Investimenti mirati a sostegno dei nuovi progetti di sviluppo; ma anche una crescita delle quote di mercato e dei ricavi consolidati, unitamente ad utili e margini in recupero, nonché un cashflow positivo a fronte di una solida struttura patrimoniale e finanziaria. Sono queste, in estrema sintesi, le linee guida principali del nuovo piano industriale triennale 2011-2013 del Gruppo industriale, quotato in Borsa a Piazza Affari, approvato martedì scorso dal Consiglio di Amministrazione. Secondo quanto dichiarato da Roberto Selci, Presidente di Biesse, a conclusione del CdA, la società stima per il 2011 di tornare a conseguire un risultato netto positivo a fronte di un percorso virtuoso per quel che riguarda la riduzione dell’indebitamento. Intanto il CdA ha altresì ratificato l’accordo sul prolungamento della cassa integrazione straordinaria, la cui partenza è fissata per il prossimo 11 gennaio 2011, durerà dodici mesi, e coinvolgerà un numero di dipendenti inferiore al 44% circa rispetto all’esercizio di bilancio in corso.
Investimenti News
Threadneedle, ecco le previsioni del risparmio gestito per il 2011
Il 2011 sarà un anno caratterizzato, dal punto di vista degli investimenti finanziari, da una crescita globale non molto intensa, in particolare nei principali mercati emergenti: la previsione è stata resa pubblica da Threadneedle, la compagnia britannica specializzata in servizi finanziari e di gestione degli assets, dunque si tratta di una fonte attendibile e dotata di un’ottima esperienza in questo campo. L’interesse maggiore, sempre secondo la società di Swindon, andrà in direzione dei mercati in cui si scambiano titoli azionari, molto più appetibili in fatto di rendimenti rispetto alle obbligazioni di tipo governativo. Come ci si deve comportare, dunque, di fronte a questo nuovo anno che non si presenta sotto una luce molto incoraggiante?
Sedex: Ubs si propone con gli Index Express Certificates
La giornata di ieri è stata decisiva per il lancio di un’interessante novità per quel che riguarda l’universo dei certificati di investimento: il Sedex e Borsa Italiana sono stati il luogo prescelto in questo senso, mentre l’emissione è stata curata interamente dall’elvetica Ubs. La denominazione del prodotto in questione è molto significativa e fa intendere parecchie caratteristiche, visto che si tratta dell’Index Express Certificate, strumento che andrà ad osservare da vicino le performance dell’indice Eurostoxx 50, il principale tra gli indici del Vecchio Continente. Anzitutto, c’è da precisare che il codice Isin è DE000UB8WGG3, mentre la tipologia e la struttura saranno le solite dell’Index Express.
Trading online con Unicredit
La piattaforma è sia semplice, sia pratica e sicura, al fine di poter andare ad investire sui principali strumenti finanziari. Si presenta così il trading online di Unicredit per chi è correntista del Gruppo bancario europeo, ed ha attivato il servizio di Banca via Internet. Senza alcun canone aggiuntivo, e con commissioni ridotte rispetto a quelle applicate in filiale, con il trading online di Unicredit si possono comprare e vendere azioni, obbligazioni ed altri titoli sul circuito di Borsa italiana, ma anche con estensione della negoziazione sugli altri principali mercati internazionali a fronte dell’applicazione a carico del correntista di canoni vantaggiosi. L’operatività offerta è in completa autonomia non solo con Internet, ma anche con il palmare ed il telefono; per i trader più evoluti c’è inoltre la possibilità di poter andare a sottoscrivere anche il pacchetto denominato “Money Trading Advanced“.
Natexis e Jp Morgan sono pronti ad offrire fondi monetari
Il mercato dei fondi comuni di tipo monetario, vale a dire quegli strumenti in cui il denaro ceduto viene usato per l’acquisto di titoli di Stato nazionali o esteri, aveva bisogno di una fresca ventata di novità: quest’ultima è arrivata finalmente con una offerta congiunta, visto che sia JP Morgan Chase, società globale di servizi finanziari con oltre novanta milioni di clienti a disposizione, che Natixis, banca francese di investimento (la sede centrale si trova a Parigi, mentre i due azionisti di riferimento sono Banque Populaire e Groupe Caisse d’Epargne), nonché controllata della prima, sono pronte a lanciare sul mercato di riferimento questi specifici prodotti. C’è un intento ben preciso in questo senso, dato che si vuole riconquistare in qualche modo la fiducia dei risparmiatori, sempre più intimoriti dagli effetti provocati dalla crisi globale e intenzionati a ricominciare dall’inizio per quel che concerne l’allocazione dei loro capitali.
Gruppo Trevi annuncia nuovi contratti all’estero
Ammontano a complessivi 130 milioni di euro i nuovi contratti che il Gruppo Trevi s’è aggiudicato all’estero. A darne notizia è stata la società quotata in Borsa a Piazza Affari dopo che la Divisione Fondazioni s’è aggiudicata lavori per un viadotto in Kuwait, per opere di consolidamento del terreno in Venezuela, e per la costruzione negli Stati Uniti, ed in particolare a Washington D.C., delle fondazioni per il nuovo Marriot Hotel. Complessivamente questi contratti hanno un controvalore pari ad 80 milioni di euro, mentre altri ordini, per complessivi 53 milioni di euro, sono stati acquisiti, attraverso le società Drillmec Inc e Drillmec SpA, dalla Divisione Metalmeccanica; la realizzazione dei lavori è per le Americhe e per la Bielorussia dove verrà consegnato un impianto petrolifero completo meccanico la cui realizzazione sarà effettuata a Piacenza, presso gli stabilimenti di Podenzano.
Source e Pimco, alleanza strategica sugli Etf
L’unione fa la forza: devono aver pensato questo Pimco e Source nell’approntare la loro distribuzione di Exchange Traded Fund sul mercato del continente europeo. Si tratta, come è noto, di due aziende di comprovata affidabilità; la Pacific Investment Management Company è infatti la società Newport Beach che si occupa della gestione degli assets finanziari, mentre Source è nota proprio per questo specifico prodotto di investimento. Le parti in questione hanno deciso di porre in essere un’importante intesa volta a rendere disponibile e distribuire degli Etf di tipo obbligazionario sulla piazza del Vecchio Continente. L’obiettivo principale, dunque, è quello di dar vita a degli strumenti che siano in grado di esporsi in maniera adeguata agli investitori europei.
Malesia: al vaglio un piano per la scalata ai Water Bond
Il governo della Malesia sta considerando con la massima attenzione le proposte avanzate da alcuni obbligazionisti: in particolare, si intendono evitare in tutti i modi i possibili default derivanti dalle compagnie operanti nel settore dell’acqua all’interno dello stato di Selangor, tra cui, non ultima, figura il take over agli strumenti finanziari coinvolti, oppure ancora l’offerta di prestiti. L’annuncio è giunto direttamente da Peter Chin, ministro dell’Energia, della Tecnologia Verde e dell’Acqua della nazione asiatica, il quale ha fatto sapere che il governo di Kuala Lumpur deve anzitutto valutare la disponibilità di tali bond, al fine di scongiurare effetti negativi sul mercato di riferimento. Gran parte degli obbligazionisti delle società in questione hanno chiesto al governo di assumere il controllo totale dei prodotti, o al massimo di estendere una sorta di prestiti “soft” allo stesso stato di Selangor in relazione ai finanziamenti della distribuzione dell’acqua.
Le regole sui derivati accrescono i rischi degli swap cinesi
Le nuove regole che disciplinano i Credit Default Swap in Cina vengono già considerate troppo limitate, anche perché accusate di ostacolare la crescita del settore e di provocare una distorsione dei prezzi quando invece il mercato dei corporate bond è in aumento del 45%; circa ventitre accordi (1,99 miliardi di yuan per quel che riguarda il volume di affari) sono stati introdotti un mese fa, secondo quanto fatto sapere dalla People’s Bank of China, l’istituto di credito centrale dell’ex Impero Celeste. Una delle critiche più forti è giunta da Gao Feng, a capo del settore che analizza i mercati globali cinesi presso Deutsche Bank, il quale ha chiesto espressamente che i regolamenti in questione possano contenere qualche elemento più innovativo. Gli swap a cinque anni costano attualmente in media circa 81 punti base in rapporto al debito cinese (valutato col rating AAA): è ormai noto come questi specifici contratti tendano solitamente a far registrare dei rialzi non appena la fiducia dell’investitore si deteriora, mentre i ribassi sono relativi ai miglioramenti di tale confidenza.
Poltrona Frau sale al 100% di Cassina S.p.A.
Il Gruppo Poltrona Frau ha il pieno controllo di Cassina S.p.A. attraverso l’acquisizione di una partecipazione che ha fatto salire al 100% delle quote la società quotata in Borsa a Piazza Affari. A darne notizia è stato proprio il Gruppo Poltrona Frau nel precisare che l’operazione di acquisizione del rimanente 14% di Cassina S.p.A., posseduto dal distributore giapponese Cassina IXC, è avvenuto a prezzi molto interessanti per la società. In particolare, il prezzo di acquisto, pari a 7,25 milioni di euro, avrà nel corso del 2011 un impatto finanziario diluito. Il Gruppo Poltrona Frau sale così al 100% in una società che con il suo marchio presenta la maggiore crescita e la più elevata redditività, nel 2010, per l’azienda quotata a Piazza Affari. In particolare, parlare di Cassina significa andare a considerare una realtà con oltre ottanta anni di storia e con un catalogo di prodotti che vede spiccare firme dell’architettura e del design di livello mondiale come Philippe Starck, Charlotte Perriand, Le Corbusier e Charles Mackintosh.
Il governo portoghese tenta di diversificare i propri investitori
Come siamo abituati a dire in più occasioni, tentar non nuoce ed è proprio quello che intende fare il governo del Portogallo: Lisbona è da tempo nel mirino delle agenzie di rating per la sua complessa situazione economica che la fa inquadrare alla stregua di “prossima nazione in default”, dunque non deve stupire se i tentativi sono molteplici e ripetuti. L’esecutivo guidato dal primo ministro Socrates intende infatti diversificare nella maniera più ampia possibile i propri potenziali investitori finanziari in relazione al debito vantato attualmente dalla nazione lusitana. L’obiettivo rimane comunque soltanto uno, vale a dire la possibilità di vantare, al momento delle prossime cessioni di assets, un adeguato volume di domanda, in modo che quest’ultima riesca ad attenuare i costi di indebitamento della repubblica iberica.
Banca Sella, una nuova linea di credito dalla Bei per le pmi
Banca Sella, uno dei nomi di punta per quel che concerne il nostro paese e le banche di stampo privato, non può che ringraziare la generosità dimostrata dalla Banca Europea per gli Investimenti (Bei): in effetti, è stata proprio l’istituzione finanziaria dell’Unione Europea a mettere a disposizione della spa biellese una nuova e sostanziosa linea di credito. Si tratta di ben settanta milioni di euro, somma di denaro che verrà utilizzata in maniera particolare per alcune iniziative della stessa banca e per dar vita a nuovi investimenti relativi alle piccole e medie imprese d’Italia. Il riferimento, in questo caso, va soprattutto a quei progetti che non sono ancora stati portati a compimento.
Atlantia: finanziamento BEI per terza corsia A14
La società Autostrade per l’Italia ha stipulato con la BEI, Banca Europea per gli Investimenti, un finanziamento per l’erogazione di una ulteriore tranche, per un controvalore pari a 300 milioni di euro, avente come finalità quella della costruzione delle terza corsia dell’autostrada A14 inerente il tratto da Rimini e fino a Porto S. Elpidio. A darne notizia in data odierna, venerdì 17 dicembre 2010, è stato il Gruppo Atlantia nel precisare come l’opera rientri, con il IV Atto Aggiuntivo sottoscritto nell’anno 2002, tra gli impegni di investimento che Autostrade per l’Italia s’è assunta con l’Anas. Il nuovo contratto di finanziamento si va così ad aggiungere ad una linea di credito sottoscritta sempre con la Banca Europea per gli Investimenti, per un controvalore pari ad 1 miliardo di euro, nel novembre del 2008, e sinora utilizzata per 0,5 miliardi di euro.
Saipem: nuovi contratti per $ 1,2 miliardi
Ammontano a ben 1,2 miliardi di dollari americani i nuovi contratti onshore che si è aggiudicata la Saipem. A darne notizia con un comunicato ufficiale è stata proprio la società italiana quotata in Borsa a Piazza Affari nel precisare come i contratti riguardino il Kuwait e la Siria. Nel dettaglio, nel nord del Kuwait, Saipem ha acquisito da Kharafi National una commessa nell’ambito di “Early Production Facility“, un progetto finalizzato allo sfruttamento del giacimento Jurassic che si trova a cinquanta chilometri circa di Kuwait City. In particolare, la commessa prevede che i lavori vengano completati entro il secondo trimestre dell’anno 2013 a fronte, da parte di Saipem, di servizi e lavori di ingegneria, di approvvigionamento, costruzione e messa in esercizio delle strutture per il trattamento di olio e gas.