Investimenti artistici: per Nomisma il rendimento è pari al 3,9% annuo

Quando si parla nello specifico dei cosiddetti beni rifugio, ci si dimentica troppo spesso dell’arte e delle sue opere più preziose, una vera e propria cassaforte finanziaria: è possibile quantificare i reali vantaggi di questa forma di risparmio considerata ancora “di nicchia”, ma in grado di fornire grandi soddisfazioni ai soggetti interessati? Nomisma ha provato a stimare il fenomeno e le sue dimensioni, e i dati sono davvero interessanti. Tra gli artisti preferiti dagli investitori coinvolti c’è sicuramente Mario Schifano, ma la sua non è una leadership assoluta; anche le opere d’arte di grandi personaggi come Carlo Carrà, Graham Sutherland, Georges Braque, Lucio Fontana e Arnaldo Pomodoro sono molto gettonate e consentono di beneficiare di un bene di ottimo valore. Il rapporto sul mercato dell’arte, tra l’altro, ha messo in luce come tele e sculture siano appannaggio dei grandi appassionati di questa espressione culturale, e persino dei risparmiatori più avveduti, sempre più alle prese con le difficoltà e gli ostacoli dei prodotti tradizionali.

Mercati valutari: l’andamento del dollaro influisce su Stm

Gli ultimi tempi si sono contraddistinti, dal punto di vista valutario, per un notevole e fondamentale apprezzamento da parte del dollaro nei confronti dell’euro: eppure, questo rafforzamento della moneta verde non sta portando alcun benefico effetto nei riguardi di determinate compagnie, prima fra tutte Stm, attiva nel campo dei semiconduttori. Come è stato opportunamente calcolato, infatti, per ogni punto percentuale guadagnato dal dollaro nei confronti della moneta unica europea, la società in questione riesce a perdere addirittura fino a dieci milioni di utile operativo. La conseguenza più evidente di questa situazione è che il titolo dell’azienda di cui è leader Carlo Bozotti sia in costante calo in Borsa.

Fondi Madoff: coinvolta anche Pioneer Alternative Investment

I tentacoli del caso Madoff continuano ad avviluppare nuove vicende e nuovi protagonisti: l’ultimo in ordine temporale è rappresentato da Pioneer Alternative Investment, la quale rappresenta una delle divisioni strategiche della nota società di gestione del risparmio che fa capo a Unicredit. Come si evince facilmente dal nome dell’azienda, si tratta di una unità che si occupa in prevalenza di investimenti di tipo speculativo, quelli più a rischio a due anni dallo scoppio della crisi finanziaria globale, ed è stato quantomeno inevitabile che proprio tali fondi finissero sotto la lente di in gradimento del curatore fallimentare della vicenda legata a Bernard Madoff. Irving Picar potrebbe avanzare a breve delle importanti azioni legali nei confronti di Pioneer, così come è stato confermato da una indiscrezione dell’agenzia statunitense Bloomberg.

Metalli non ferrosi: preoccupano i dati sullo stagno

Le quotazioni dello stagno, uno dei principali metalli non ferrosi che vengono scambiati presso il London Metal Exchange, stanno mettendo in luce dei rialzi e delle performance davvero interessanti: nel corso di questi ultimi giorni, poi, il prezzo cash è riuscito a raggiungere quota 29 dollari, un valore che deve essere confrontato con le stime relative ai tre mesi. Una delle caratteristiche principali del mercato dello stagno è, senza dubbio, la sua scarsa liquidità, dunque non devono mai sorprendere più di tanto le eccessive oscillazioni economiche. L’incremento del 2010 è pari a venti punti percentuali, ed è quindi logico ipotizzare un ulteriore rafforzamento e lo sfruttamento del rally da parte del relativo contratto future. Comunque, bisogna anche tener conto di altri elementi determinati. Anzitutto, le scorte del metallo hanno subito un pesante crollo, un calo che non veniva registrato da tre mesi almeno; inoltre, l’Indonesia, con le sue difficili condizioni climatiche, ha provveduto a rendere più negativa l’attuale situazione, visto che si tratta della principale nazione a livello globale per quel che concerne le esportazioni.

Eni rafforza presenza nell’Africa subsahariana

Il colosso petrolifero ed energetico italiano Eni ha reso noto nella giornata di ieri, lunedì 16 agosto 2010, d’aver effettuato il proprio ingresso nella Repubblica Democratica del Congo attraverso l’acquisizione del blocco esplorativo che si chiama Ndunda per una quota pari al 55%. L’accordo, che rafforza la presenza della società del cane a sei zampe nell’area dell’Africa subsahariana, è stato in particolare siglato con Surestream Petroleum, azienda petrolifera britannica. Trattasi di un blocco per il quale sono state già ottenute le necessarie autorizzazioni, e per il quale Eni potrà fin da subito condurre tutti gli studi finalizzati alla completa valorizzazione dell’area. L’intesa raggiunta con Surestream Petroleum, in accordo con quanto fa presente Eni con una nota, è susseguente all’accordo strategico che nell’agosto dello scorso anno è stato siglato con la Repubblica Democratica del Congo nell’ambito della cooperazione e della valorizzazione delle risorse petrolifere nel Paese.

Gruppo Ceramiche Ricchetti: aumento di capitale, i risultati

Si è concluso il periodo di riofferta in Borsa dei diritti inoptati relativi all’aumento di capitale della società italiana quotata a Piazza Affari Gruppo Ceramiche Ricchetti. A darne notizia è proprio la società con una nota ufficiale nel precisare in particolare che i diritti di opzione sono stati riofferti nelle sedute di Borsa del 5, 6, 9, 10 e 11 agosto scorso. L’aumento di capitale, lo ricordiamo, fa seguito all’approvazione, da parte dell’Assemblea Straordinaria degli Azionisti del Gruppo Ceramiche Ricchetti, in data 11 dicembre scorso, della relativa delibera. Ebbene, tutti i 695.600 diritti di opzione inoptati sono stati acquistati in Borsa nella prima sessione del periodo di riofferta sul mercato, a fronte della potenziale sottoscrizione di numero  375.624 azioni del Gruppo Ceramiche Ricchetti di nuova emissione; di queste ne sono state poi sottoscritte numero 198.639 per un controvalore complessivo pari a 55.618,92 euro.

Unicredit MoneyBox Self Service: come annullare le operazioni

Le operazioni di investimento attraverso il prodotto di Unicredit “MoneyBox Self Service“, possono essere annullate in caso di errore solamente nella stessa giornata di sottoscrizione. A farlo presente sul proprio sito Internet è Unicredit Banca nel sottolineare inoltre come la richiesta di annullamento dell’operazione, chiaramente in caso di errore magari legato ai quantitativi acquistati, possa essere effettuata presentandosi in filiale oppure via telefono se il correntista ha aderito al servizio di Unicredit di Banca Telefonica. Il prodotto “MoneyBox Self Service“, lo ricordiamo, è riservato ai correntisti Unicredit che puntano ad investire, a fronte di un rischio basso e di un rendimento certo, la liquidità attraverso un vincolo di breve o di brevissimo termine; in particolare, gli investimenti con “MoneyBox Self Service” possono essere effettuati tutti i giorni lavorativi, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9,30 e fino a non oltre le ore 21,30 della giornata. Attualmente i vincoli temporali offerti dal prodotto “MoneyBox Self Service” sono tre e sono i seguenti: a quattro mesi il rendimento netto è pari allo 0,40% annuo, a sei mesi il rendimento netto sale allo 0,50% annuo, mentre è pari allo 0,70% netto per i vincoli a nove mesi.

Gruppo Borgosesia: buoni risultati dalla riorganizzazione strategica

Il Gruppo Borgosesia, in base ai dati che sono attualmente disponibili, prevede di andare a chiudere l’esercizio di bilancio in corso con dei risultati in netto miglioramento rispetto all’anno precedente. A farlo presente con un comunicato ufficiale è stata proprio la società in concomitanza con l’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione del Gruppo Borgosesia, della relazione finanziaria consolidata relativa al periodo gennaio – giugno 2010, caratterizzata in particolare da un risultato netto pari a 1,5 milioni di euro rispetto ad un dato negativo per 3,1 milioni di euro conseguito alla data del 30 giugno del 2009. Buono è stato anche il dato relativo ai ricavi, che nei sei mesi si sono infatti attestati a 21,3 milioni di euro rispetto ai 17 milioni di euro al 30 giugno 2009; dei 21,3 milioni di ricavi totali conseguiti, ben 20,1 milioni di euro sono stati comunque conseguiti e riferibili nel periodo a delle attività ed operazioni di dismissione.

L’indice di Lyxor mette in risalto l’ottimo momento degli hedge fund

C’è un modo preciso e chiaro per comprendere qual è il reale stato di salute degli hedge fund, uno degli strumenti finanziari più apprezzati dagli investitori? Ebbene, la risposta è affermativa e ci viene fornita dall’indice di Lyxor (la società di gestione del risparmio francese), il quale effettua un monitoraggio costante e dettagliato di questo specifico settore. Dunque, si tratta di un riferimento piuttosto importante: anzitutto, c’è da sottolineare come l’industria di tali fondi abbia fatto registrare un incremento interessante nel corso del mese di luglio (per la precisione, l’aumento ammonta a circa 0,70 punti percentuali), un lieve ribasso, però, se si considera il fatto che nei primi sette mesi di questo 2010 la percentuale in questione era pari allo 0,79%. Oltre a questa osservazione, comunque, c’è da dire che diverse strategie di portafoglio hanno avuto la meglio sulle altre: in particolare, Lyxor ha messo in luce come il Fixed Income Arbitrage Index (il rialzo si è avvicinato notevolmente ai tre punti percentuali), l’L/S Equity Long Bias Index e lo Special Situations Index (+1,62%) si siano meritati la palma dei migliori hedge fund in tale ambito.

Libretti di risparmio per minori del Credito Valtellinese

Si chiamano “Risparmio Junior 0-11 Anni” e “Risparmio Teen 12-17 Anni“, e sono i due libretti di risparmio proposti alla clientela, ed in particolare ai genitori di figli di età inferiore ai 18 anni, dal Gruppo bancario Creval, Credito Valtellinese, attraverso le filiali della Banca omonima, ma anche attraverso gli Istituti di credito controllati che sono il Credito Artigiano, il Credito Siciliano, il Credito Piemontese, Carifano, Banca Cattolica, Banca Ciociaria e la  Banca Artigianato e Industria. I libretti di risparmio proposti dal Creval sono finalizzati alla gestione dei soldi messi da parte dai più piccoli, e per questo, per “Risparmio Junior 0-11 Anni“, innanzitutto, i minori fino a 11 anni possono fruire di uno strumento di accumulo del risparmio senza spese di gestione ed a zero imposta di bollo. In questo modo con “Risparmio Junior 0-11 Anni” i genitori possono gestire a costo zero lo strumento andando ad accumulare a favore dei propri bambini un capitale che poi potrà rivelarsi di bisogno per poter gestire le prime disponibilità ed i primi bisogni a livello finanziario.

Allianz stima una raccolta stabile di premi nell’Europa dell’est

Sono ben trentasette i punti percentuali relativi al ribasso subito dalla raccolta dei premi della regione dell’Europa centro-orientale, considerata da alcuni come la zona in grado di favorire i progressi dell’intera Unione Europea: un calo piuttosto pesante, ma per il momento si tende a non dare troppa enfasi a questo evento, se è vero come è vero che Allianz, la nota compagnia tedesca attiva nel campo delle assicurazioni, si è affrettata ad annunciare una raccolta premi definita sostanzialmente come “stabile”. Quali sono allora i reali problemi della regione e dove bisogna leggere con maggiore fiducia la verità? C’è un primo dato che balza agli occhi in questo senso. In effetti, il totale di questi specifici strumenti finanziari ha fatto registrare un incremento pari a cinque punti percentuali: ciò vuol dire che si è passati da 1,9 a 2 miliardi di euro, se si effettua il confronto tra il periodo attuale e lo stesso riferimento di un anno fa.

Mercati emergenti: nuova opportunità finanziaria con Credit Suisse

Credit Suisse ha annunciato attraverso il proprio comparto che si occupa di Asset Management, l’imminente lancio di un nuovo fondo: il prodotto in questione dovrebbe beneficiare, in base alle indiscrezioni, di un miliardo di dollari di capitale sottoscritto, con un piccolo gruppo di azionisti chiave pronti ad effettuare investimenti nei mercati emergenti a livello globale. La proposta in questione testimonia quanto sia forte la predisposizione finanziaria dell’istituto elvetico in merito a tali mercati, oltre che dell’ulteriore valore che può essere creato in questo senso. L’intenzione principale di questa strategia di portafoglio, comunque, è abbastanza precisa.

Finmeccanica vince gare in Libia per 247 milioni di euro

Arriva una nuova commessa milionaria per Finmeccanica. Il colosso aerospaziale in data odierna, giovedì 12 agosto 2010, ha infatti reso noto d’essersi aggiudicato in Libia commesse per un controvalore pari a ben 247 milioni di euro; questo, in particolare, è avvenuto attraverso un consorzio costituito da un lato da Selex Communications, e dall’altro da  Ansaldo STS. Attraverso tale consorzio Finmeccanica ha siglato con la società controllata dalle Ferrovie Russe JSC RZD, la Zarubezhstroytechnology, un contratto da 247 milioni di euro circa al fine di realizzare in Libia, e precisamente sulla tratta che collega Sirth a Benghazi, le tecnologie relativamente alle telecomunicazioni, bigliettazione, security, automazione, segnalamento e telecomunicazioni.

Bond giapponesi in evidente calo: lo yen si rafforza

Le obbligazioni del governo giapponese hanno subito una fondamentale impennata proprio nel corso della giornata di ieri: è stato proprio questo incremento a provocare lo spostamento della curva dei rendimenti verso i livelli pluriennali più bassi, visto che gli investitori devono fronteggiare una situazione economica in cui lo yen continua a rafforzarsi e le esportazioni della nazione asiatica diventano sempre più dipendenti dai paesi esteri. In particolare, i ricavi che si possono ottenere dai bond più “lunghi” hanno fatto registrare dei ribassi piuttosto consistenti, a causa degli ultimi annunci di Bank of Japan, la quale ha avanzato un’offerta per l’acquisto di 350 miliardi di yen, con i prodotti che presentano una scadenza che arriva fino ai trent’anni. Il benchmark decennale, invece, ha sfiorato per un breve momento il punto percentuale (0,980%), il peggior record in senso negativo da sette anni esatti.