda nazionale, compensata solo parzialmente dal contributo positivo della domanda estera

Florida Citizens aumenta l’importo dei propri Cat Bond

La Florida Citizens Property Insurance Corporation, compagnia assicurativa della Florida di proprietà statale, ha deciso di aumentare fino a 750 milioni di dollari l’importo della vendita di Catastrophe Bond: questi strumenti finanziari verrebbero sfruttati per la protezione relativa agli uragani, molto frequenti da queste parti, con un target che è addirittura tre volte superiore rispetto a quello inizialmente preventivato. I bond sono stati quotati attraverso un apposito veicolo finanziario della società in questione, vale a dire Everglades Re. La chiusura vera e propria avverrà nel corso della giornata di domani e si preannuncia come la tranche di maggiori dimensioni per quel che concerne tale ambito.

Assoreti rende nota la raccolta netta del mese di marzo

I dati messi in luce da Assoreti, l’associazione che raggruppa idealmente le società di intermediazione mobiliare e le banche, sono di estremo interesse: si tratta infatti di informazioni che ci consentono di conoscere la raccolta netta positiva che è stata registrata nel corso del mese di marzo. Nel dettaglio, la rete di promotori finanziari è riuscita a dar vita a 1,4 miliardi di euro, il che equivale a dire che vi è stato un balzo evidente di ben quarantuno punti percentuali rispetto a febbraio (un miliardo di euro per la precisione). Il risparmio gestito l’ha fatta ancora una volta da padrona, contribuendo al risultato finale con 1,1 miliardi e un aumento del 60%. Al contrario, il comparto amministrato è stato protagonista di un calo di quasi quattro punti percentuali.

Sri Lanka: Bank of Ceylon lancia un bond a cinque anni

Bank of Ceylon, l’istituto di credito che viene gestito e controllato direttamente dal governo dello Sri Lanka, ha provveduto a emettere un bond sovrano in scadenza tra cinque anni e per un importo complessivo di cinquecento milioni di dollari: in pratica, questo stesso strumento finanziario è stato progettato e strutturato in modo tale da garantire un rendimento di 6,875 punti percentuali, tanto che gli investitori finanziari hanno già sottoscritto in eccesso la quotazione (7,7 volte in più per la precisione). Le indiscrezioni sono giunte direttamente da una fonte informata sui fatti, tanto che si possono descrivere in maniera dettagliata anche altre caratteristiche per quel che concerne tale prodotto.

L’emissione di aprile delle obbligazioni nigeriane

Puntuale come un orologio svizzero è giunta l’ennesima emissione obbligazionaria a cadenza mensile della Nigeria: il governo della nazione africana ha infatti provveduto a lanciare sul mercato ben novanta miliardi di naira (circa 573 milioni di dollari per la precisione), un importo che si riferisce al debito locale in maturazione in tre date specifiche, vale a dire il 2014, il 2017 e il 2022. L’asta che è stata sfruttata è quella regolare che si tiene nel corso della settimana, con i ritorni economici relativi a questi stessi strumenti finanziari che sono stati piuttosto misti e variabili, così come messo opportunamente in luce dal Debt Management Office nigeriano.

General Electric emette due tranche di bond

General Electric Company, la celebre multinazionale americana attiva nel campo della tecnologia e dei servizi, ha provveduto ad emettere 3,1 miliardi di dollari di nuovo debito nel corso della giornata di ieri: si tratta della maggior offerta finanziaria per quel che riguarda il colosso di Fairfield nel secondo trimestre del 2012, a dimostrazione che gli acquirenti si trovano a maggiora agio con i titoli obbligazionari societari. Entrando maggiormente nel dettaglio, una parte della quotazione, 1,1 miliardi di dollari, ha contemplato titoli a tasso variabile, mettendo a disposizione degli investitori un rendimento che è 0,70 punti percentuali al di sopra del Libor (London Interbank Offered Rate) a tre mesi.

Cat Bond: Bermuda pronte ad aumentare le quotazioni

Il Bermuda Stock Exchange, la borsa valori dell’arcipelago caraibico, è intenzionato ad attrarre il maggior numero possibile di quotazioni di Catastrophe Bond e di altri titoli correlati al settore assicurativo: si tratta di una vera e propria sfida alla sua acerrima rivale, la Borsa delle Isole Cayman, puntando su dei prodotti finanziari che da queste parti sono molto gettonati. Come ha spiegato chiaramente Greg Wojciechowski, amministratore delegato del listino del territorio britannico d’oltremare, il mercato comprenderà perfettamente queste nuove aperture, con una serie importanti di strumenti che potrebbe trovare presto la giusta collocazione in tali listini.

Aste titoli di Stato nella media

Il collocamento di titoli di Stato previsto per oggi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ha restituito un esito nella media, senza grosse sorprese come invece qualcuno forse si aspettava. L’emissione di CTZ con scadenza a gennaio 2014 è stata pari a 2,5 miliardi di euro con un tasso di interesse al 3,355% contro il precedente 2,535%. Il bid-to-cover è pari a 1,80 in leggero ribasso rispetto all1,86 precedente ed in ogni caso l’ammontare emesso corrisponde al massimo preventivato dal MEF.

L’emissione di BTP indicizzati all’inflazione con scadenza nel 2019 è stata pari a 442 milioni di euro con un tasso del 4,32% ed un bid-to-cover pari a 2,238. Sono stati collocati inoltre 501 milioni di euro di BTP con scadenza nel 2017 con un tasso medio pari al 3,88%.

La Borsa Merci di Parma

Forse in pochi lo sanno, ma anche la città di Parma può vantare una Borsa Merci di una certa importanza per quel che concerne gli investimenti del nostro paese: si tratta della “piazza” che è stata creata con un apposito Decreto del Presidente della Repubblica in data 17 ottobre 1967, mentre la regolamentazione vera e propria si basa essenzialmente su un altro testo normativo, vale a dire la legge 272 del 1913 (“Ordinamento delle Borse di commercio, l’esercizio della mediazione e le tasse sui contratti di Borsa”), senza dimenticare i relativi regolamenti e le successive modificazioni.

Il programma di sukuk di Banque Saudi Fransi

Come è emerso in maniera evidente e chiaramente dal prospetto che è stato reso pubblico da un pool di banche piuttosto nutrito, Banque Saudi Fransi ha approntato un programma che prevede l’emissione di circa due miliardi di dollari in sukuk, i celebri titoli obbligazionari che sono conformi alla legge islamica della Shariah; gli istituti di credito in questione, i quali hanno seguito alla lettera il regolamento del London Stock Exchange, sono l’americana Citigroup, la francese Crédit Agricole e la tedesca Deutsche Bank, mentre l’emittente vera e propria non è altro che la banca privata siriana più famosa al mondo, con un operato che dura ormai dal 2004. Il gruppo appena menzionato gestirà l’intera emissione in ogni dettaglio, ma quali sono le altre caratteristiche salienti del programma di cui si sta parlando?

Spagna non ha bisogno di aiuto secondo il FMI

Secondo Lagarde, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, la Spagna non avrebbe bisogno di alcun aiuto. Queste dichiarazioni ribaltano completamente la visione che l’Eurozona ed il mondo hanno della Spagna, ed effettivamente le motivazioni che spingono Lagarde a sostenere questo sono ben fondate.

Secondo il FMI, la Spagna è consapevole della sua posizione e si sta gia muovendo nella direzione giusta per avviare la ripresa; il Paese intende rafforzare il capitale delle banche, mossa fondamentale per rilanciare la finanza e l’economia, ma anche assestare i conti pubblici ora disastrati. Il problema con le provincie viene risolto con una presa di posizione ed una imposizione sui conti ferrea ed il rilancio del lavoro sarà la conseguenza di quanto detto fin’ora. Successiva sarebbe la ripresa dei consumi e degli investimenti, anche se per riguadagnare la fiducia degli investitori servirà molto tempo.

Previsioni Euro/Dollaro secondo JP Morgan

Le previsioni di JP Morgan rispecchiano esattamente la situazione grafica di Euro/Dollaro ed annunciano un periodo molto difficile per il cambio più importante del Mondo (o meglio, difficile per l’Euro e meno difficile per il Dollaro USA). La giornata di oggi e quella di ieri sono all’insegna del recupero ed il disegno di un testa-spalle rialzista potrebbe trarre in inganno i “tecnici” che basano l’operatività unicamente sui grafici. Nel breve periodo potrà anche esserci un recupero, ma sia i grafici di lungo termine sia le previsioni di Jp-Morgan convergono in un futuro ribassista per il cambio, che secondo gli analisti della banca d’affari potrebbe arrivare a sfiorare 1.275 come valore minimo.

Pericolo Spagna frena le Borse

Ancora la Spagna al centro dell’Europa; il rischio default del Paese tiene in sospeso le Borse Europee, che aprono la nuova ottava con cautela, anche se i settori che “zavorrano” le borse sono ben distinti e prescindono dalla situazione della Spagna stessa e del rischio di crollo. I bancari pesano più degli altri; l’avvio negativo risente della comunicazione di Moody’s sul downgrade degli istituti di credito Europei e la giornata chiude con un “nulla di fatto”, almeno a Piazza Affari dove il FTSE-Mib sale per poi tornare dove erano iniziati gli scambi in mattinata.

Inutile dire che il perno su cui ruoterà l’ottava, è proprio la Spagna; anche se non si parla di un’uscita dall’area Euro (come invece si ipotizzava, sbagliando, per la Grecia) il pericolo esiste secondo gli analisti ed è quasi certo che servirà un sostegno finanziario allo Stato per superare le difficoltà.