Per Toyota già quattro obbligazioni nel 2012

Toyota Motor non dovrebbe essere in grado di trarre il miglior profitto possibile dall’attuale situazione in cui vigono bassi tassi di interesse: è proprio per questo motivo che il colosso automobilistico giapponese ha incaricato la propria divisione finanziaria, la Toyota Motor Credit Corporation, di accedere al mercato americano del debito per la quarta volta nei primi cinque mesi di quest’anno, visto che i costi di indebitamento continuano a scendere in rapporto ai rendimenti messi a disposizione dal Tesoro statunitense. Nel dettaglio, l’azienda nipponica ha venduto dei bond quinquennali, con tanto di cedola fissata all’1,75% e per un importo complessivo di un miliardo di dollari.

M&G Investments suggerisce i bond dei mercati orientali

Se proprio si volesse puntare il proprio portafoglio finanziario sui titoli obbligazionari, allora si può fare affidamento sui bond dei mercati orientali: il consiglio è giunto direttamente da M&G Investments, più precisamente da Dave Fishwick, a capo della divisione Macro and Equities. In effetti, secondo questo punto di vista, gli strumenti che si riferiscono ai mercati occidentali sono al momento troppo vulnerabili, quindi i vantaggi in termini di rendimenti sono davvero minimi e le offerte poco allettanti, dato che non si viene ripagati in maniera adeguata in rapporto al rischio sovrano che contraddistingue l’area dell’euro. Lo stesso discorso vale anche per i cosiddetti Treasuries, vale a dire i titoli che sono emessi dal Tesoro americano.

Kexim conquista gli investitori grazie ai Samurai Bond

Export-Import Bank of Korea, banca coreana che è meglio nota con l’acronimo Kexim o Eximbank, ha emesso ben cento miliardi di yen (circa 1,5 miliardi di euro) di Samurai Bond: si tratta di un vero e proprio record per quel che concerne offerte di questo tipo, un livello massimo che ovviamente si riferisce a un prestatore che fa capo alla Corea del Sud. La vendita in questione include anzitutto 51,4 miliardi di yen in titoli obbligazionari che beneficiano della scadenza a due anni e di un rendimento pari a 1,11 punti percentuali. Questo vuol dire che il ritorno economico appena menzionato è superiore rispetto al tasso swap denominato in valuta nipponica di settanta punti base.

Rottura dell’Euro a breve?

Il premier Britannico rilancia l’allarme; David Cameron lancia l’ennesimo allarme sul rischio di una spaccatura interna nella zona Euro, con conseguenze impreviste sui debiti sovrani. Secondo Cameron, nessun paese sarebbe escluso dagli effetti di una scissione dell’area Euro oppure anche “solo” dall’uscita di un Paese, come potrebbe essere la Grecia.

Il discorso del premier si conclude con una posizione molto chiara; secondo Cameron, i Paesi Membri dell’Euro si trovano di fronte ad una scelta che condizionerà pesantemente la Moneta Unica. Da un lato, se le cose procedono come ora la scissione sarà inevitabile ed andrà gestita con uscite strategiche e possibili ribaltamenti importanti negli equilibri mondiali, visto che il diretto concorrente del Dollaro USA verrebbe a meno nella sua posizione di forza.

Asian Development Bank si affida ai Clean Energy Bond

Asian Development Bank ha fissato a 339 milioni di dollari la sua seconda vendita di Clean Energy Bond agli investitori retail di nazionalità giapponese: questi titoli obbligazionari “verdi” dovrebbero essere in grado di sostenere in maniera adeguata i progetti della banca regionale per quel che concerne l’energia rinnovabile e l’efficienza energetica nell’intero continente asiatico e nell’area del Pacifico. Come ha spiegato in modo chiaro Mikio Kashiwagi, tesoriere della stessa Adb, l’Asia ha bisogno più che mai in questo momento di venire incontro alle necessità imposte dall’ambito energetico, ma tutto questo deve essere realizzato senza andare a inquinare l’aria che si respira o l’acqua che si beve. Ecco perché saranno incentivati gli investimenti finanziari in progetti di questo tipo, vale a dire quelli che hanno come priorità fondamentale l’energia pulita.

Gc Securities: boom di Cat Bond nel primo trimestre 2012

Il primo trimestre del 2012 (il periodo compreso tra gli scorsi mesi di gennaio e marzo) si è senza dubbio contraddistinto come il periodo più attivo e intenso per quel che concerne il segmento dei Catastrophe Bond: si tratta di un vero e proprio record a livello globale, come è stato accertato in modo accurato da Gc Securities, compagnia che fa parte del gruppo Marsh & McLennan. Nell’arco temporale in questione, infatti, sono stati lanciati ed emessi titoli di questo tipo per un importo totale di 1,34 miliardi di dollari, segno che il capitale di rischio viene considerato molto appetibile, con ben otto transazioni in tre mesi. Nel corso dello stesso periodo dello scorso anno, al contrario, l’ammontare complessivo si era fermato a 1,02 miliardi di dollari.

Consob richiama Moody’s

Il downgrade di ieri sugli istituti di credito italiani non ha di certo colto impreparati gli investitori, che già da qualche giorno si aspettavano un crollo verticale della fiducia oltre oceano. Dopo una perdita di capitalizzazione di 120 miliardi di euro di capitalizzazione in Europa, arriva anche la notizia che 26 istituti di credito Italiani sono stati declassati e tutti hanno outlook negativo, ovvero sono sotto osservazione per ulteriori tagli.

La Consob però non ci sta; la richiesta dell’istituto di vigilanza Italiano è lecita, visto che i continui downgrade “preventivi” potrebbero minare definitivamente la ripresa dell’Eurozona, ormai completamente ferma grazie anche ad interventi simili. Secondo la Consob, l’azione di Moody’s sarebbe esagerata ed ha richiesto specifiche motivazioni per questa scelta, riservandosi la possibilità di costringere il colosso dei rating mondiali ad una revisione della sua posizione.

Il Kenya pianifica il proprio prestito di bond

Il governo del Kenya sta pianificando l’avvio delle negoziazioni di un bond sovrano: la nazione africana si è convinta in questo senso dopo aver trovato l’accordo per il prestito di circa seicento milioni di dollari da parte dei creditori esteri, con un tasso di interesse fissato a 4,75 punti percentuali al di sopra del Libor (London Interbank Offered Rate). L’annuncio ufficiale è giunto direttamente dal Ministero delle Finanze locale. Tale bond va quindi a rimpiazzare un Eurobond che era già stato strutturato e dovrebbe essere in grado di coprire un target di prestito che sarà pari a 119 miliardi di scellini locali per l’anno fiscale 2011-2012 (si concluderà il prossimo mese di giugno per la precisione).

IndexUniverse: ad Amsterdam la terza conferenza sugli Etf

È ormai tutto pronto per la terza edizione della conferenza che da tre anni a questa parte coinvolge la città di Amsterdam e gli Exchange Traded Fund (meglio noti con l’acronimo Etf): in effetti, la capitale olandese sarà ancora una volta la sede di questa interessante e stimolante iniziativa che deve molto all’organizzazione di IndexUniverse, una società che vanta una fortissima indipendenza e che si è fatta le ossa proprio nel settore in questione. Che cosa ha riservato, in un anno complicato come questo 2012, il gruppo americano? Come ha anche ricordato ieri Giuseppe Vegas, numero uno della Consob, gli Etf si sono evoluti in breve tempo in strumenti piuttosto complessi e articolati.

Grecia fuori dall’Euro?

Il mondo finanziario Europeo (ma anche mondiale) ruota in questi giorni intorno ad un solo argomento; la Grecia fuori dall’Euro.

Per quanto i mercati cerchino continuamente di aggrapparsi a qualsiasi altro argomento per stabilire una direzione chiara, la verità è che questa non sarà presa fintanto che in Grecia non si capirà cosa può succedere (ancora). Dopo il default controllato ed il crollo della finanza interna, dopo gli aiuti dell’Euro e dopo le nuove elezioni ancora non si è trovata una strada da seguire. Il Presidente in carica deve riuscire a mettere insieme un Governo di Unità entro Giovedì prossimo per evitare il crollo della sua autorità e le nuove elezioni a giugno, con conseguenze importanti in ambito Europeo. L’opposizione infatti è contraria alla moneta Unica e predica un ritorno all’indipendenza per via anche del poco controllo rimasto ai singoli Stati sulle politiche monetarie, ora in mano ad un esecutivo distante dalle esigenze dei singoli Paesi che si limita ad inviare miliardi di euro pretendendo un cambio di rotta.

Per la Slovacchia asta di bond quinquennali

La Slovakia Debt and Liquidity Management Agency ha provveduto alla vendita di 321,7 milioni di euro in titoli obbligazionari: l’asta slovacca era attesa da qualche giorno, dopo che lo stesso governo di Bratislava aveva preannunciato questa operazione e ora si conoscono anche le caratteristiche principali. In particolare, la scadenza scelta in questo caso è quella quinquennale (la data effettiva di maturazione è stata fissata al 19 gennaio del 2017), con una cedola interessante, pari a 4,625 punti percentuali per la precisione. Non si tratta comunque di una emissione nuova di zecca, bensì della riapertura di una quotazione precedente, lanciata attraverso una trattativa che risale ormai a quattro mesi fa.

La piattaforma degli Etb porta maggiore euforia in Malesia

L’introduzione dei cosiddetti Exchange Traded Bond (l’acronimo da usare è Etb), il nuovo segmento che è stato pensato e progettato per gli investitori retail della Malesia, ha già prodotto un risultato: il mercato dei titoli obbligazionari sta infatti vivendo una sorta di euforia generalizzata, con gli stessi attori della piazza in questione che avvertono nettamente tale clima. Già nel corso del 2010, comunque, il ministro delle Finanze locali aveva annunciato che la Borsa nazionale avrebbe lanciato un sukuk e dei bond convenzionali nella piattaforma di riferimento, in modo di venire incontro alle esigenze e alla domanda provenienti dagli stessi investitori “al dettaglio”.

Nuova Zelanda: previsto boom di covered bond per le banche

Le banche della Nuova Zelanda hanno deciso di intensificare il loro utilizzo di covered bond e depositi retail al fine di finanziare i loro programmi di prestito: la scelta in questione si è resa necessaria alla luce del costo delle fonti di denaro che provengono da nazioni estere e che minaccia di rincarare in modo pesante. Tra l’altro, il governatore della Reserve Bank of New Zealand, Alan Bollard, ha fatto sapere che la stabilità finanziaria del paese oceaniano è sensibilmente migliorata, per lo meno da quando è stato pubblicato l’ultimo report, lo scorso mese di novembre. In aggiunta, la fragilità della situazione che si avverte a livello dell’Emisfero Settentrionale si sta leggermente allentando, tanto da poter essere la causa di rialzi per quel che riguarda i finanziamenti all’ingrosso destinati ai prestatori locali.

Amgen propone tre scadenze diverse per i suoi bond

Amgen Incorporated, società americana celebe a livello internazionale per le sue attività nell’ambito della biotecnologia, ha emesso bond per un importo complessivo di tre miliardi di dollari nel corso di questa settimana: per la compagnia di Thousand Oaks si tratta dei rendimenti più bassi in assoluto degli ultimi tempi, un elemento di cui gli investitori finanziari non possono non tenere conto. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che le tranche in questione sono ben tre, con le scadenze fissate a cinque, dieci e trentuno anni, mentre i rendimenti saranno pari, rispettivamente, a 1,40, 1,85 e 2.35 punti percentuali al di sopra delle medesime maturazioni del Tesoro.