La frenata è stata brusca e improvvisa, ma comunque motivata: l’India si è vista costretta a rallentare in maniera considerevole le vendite di obbligazioni, alla luce del recente taglio fiscale operato dal presidente americano Barack Obama e della crisi del debito sovrano in Europa. In effetti, sono stati proprio questi due fattori a guidare i costi relativi all’indebitamento nazionale ai loro livelli massimi da quattro mesi a questa parte. In particolare, le piazze finanziarie sono state caratterizzate dal rinvio della vendita di ben 500 milioni di dollari in bond da parte di Rural Electrification Corp., la compagnia statale specializzate in prestiti per progetti infrastrutturali; il motivo addotto è quello delle avverse condizioni di mercato, una giustificazione utilizzata anche da Union Bank of India per quel che concerne il suo debito in franchi svizzeri.
Investimenti News
Depositi vincolati e pronti contro termine CheBanca!
Possono essere a tre, sei oppure dodici mesi, hanno una bassa soglia di ingresso, pari ad appena 100 euro, e gli interessi vengono riconosciuti in anticipo. Sono queste le principali caratteristiche dei “Depositi Vincolati” di CheBanca! per chi ha aperto il Conto Deposito della Banca per le famiglie e per le imprese del gruppo Mediobanca. A fronte di una tassazione sugli interessi del 27%, i Depositi Vincolati con CheBanca! si possono comunque svincolare in qualsiasi momento a fronte della restituzione degli interessi pagati in anticipo e della maturazione degli interessi al tasso base previsto in quel dato momento; i Depositi Vincolati di CheBanca! godono delle sicurezze e delle garanzie offerte dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi.
Piazza Affari: esordio per l’Etn iPath di Barclays
La storia degli Etn come investimento finanziario è relativamente breve: la prima quotazione risale infatti al 12 giugno di 2006 grazie a Barclays, vera e propria leader in tale comparto, che da quel momento sta cercando di espandersi in maniera progressiva. Il debutto di questi giorni presso Borsa Italiana di questo specifico strumento è una conferma importante dell’interesse crescente nei confronti degli Exchange Traded Notes: la firma è sempre la medesima e inconfondibile, quella della britannica Barclays, la quale ha deciso dunque di mettere a disposizione il suo secondo prodotto destinato al nostro paese. La struttura è quella tipica, visto che l’Etn altro non è che un titolo di debito non subordinato e quotato appunto da un istituto di credito; la sua caratteristica conformazione consente agli investitori di accedere ai rendimenti dei vari indici di mercato, usualmente collegati a una strategia benchmark.
Edison: apertura di credito con la BEI
Edison e la BEI, Banca europea per gli investimenti, hanno siglato un accordo di finanziamento, senza garanzie, consistente nell’apertura di una linea di credito, pari a complessivi 250 milioni di euro, finalizzata all’aumento della capacità di stoccaggio del gas. A darne notizia è stata la stessa Edison nel precisare come la linea di credito, anche in più tranche, sia utilizzabile entro un periodo pari a quattro anni, e come per ogni utilizzo la scadenza può arrivare fino a quindici anni con tasso fisso o variabile ed un preammortamento di durata fino a quattro anni. Secondo quanto messo in risalto proprio da Edison con un comunicato ufficiale, la concessione del finanziamento senza garanzie dimostra l’apprezzamento della Banca europea per gli investimenti in merito alla qualità del progetto industriale che la società sta portando avanti nel campo della sicurezza energetica.
Dubai: rally dei bond islamici grazie ai progetti per Qatar 2022
È un vero e proprio boom quello di cui sono stati protagonisti i bond islamici di Dubai nel corso di questa settimana: i Sukuk del Golfo Persico (i certificati di investimento che sono conformi alla legge della Sharia) hanno infatti arginato le perdite accumulate negli ultimi dieci mesi, visto che Standard & Poor’s ha provveduto a rivedere l’outlook di DP World, alla luce dell’ultima trionfale candidatura del Qatar in qualità di paese organizzatore della coppa del mondo di calcio nel 2022. I rendimenti medi di tali prodotti hanno comunque ceduto lo 0,13% ieri, ma le altre stime sono piuttosto incoraggianti: i bond di DP World renderanno il 6,25% in relazione alla scadenza di luglio 2017, mentre si è anche assistito a una interessante crescita da parte dei Sukuk venduti dal governo indonesiano e da quello malese.
Source guarda ai Bric per il lancio dei tre nuovi Etf
Gli Etf sono senza dubbio una delle prerogative principali di Source, l’emittente specializzata proprio in questo tipo di prodotti: l’onda da cavalcare nel momento attuale è quella delle nazioni Bric (Brasile, Russia, India e Cina), dunque la holding londinese ha deciso di puntare con decisione sulle più vivaci piazze emergenti, proponendo tre nuovi Exchange Traded Fund, i quali andranno a osservare da vicino le performance degli indici Msci (Brazil, China e India per la precisione). La gamma di Source era già piuttosto ampia, pertanto sorge spontanea una domanda: qual è il motivo dell’introduzione di tali strumenti? La firma della società britannica era stata apposta da tempo su Etf collegati ai mercati emergenti (si tratta dell’Msci Emerging Markets e dell’Rdx, il quale è relativo all’andamento dell’economia russa), a questo punto, invece, i clienti interessati potranno essere esposti su un’area geografica ancora più allargata, sfruttando i rally dei paesi Bric.
State Street, in vendita undici miliardi di titoli ipotecari
Nell’ideale podio delle maggiori banche depositarie a livello internazionale, State Street Corporation occupa un importante terzo posto e già questo dato fa comprendere il suo rilievo: anche l’ultima operazione finanziaria posta in essere dalla compagnia di Boston ha assunto dimensioni notevoli, visto che si tratta della vendita di ben undici miliardi di dollari di titoli ipotecari ed altri assets. Questo tipo di movimentazione si verifica soprattutto quando le aziende si sono accordate con i regolatori per attenuare i regolamenti alla base del capitale. In effetti, tale cessione dovrebbe ridurre i profitti dagli attuali 350 milioni di dollari; l’annuncio non poteva non avere conseguenze e infatti le azioni della stessa State Street hanno perso 3,4 punti percentuali a Wall Street.
Amplifon perfeziona acquisto NHC Group Ltd
Via libera all’acquisto, da parte di Amplifon, del 100% del capitale sociale di NHC Group Ltd. A darne notizia in data odierna, venerdì 10 dicembre 2010, è stata proprio la società italiana quotata in Borsa nel rendere noto alla comunità finanziaria come i costi inerenti l’operazione siano stati coperti, per una quota pari a 70 milioni di euro, quali costi di transazione, attraverso un’operazione di aumento di capitale riservato, ed i 460 milioni di dollari australiani, pari al controvalore dell’operazione, attraverso un finanziamento bancario. Con l’acquisizione del Gruppo NHC, Amplifon ha così rilevato una società che è strategica per lo sviluppo del proprio business societario; questo perché NHC può vantare su circa 200 negozi in India, Nuova Zelanda e Australia per quel che riguarda la commercializzazione di soluzioni per l’udito; nei mercati in cui opera NHC l’area geografica non risulta ancora essere pienamente presidiata, ragion per cui sono ampi i margini e le potenzialità di crescita per il futuro.
Invesco: ecco le novità che riguarderanno gli Etf nel 2011
Il 2011 rappresenterà un anno denso di novità per quel che riguarda gli investimenti in Exchange Traded Fund, parola di Invesco PowerShares: il comparto specializzato in questi specifici prodotti della omonima compagnia americana ha infatti deciso di lanciare, a partire dal prossimo 5 gennaio, una serie di innovazioni piuttosto interessanti in relazione all’offerta di Etf nel continente europeo. Volendo essere più precisi, c’è da dire che la gamma potrà contare sulla cosiddetta replica sintetica, una metodologia che consente ai clienti di sfruttare gli strumenti per replicare appunto persino quegli indici che non sono contemplati dal metodo basato sul denaro cash (il “cash-based”). Questa opportunità verrà posta in essere mediante un procedimento piuttosto semplice; in effetti, la società di Atlanta convertirà due dei propri Etf dal metodo di replica fisica a quella di impostazione sintetica.
Mercati finanziari: piattaforma Trading+ di Intesa Sanpaolo
Si chiama “Trading+”, ed è un servizio proposto da Intesa Sanpaolo per poter operare sui mercati finanziari in modo tempestivo e rapido potendo far leva, tra l’altro, su strumenti di analisi tra i più evoluti. Trattasi di un servizio a pagamento, con un canone mensile pari a 25 euro, ma se nell’arco del mese solare vengono effettuati almeno 20 ordini eseguiti, allora, il canone mensile si azzera e non deve essere di conseguenza pagato dal cliente. Per l’attivazione di “Trading+” basta recarsi presso una filiale del Gruppo Intesa Sanpaolo al fine di poter operare sui mercati con un piano commissionale flat, ovverosia una tantum per ogni eseguito, oppure quello a percentuale sul controvalore investito. Il tutto fermo restando che, in caso di variazione di operatività, il cliente può in qualsiasi momento andare a variare il proprio piano tariffario.
Polonia, si tornano a vendere bond collegati all’inflazione
C’è sempre una prima volta: è uno dei luoghi comuni più abusati, ma non c’è nulla di più azzeccato per descrivere l’ultima decisione finanziaria della Polonia, la quale sta pianificando proprio la sua prima vendita di bond inflation-linked (conosciute familiarmente anche come “linkers”, sono delle obbligazioni collegate principalmente all’andamento dell’inflazione) da oltre due anni a questa parte. La svolta è giunta quando ci si è accorti che gli investitori polacchi erano sempre più propensi a ricercare maggiore protezione contro i crescenti prezzi al consumo, in modo da poter “scommettere” sui futuri tassi di interesse.
Banca Generali: risparmio gestito, trend novembre positivo
Nello scorso mese di novembre Banca Generali ha chiuso il periodo con una raccolta netta totale pari a 108 milioni di euro, di cui 61 milioni di euro da parte di Banca Generali Private Banking, ed i restanti 47 milioni di euro da parte della rete Banca Generali. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata proprio Banca Generali nel sottolineare come, in virtù del trend positivo della raccolta anche a novembre 2010, dall’inizio dell’anno la raccolta netta positiva abbia ampiamente superato la quota del miliardo di euro; nel dettaglio, la raccolta netta totale da inizio anno è pari a 1,06 miliardi di euro, dei quali 496 milioni di euro da parte di Banca Generali Private Banking, e 570 milioni di euro da parte della rete di Banca Generali. Secondo quanto dichiarato da Giorgio Girelli, l’Amministratore Delegato di Banca Generali, la società chiude anche novembre con buoni dati per la raccolta a conferma della qualità dei prodotti sempre più apprezzati dai clienti che vogliono dai propri capitali sia gestione, sia protezione a fronte di una capacità di crescita costante e solida.
Novelis, via alla seconda parte dell’offerta di bond a 7 e 10 anni
Novelis Inc. è uno dei nomi di punta per quel che riguarda la produzione e la commercializzazione dell’alluminio: ma la compagnia canadese, la quale beneficia da almeno tre anni dell’acquisizione posta in essere dall’indiana Hindalco, sta facendo parlare di sé nei mercati obbligazionari per gli alti rendimenti conseguiti negli ultimi tempi, anche perché venerdì dovrebbe essere la giornata decisiva per la seconda parte dell’offerta di bond. Si fanno già dei nomi per la gestione di tale operazione, visto che si parla con una certa insistenza di Citigroup, Bank of America, Royal Bank of Scotland e Ubs. Che cosa avverrà di preciso? I titoli senior verranno offerti per l’appunto in due blocchi distinti, i quali consistono in una tranche con scadenza a sette anni (la quale non potrà essere riscattata prima di tre anni) e di una a dieci anni, non riscattabile per i primi cinque.
Allied Irish Bank, gli obbligazionisti sono pronti a citare l’Irlanda
Allied Irish Bank, un nome, ma non una garanzia: lo sanno bene ormai gli obbligazionisti che hanno sottoscritto titoli della banca commerciale irlandese, i quali stanno approntando una citazione giudiziale contro la stessa Repubblica per le perdite che saranno costretti ad assumersi a breve, un altro segnale evidente della controversa situazione economica in cui versa il paese europeo. Gli investitori coinvolti in tale affaire, tra cui vi sono anche alcuni fondi assicurativi e pensionistici tra i più grandi al mondo, stanno concludendo in questi giorni le trattative che porteranno con grande probabilità al coinvolgimento di Dublino presso la Corte di Giustizia, anche perché sono all’orizzonte nuovi tagli indiscriminati da parte di Aib per quel che riguarda il valore dei prodotti subordinati al debito.