Il Cesr, acronimo che sta a indicare il Committee of European Securities Regulators, è uno degli organi fondamentali dell’Unione Europea per quel che concerne la regolamentazione dei mercati finanziari del Vecchio Continente e dell’area dell’euro: ebbene, questo stesso comitato a provveduto a rendere note quali sono le nuove linee guida da adottare e seguire per calcolare in modo corretto il rischio a cui si espone una controparte. Si tratta, in particolare, delle regole che gli investitori devono applicare con precisione in relazione ai fondi comuni di investimento. Il contenuto in questione si trova, nello specifico, all’interno di un documento stilato dall’Autorità di Vigilanza, vale a dire la Reference numero 788 di quest’anno, il quale intende essere una guida sicura per molti altri organismi di tale settore, non ultimo la Consob, senza però tralasciare le società di gestione.
Investimenti News
Caffè arabica, quotazioni da record: gli investimenti sfruttano il rally
“L’arabo certamente sempre è il caffè migliore”: così Carlo Goldoni descriveva il gustoso e prezioso bene nel 1753 nella sua commedia “La sposa persiana” e si tratta di una frase che calza perfettamente a pennello per commentare l’attuale situazione finanziaria della commodity. In effetti, è soprattutto la speculazione e le attività dei soggetti in essa coinvolti a farla da padrona per quel che riguarda proprio le quotazioni del caffè, in particolare la nota qualità arabica, la quale è riuscita a porre in essere la sua migliore performance da oltre dodici anni, in termini di livelli massimi. L’Intercontinental Commodity Exchange sta dunque beneficiando di questo andamento più che positivo, visto che il caffè è riuscito a chiudere la settimana appena terminata a quota 19,57 centesimi per libbra, in rialzo di 1,9 punti percentuali.
Alluminio: ancora discussioni accese sulla nascita del nuovo Etf
Il London Metal Exchange sta vivendo un momento davvero importante e improntato a una fortissima euforia: non deve dunque stupire se i comparti che stanno beneficiando in misura maggiore di tale entusiasmo siano quelli dei metalli non ferrosi, visto che proprio questi ultimi sono stati in grado di porre in essere la migliore performance da tre mesi a questa parte (addirittura se si considera lo stagno, allora il discorso deve essere riferito all’ultimo biennio finanziario). La “corona” in tal senso spetta senza ombra di dubbio all’alluminio, il quale è riuscito a guadagnare ben 6,5 punti percentuali soltanto nell’ultima settimana di contrattazioni, segnando, tra l’altro, l’incremento più importante dell’intera piazza britannica. Che cosa ha provocato, nello specifico, questo rialzo così importante? Anzitutto, non bisogna tralasciare il ruolo svolto dall’International Aluminium Institute, il quale ha parlato espressamente di un calo di scorte commerciali tra maggio e giugno e di maggiori consumi nel lungo termine.
Pramac: CdA approva il Piano Industriale
Pramac punta al recupero dei volumi di attività per quel che riguarda i business tradizionali in cui la società opera, al completamento della fase di start up della propria Divisione Solar, ed alla valorizzazione degli asset che non rientrano nel core business. Sono questi, in sintesi, gli obiettivi del Piano Industriale 2010 – 2014 di Pramac che nei giorni scorsi è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione della società che, lo ricordiamo, è quotata a Piazza Affari sull’MTA, il Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., ed è attiva nei settori dei gruppi elettrogeni, nelle microturbine eoliche, nei moduli fotovoltaici e nel comparto dei macchinari per la movimentazione logistica interna. Il Piano Industriale 2010 – 2014 di Pramac, in accordo con quanto si legge in una nota ufficiale emessa dalla società, mira ad un riequilibrio sia della situazione finanziaria, sia dell’esposizione debitoria in modo tale da conseguire nel medio e lungo periodo una crescita sostenibile della redditività e, di conseguenza, andando a creare valore per gli azionisti.
Landi Renzo compra Baytech Corporation
Landi Renzo ha reso noto nei giorni scorsi d’aver messo a segno, attraverso la propria controllata Landi Renzo USA Corporation, un’importante acquisizione negli States. Nel dettaglio, la società ha sia sottoscritto, sia perfezionato un accordo per acquisire il 100% del capitale di Baytech Corporation, l’unica impresa che nel Paese a stelle e strisce possiede le certificazioni CARB per quel che riguarda i veicoli a gas naturale del produttore di automobili General Motors (GM). In questo modo la società italiana potrà rafforzare la propria presenta in un’area molto promettente per quel che riguarda lo sviluppo del sistema di trasporto attraverso i veicoli dotati di alimentazione alternativa a gas naturale. In accordo con quanto rende noto Landi Renzo con un comunicato ufficiale, l’acquisizione, riferibile ad un equity value pari a 15 milioni di dollari, è stata effettuata dalla società attraverso l’utilizzo delle normali linee di credito che sono state già accordate con le banche; la società italiana fa inoltre presente che alla data dello scorso 31 dicembre Baytech aveva una cassa netta di 412 mila dollari.
Fiera Milano: crisi economica pesa sull’attività fieristica
La crisi economica che tarda a rientrare ha continuato nel primo semestre del 2010 a generare effetti negativi sull’attività fieristica, con la conseguenza che Fiera Milano, rispetto ai 174,6 milioni di euro di ricavi nel primo semestre 2009, ha archiviato i primi sei mesi del 2010 con un fatturato in calo a 148,1 milioni di euro, mentre i costi operativi hanno fatto registrare una discesa del 13,5% a 136,3 milioni di euro. Nel periodo, inoltre, il margine operativo lordo si è attestato allo stesso modo in calo, dai 25,8 milioni di euro dei primi sei mesi del 2009 ai 21,6 milioni di euro del primo semestre del 2010, mentre il risultato operativo netto è passato da 15,9 a 14,9 milioni di euro; buona tenuta nel primo semestre 2010 per il risultato netto che è stato di 8 milioni di euro rispetto ai 8,9 milioni di euro dello stesso periodo dello scorso anno.
Schroders dà il via allo stacco cedolare di tre fondi
Sono tre i comparti storici su cui Schroders ha voluto rinnovare il collocamento relativo al mercato italiano: si tratta, nel dettaglio, della distribuzione dei proventi di gestione per quel che concerne i fondi ISF Emerging Markets Debt Absolute Return EUR Hedged (la cedola è fissa e consta di due durate, mensile e trimestrale), ISF Euro Corporate Bond (cedola semestrale) e ISF Euro Bond (la cedola è sempre semestrale, ma in tal caso è variabile). L’importanza dei tre prodotti è di sicura rilevanza, visto che l’elenco obbligazionario della stessa compagnia londinese di asset managament è letteralmente dominato dalle performance degli strumenti citati: in particolare, si tratta dei fondi che hanno fatto registrare, nel corso del tempo, i migliori record e performance in termini di stabilità dei risultati, ma soprattutto nella qualità della loro gestione, un fattore davvero apprezzato dagli investitori.
Pirelli approva un bond non convertibile da 800 milioni di euro
Gli investimenti finanziari e Pirelli beneficiano finalmente di un’importante novità per quel che concerne l’ambito obbligazionario: in effetti, la notissima società per azioni milanese, attive nel campo della produzione dei pneumatici e del real estate, ha deciso di approvare l’emissione di alcuni bond non convertibili per un valore pari, in relazione all’ammontare nominale massimo, a 800 milioni di euro. L’iniziativa è da ascriversi in modo totale alle ultime deliberazioni del consiglio di amministrazione del gruppo di cui è leader Marco Tronchetti Provera; tra l’altro, dettaglio ovviamente da non trascurare, il prodotto in questione potrà essere collocato anche in un numero più alto di tranche sul mercato europeo delle obbligazioni, mentre la quotazione avverrà o sulla Borsa del Lussemburgo o, in alternativa, su un altro mercato regolamentato.
Fastweb: aumentano i nuovi abbonati broadband
Nei primi sei mesi del 2010 Fastweb ha incrementato la quota di nuovi abbonati broadband di 50 mila unità, portando la base di clientela complessiva dai 1.644.000 della fine del 2009 ai 1.693.800 abbonati alla data del 30 giugno 2010. A darne notizia è la stessa Fastweb dopo che giovedì scorso, 29 luglio 2010, il Consiglio di Amministrazione della società si è riunito per esaminare ed approvare la relazione semestrale, caratterizzata da un utile netto che si è attestato a 6,8 milioni di euro a fronte di ricavi in crescita, anno su anno, del 2% a 934,7 milioni di euro, ed un Ebitda in crescita allo stesso modo, e sempre anno su anno, del 2% a 270,3 milioni di euro. Nei primi sei mesi del 2010, per quel che riguarda il comparto della telefonia mobile, Fastweb ha conseguito una crescita delle Sim attive di altre 80 mila unità portandole complessivamente a quota 290 mila rispetto alle 210 mila di fine anno 2009.
Benetton Group: forte crescita dei ricavi in Asia
Nella giornata di ieri, venerdì 30 luglio 2010, si è riunito il Consiglio di Amministrazione di Benetton Group per esaminare ed approvare i dati di bilancio relativi al primo semestre di quest’anno, caratterizzati in particolare da un andamento dei ricavi in tenuta sul mercato domestico, e da una forte crescita in Asia. In questo modo la società è riuscita ad archiviare i primi sei mesi del 2010 con un fatturato in crescita dell’1% a 891 milioni di euro che, al netto dell’effetto relativo ai cambi, ha fatto registrare una contrazione modesta dello 0,6%; migliora nel periodo la posizione finanziaria netta a 508 milioni di euro a fronte di investimenti commerciali che nei primi sei mesi sono stati sostenuti, e che per il resto dell’anno sono attesi in forte sviluppo. L’utile netto nel periodo si è attestato 40 milioni di euro con un’incidenza del 4,5% sui ricavi, mentre il risultato operativo, a 63 milioni di euro, si è attestato al 7,1% del fatturato complessivo.
Banca Generali: utile netto primo semestre 2010 in volata
Grazie sia al contenimento dei costi, sia all’ottimo andamento delle commissioni ricorrenti, Banca Generali ha archiviato un altro semestre, il primo del 2010, con degli ottimi risultati. Nel dettaglio, l’utile netto del primo semestre 2010 di Banca Generali ha fatto registrare un’impennata dell’83% a 43,7 milioni di euro a fronte di una crescita delle commissioni nette del 18% a 103,6 milioni di euro, ed una contestuale riduzione dei costi operativi del 2% a 77,8 milioni di euro. Il risultato operativo nei sei mesi segna un incremento del 26% a 67,4 milioni di euro a fronte di un aumento del 16%, anno su anno, delle masse che al 30 giugno scorso si sono attestate a 22,7 miliardi di euro, in crescita del 2,2% dall’inizio dell’anno. In accordo con una nota emessa da Banca Generali, il rapporto delle masse gestite sulle masse totali è aumentato passando al 70% dal 66% conseguito alla fine dello scorso anno, mentre esplosiva è stata la crescita nei sei mesi della raccolta netta in prodotti gestiti con un +242% anno su anno a 1,25 miliardi di euro. Rispetto allo 0,26% di performance media del risparmio gestito per l’industria italiana dei fondi, Banca Generali ha riportato una performance dell’1,65%.
Autogrill stima risultati 2010 nella parte alta della guidance
Il Gruppo italiano della ristorazione autostradale e aeroportuale Autogrill stima di conseguire per l’intero anno 2010 dei risultati nella parte alta della guidance che, in particolare, prevede un fatturato a 6,02 miliardi di euro a fronte di investimenti per un controvalore pari a 250 milioni di euro, ed un Ebitda sul livello dei 635 milioni di euro. A darne notizia è proprio il Gruppo Autogrill in concomitanza con l’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione della società, della relazione finanziaria semestrale 2010, caratterizzata in particolare da ricavi consolidati in crescita del 5,4% a 2,8 miliardi di euro ed un Ebitda consolidato in progresso del 3,5% a 265,7 milioni di euro. Nei sei mesi, inoltre, l’utile netto di competenza del Gruppo Autogrill ha fatto registrare un’impennata dell’81,6% a 23,5 milioni di euro rispetto ai 12,9 milioni di euro conseguiti nei primi sei mesi del 2009, mentre gli investimenti, a 85,7 milioni di euro, segnano un balzo del 33% rispetto ai 64,4 milioni di euro del periodo da gennaio a giugno del 2009.
Pharus Sicav: ampia selezione dei gestori per il nuovo fondo
Pharus Sicav, società di investimento a capitale variabile con sede nel Granducato di Lussemburgo, ha deciso di lanciare sul mercato un innovativo strumento finanziario, un fondo che punta sostanzialmente sui migliori gestori europei: in effetti, bisogna sottolineare che le piazze finanziarie del Vecchio Continente sono state scelte con la massima cura e selezione in questo senso, facendo trapelare comunque una netta predilezione per i fondi con residenza in territorio britannico. Il nuovo prodotto, il quale assumerà la denominazione di Pharus Sicav Best Global Managers, si concentrerà dunque in misura maggiore sugli investimenti relativi al Regno Unito, anche se bisogna tener conto che i fondi di questa nazione non sono distribuiti all’interno del nostro paese. Quale sarò la struttura e il funzionamento specifico di tale fondo? Una delle principali garanzie sarà rappresentata dalla fondamentale consulenza offerta da Frame Asset Management, un nome di punta in questo campo.
Recordati: utile netto primo semestre 2010 in crescita
Si è chiuso positivamente il primo semestre 2010 di Recordati. Il Consiglio di Amministrazione della società ha infatti approvato la Relazione finanziaria al 30 giugno 2010, da cui è emerso un aumento dell’utile netto del 2,5% a 59,2 milioni di euro a fronte di una sostanziale stabilità dei ricavi; nei sei mesi, infatti, il fatturato della società ha fatto registrare una contrazione dello 0,8% a 376,3 milioni di euro a fronte di vendite farmaceutiche in calo di appena lo 0,5% a 363,4 milioni di euro. Per quel che riguarda gli eventi successivi alla chiusura dei sei mesi, Recordati con una nota ufficiale fa presente come nel corrente mese di luglio si sia conclusa con esito positivo la procedura decentrata relativamente all’approvazione della pitavastatina. Per quel che riguarda invece l’evoluzione prevedibile della gestione, Recordati stima di conseguire per l’intero 2010 un fatturato oltre la soglia dei 700 milioni di euro a fronte di un utile operativo sopra i 140 milioni di euro e di un utile netto sopra i 95 milioni di euro.