High Tech e Stanza, due catene di negozi, in Messico, specializzate nel segmento “sole”. Sono questi i nuovi acquisti di Luxottica Group, società quotata in Borsa a Piazza Affari ed al New York Stock Exchange (NYSE) attiva nel settore del lusso, ed in particolare nell’occhialeria di fascia alta. L’acquisizione di High Tech e Stanza, che hanno oltre settanta punti vendita, segna l’ingresso di Luxottica nel mercato retail messicano attraverso la stipula di due accordi aventi un controvalore complessivo pari a 17 milioni di euro circa. Luxottica stima che l’operazione possa essere perfezionata entro il secondo trimestre del corrente anno. Una volta acquisite le due catene, Luxottica punta a convertire progressivamente i negozi con il marchio Sunglass Hut in un mercato come quello messicano che risulta essere tra i più dinamici e, quindi, con elevate potenzialità di crescita.
Investimenti News
Fiat: Termini Imerese, via libera al rilancio
A Termini Imerese il polo industriale della multinazionale torinese Fiat non chiude, dopo la decisione legata al suo disimpegno, ma sarà oggetto di una riqualificazione e di una reindustrializzazione. Questo dopo che, in accordo con quanto reso noto nella giornata di ieri dal Ministero dello Sviluppo Economico, è stato firmato l’accordo che prevede il rilancio del sito attraverso un piano di attuazione avente una durata pari a 36 mesi. L’impegno per il rilancio di Termini Imerese è sia pubblico, sia privato con 100 milioni di euro messi a disposizione proprio dal Ministero dello Sviluppo Economico, per i contratti di sviluppo, e per nuovi investimenti da attuarsi in cofinanziamento con la Regione Siciliana. Quest’ultima, non a caso, metterà sul piatto risorse fino ad un massimo di 350 milioni di euro, dei quali 150 milioni di euro per agevolare gli insediamenti infrastrutturali, ed i restanti massimi 200 milioni di euro proprio per gli interventi in cofinanziamento con il Ministero dello Sviluppo Economico.
Obbligazioni strutturate: Credit Suisse punta sui CoCo bond
Prodotti finanziari avveniristici o ennesima diavoleria nel campo degli investimenti? L’opinione è nettamente divisa per quel che concerne la valutazione dei cosiddetti CoCo bond, obbligazioni sfruttate dagli istituti di credito per rispettare in maniera puntigliosa i dettami di Basilea 3, ma soprattutto lo strumento del momento grazie anche all’emissione da record di Credit Suisse, circa 4,6 miliardi di euro. Che cosa intende ottenere la banca elvetica in questo modo? I Contingent Convertible bond rappresentano una tipica obbligazione ibrida, la quale può essere convertita in titolo azionario quando i requisiti del patrimonio raggiungono determinati limiti. La decisione di Credit Suisse riguarda un lancio che avverrà a partire dagli ultimi mesi del 2013, ma non vi sarà alcun tipo di scadenza.
Unicredit, in programma un seminario per gli investimenti del 2011
Gli investitori finanziari hanno bisogno più che mai in questo periodo di essere guidati e consigliati; il 2011 viene dipinto da più parti come un anno di transizione, prima della vera ripresa economica che dovrebbe avvenire nel 2012, ma come si possono fronteggiare gli ipotetici ultimi colpi di coda della recessione? Il seminario indetto da banca Unicredit per il prossimo 18 febbraio rappresenta una opportunità importante in questo senso, tanto più che si tratta di un incontro del tutto gratuito e destinato ai soggetti più diversi, dagli analisti ai trader, in modo da analizzare in maniera precisa e accurata quali sono i migliori scenari del nuovo anno dal punto di vista macroeconomico e scegliere con relativa tranquillità tra prodotti come bond, titoli di Stato, certificates e monete.
Golden Harvest: posticipata la vendita dei Dim Sum Bond
Tutto si è risolto con un nulla di fatto: Orange Sky Golden Harvest Entertainment, la compagnia cinematografica cinese famosa per la produzione dei film di Bruce Lee, ha deciso di cancellare improvvisamente la programmata cessione di alcuni titoli obbligazionari denominati in yuan e destinati alla Borsa di Hong Kong. L’indiscrezione è giunta direttamente da una fonte interna al gruppo. Che cosa è successo esattamente? La società asiatica sta attualmente continuando le trattative che aveva avviato tempo addietro con i propri investitori, oltre a monitorare in maniera costante e attenta le condizioni del mercato; tutti i dettagli di tale operazione finanziaria sono strettamente privati ed è per questo motivo che la persona che ha fornito le informazioni non ha voluto essere identificata.
Terna conferma politica dividendi
Prendendo come anno di riferimento il 2008, Terna, società quotata in Borsa a Piazza Affari ed attiva nel dispacciamento dell’energia elettrica sulla rete nazionale, ha confermato la propria politica di dividendi agli azionisti consistente nella crescita, anno su anno, pari al 4%. Questo dopo che il Consiglio di Amministrazione della società si è riunito sia per l’esame dei dati preliminari consolidati dell’esercizio 2010, sia per la presentazione del Piano Strategico 2011-2015 che, tra l’altro, prevede nuovi investimenti sulla rete di trasporto unitamente ad una nuova focalizzazione sulle attività non tradizionali. Nel dettaglio, nonostante la congiuntura ancora non favorevole, Terna S.p.A. ha chiuso il 2010 con tutti gli indicatori economici e finanziari che, con una crescita in doppia cifra, si sono attestati ai massimi dall’IPO. In particolare, anno su anno l’Ebitda di Terna S.p.A. è balzato nel 2010 del 17% a fronte di investimenti nella rete saliti del 30% a 1,2 miliardi di euro unitamente ad investimenti nelle rinnovabili, ed in particolare nel fotovoltaico.
EuroMot: lanciati sei titoli di Bei ed Unione Europea
La Banca Europea per gli Investimenti (Bei) e l’Unione Europea sono state accomunate da una recente emissione finanziaria di estremo interesse per gli investitori: il riferimento va a sei titoli pensati appositamente per chi guarda con attenzione all’economia del Vecchio Continente e alle performance dell’euro. Le negoziazioni in questione sono cominciate lo scorso 11 febbraio e hanno riguardato l’Eib Eur 2,125% Earns due January 2014, l’Eib Eur 4,625% Earns due 2020, l’Eib Dollar 1,25% Notes Due 2014, l’Eib Dollar 2,25% Notes Due 2016, l’Eib Eur 3% Bonds due September 2022 e l’European Union Eur 2,375% Notes due 22 september 2017. Come si può evincere facilmente da queste denominazioni, è stata la stessa Bei a farla da padrona, con cinque prodotti su sei, mentre anche le quotazioni del dollaro sono spuntate nel nome di uno degli strumenti.
Mondo Home Entertainment entra nella produzione cinematografica
Mondo Home Entertainment, società quotata in Borsa a Piazza Affari, ha annunciato d’aver compiuto il primo passo, strategico, attraverso l’ingresso nel mercato della produzione cinematografica. Questo a seguito di un contratto, siglato con Talents Factory S.r.l., finalizzato alla co-produzione paritaria di “Box Office, the movie of the movies“, un film che nelle sale cinematografiche italiane sarà distribuito nel prossimo autunno. Mondo Home Entertainment, lo ricordiamo, attraverso la società controllata Moviemax Italia opera già nel campo cinematografico ed in particolare nella vendita di diritti televisivi, distribuzione di home video e distribuzione cinematografica. “Box Office, the movie of the movies”, in accordo con un comunicato ufficiale emesso da Mondo Home Entertainment, sarà il primo film italiano in 3D.
Level Global decide di restituire denaro cash ai clienti
La lettera inviata da Level Global Investors destinata ai propri clienti è stata più che chiara: l’hedge fund, su cui grava l’indagine dell’Fbi di novembre scorso per un tentativo di insider trading, ha infatti deciso di chiudere i battenti e di restituire di conseguenza il denaro agli investitori. Il fondo era stato creato nel 2003 da David Ganek e Anthony Chiasson, i quali avevano lasciato un precedente incarico in seno a Sac Capital Advisors; ora, sono proprio questi due soggetti che affermano di attendersi una cessione da parte della società americana di tutte le holding entro la fine del prossimo mese di marzo. La decisione era comunque nell’aria, visto che l’inchiesta governativa aveva reso di fatto impossibile il mantenimento delle focalizzazioni originarie di portafoglio.
Lipper: ancora prelievi massicci dai bond municipali
Gli investitori hanno provveduto a ritirare circa 1,2 miliardi di dollari dai bond municipali statunitensi nel corso di quest’ultima settimana: secondo Lipper, compagnia di Denver attiva nelle analisi finanziarie, si tratta della tredicesima settimana consecutiva in cui si verifica una situazione del genere, ormai non più sostenibile. Che cosa è successo di preciso? Le uscite totali ammontano ora a 24,8 miliardi di dollari, dopo i primi ritiri di denaro verificatisi a novembre. C’è comunque da dire che i prelievi relativi ai sette giorni che si sono conclusi lo scorso 2 febbraio hanno rappresentato il valore più basso in questo senso. Secondo BMO Capital Markets, le uscite finanziarie stanno cominciando a diminuire, ma la tendenza rimane ancora troppo alta.
IMA cresce nel packaging di nicchia
In linea con quanto già annunciato nello scorso mese di ottobre, IMA, società quotata in Borsa a Piazza Affari, ed attiva nella produzione di macchine automatiche per il confezionamento, ha perfezionato l’acquisizione, dal Gruppo Sympak Corazza, del comparto “Dairy & Convenience Food” con l’obiettivo di espansione societaria nel packaging alimentare di nicchia. IMA ha altresì acquisito il business “Chocolate & Confectionery” a fronte di un corrispettivo, con pagamento in un’unica soluzione, pari a 57,5 milioni di euro. Dal punto di vista finanziario l’operazione è stata coperta attraverso un finanziamento per complessivi 100 milioni di euro avente anche la finalità del riposizionamento a medio termine del debito della società. Secondo quanto dichiarato dal Presidente e Amministratore Delegato di IMA, Alberto Vacchi, l’acquisizione perfezionata è molto importante in quanto viene fatta in un settore vivace come quello in cui opera il Gruppo Sympak Corazza. Al riguardo l’AD ha inoltre spiegato che sono in fase di studio delle alleanze importanti nel comparto del packaging per l’industria del cioccolato con eventuale estensione anche ad altri settori limitrofi rispetto a quelli attualmente presidiati dalla società quotata in Borsa a Piazza Affari.
Snam Rete Gas annuncia il Piano Strategico 2011-2014
A valere sull’esercizio 2010, il Consiglio di Amministrazione di Snam Rete Gas ha deliberato per proporre all’Assemblea degli Azionisti, che è stata convocata il prossimo 13 aprile, in prima convocazione, un dividendo pari a complessivi 0,23 euro; di questi, 0,09 euro sono stati già pagati agli azionisti nell’ottobre scorso a titolo di acconto sul dividendo, ragion per cui Snam Rete Gas pagherà agli azionisti, una volta approvata dall’Assemblea, una cedola a saldo pari a 0,14 per azione con messa in pagamento in data 26 maggio, e data stacco fissata per il 23 maggio 2011. L’ammontare del dividendo, in accordo con un comunicato ufficiale emesso da Snam Rete Gas, è stato determinato tenendo conto sia delle prospettive economiche e finanziarie della società, sia della politica dei dividendi fissata e definita come attrattiva e sostenibile, a valere sugli anni 2011 e 2012, al 4% di crescita annuo.
Etf Securities: emessi dodici Etn su indici di valute
Il segmento EtfPlus di Borsa Italiana ha accolto con entusiasmo i primi Etn per quel che concerne il comparto degli strumenti derivati cartolarizzati: l’acronimo in questione si riferisce agli Exchange Traded Notes, vale a dire titoli di debito non subordinati il cui rendimento si riferisce alle performance di un apposito indice di mercato. L’intento, dunque, è quello di combinare le caratteristiche migliori dei bond e degli Etf. L’emissione a cui ci stiamo riferendo è stata curata da Etf Securities, leader per quel che concerne soprattutto gli Exchange Traded Commodities, la quale vuole far sì che tali prodotti replichino in maniera passiva gli indici collegati a determinate valute e calcolati dalla Morgan Stanley & Company. Di quali Etn si tratta esattamente?
Vietnam: svalutazione del 7% per il dong, record dal 1993
Non poteva non destare scalpore la svalutazione attuata dal governo del Vietnam nei confronti della propria valuta, il dong: abbassare il valore della moneta di ben sette punti percentuali è la mossa che viene ritenuta più adeguata per assestare il deficit commerciale della nazione asiatica, ma si tratta anche di un record da almeno diciotto anni a questa parte. Il cambio che è stato fissato dalla State Bank of Vietnam mette in luce come siano necessari oltre ventimila dong per ottenere un dollaro, in netto rialzo rispetto alle rilevazioni della giornata precedente. Perfino gli analisti finanziari sono stati spiazzati, visto che si ha come l’impressione che le autorità di Hanoi vogliano sostenere le esportazioni e la crescita, piuttosto che contrastare l’inflazione, il principale problema nazionale.