Molti gestori sono convinti che i governi e le banche centrali mondiali più importanti saranno costretti a seguire la strada della cosiddetta financial repression per uscire dalla crisi economica e finanziaria attuale. Per molti anni a venire si prospetta, dunque, un proseguimento della politica monetaria e fiscale all’insegna di una crescita economica abbinata all’aumento dell’inflazione oltre la media come strada da seguire per uscire dalla crisi debitoria. I rendimenti delle attività finanziarie, soprattutto le obbligazioni governative, dovrebbero restare sotto il tasso di inflazione evidenziando tassi reali negativi.
Azioni
Vendita Aston Martin a Mahindra?
Nonostante Investindustrial fosse dato in vantaggio nella corsa all’acquisizione di Aston Martin (ne abbiamo parlato qui, sul nostro blog “cugino” Mondo Finanza Blog) sembra che il gruppo indiano Mahindra abbia superato il concorrente nel corso delle ultime ore, puntando a chiudere, già entro la fine della settimana, l’acquisizione del 50% di Aston Martin. Mahindra, che è principalmente focalizzata sulla produzione di trattori, deve tuttavia vedersela ancora con l’operatore di private equity italiano Investindustrial, che non è escluso che possa rilanciare con una proposta ancora più agguerrita della precedente.
Investire in azioni ad alto dividendo nel 2013 secondo Bny Mellon
Nonostante negli ultimi quattro mesi i mercati finanziari abbiano dimostrato di aver messo momentaneamente alle spalle le fasi più buie, come quelle che a corrente alternata hanno interessato la maggior parte degli asset finanziari mondiali negli ultimi 12 mesi, la crisi economico-finanziaria non ha di certo trovato ancora la sua via d’uscita definitiva. Tra le variabili macroeconomiche che continuano a spaventare investitori e gestori di tutto il mondo troviamo senza dubbio il debito pubblico in costante aumento, sia in Europa che negli Stati Uniti.
Sanzioni maxifrode UBS
La Financial Services Authority ha comminato un sanzione amministrativa pecuniaria a UBS, al termine del procedimento che fu originariamente avviato dopo la frode di Kweku Adoboli, che ha causato un buco da 2,3 miliardi di franchi svizzeri nei conti dell’istituto di credito elvetico. Una vicenda che si conclude con una multa di importo rilevante, che tuttavia trova anche la soddisfazione da parte del top management della banca svizzera, che si dice comunque contenta del fatto che questo capitolo si sia concluso con il riconoscimento degli sforzi effettuati dall’azienda.
Telecom Italia prossime mosse
Cosa farà Telecom Italia nei prossimi giorni e nelle prossime settimane? E’ questa la domanda che decine di migliaia di investitori si stanno ponendo in queste ore, alla ricerca di una linea interpretativa sul futuro dell’operatore italiano. Giovedì scorso il gruppo ha discusso a lungo del possibile spin-off della rete, senza assumere alcuna decisione, e rinviando di fatto ogni presa di posizione “ufficiale” al prossimo consiglio di amministrazione del 6 dicembre.
Amaro Averna verso la quotazione
L‘amaro Averna, uno dei liquori storici delle tavole italiane, potrebbe presto sbarcare in Borsa. A darne intuizione è il mandato, alla Vitale & Associati, al fine di vagliare le opzioni dispnibili e scegliere la migliore opportunità di sviluppo, con l’ingresso di nuovi soci di minoranza. L’obiettivo del gruppo (che fattura 200 milioni di euro, in gran parte in Italia) è quello di trovare un fondo che punti sul finanziamento della crescita internazionale, eventualmente anche attraverso acquisizioni societarie.
Downgrade per Sony e Panasonic
Sony e Panasonic, due tra i più noti marchi dell’industria elettronica giapponese, sinonimo di innovazione di tradizionale qualità in tutto il mondo, sono appena stati declassati da una delle principali agenzie di rating del mondo, Fitch, che ha definito “junk” (“spazzatura”) il giudizio sul merito delle società. Ma vediamo insieme per quali motivi è stata assunta tale decisione, e cosa potrebbe ora accadere agli investimenti in Sony e in Panasonic alla luce di queste preannunciate novità.
Classifica 10 azioni di borsa più care del mondo
Un’interessante indagine dell’ufficio studi de Il Sole-24 Ore ha dimostrato che oggi ci sono azioni che quotano su livelli incredibilmente elevati e difficilmente acquistabili dai risparmiatori retail con disponibilità di denaro limitate. Il quotidiano economico-finanziario ha stilato una classifica delle azioni più care del mondo, dalla quale si evince che il gradino più alto del podio spetta alla holding finanziaria americana Berkshire Hathaway, controllata dal guru della finanza mondiale Warren Buffet, che per qualche tempo è stato anche l’uomo più ricco del pianeta.
Depositi Bnl in crescita
Bnl ha comunicato che nel corso del terzo trimestre 2012, nonostante la congiuntura sfavorevole, l’istituto di credito ha mostrato un incremento del 3,5 per cento dei depositi rispetto al terzo trimestre 2011. Una crescita principalmente imputabile alle imprese e alla pubblica amministrazione e meno, evidentemente, alle famiglie. Vediamo allora quali sono le principali considerazioni che possiamo trarre nei confronti di un investimento in Bnl e, soprattutto, quali sono le determinanti che hanno condotto tale apprezzamento dei depositi bancari Bnl.
Investire nelle borse europee a fine 2012 conviene?
Conviene investire nelle borse europee in questa parte finale del 2012? La domanda, oramai ben comune a tutti gli investitori dei mercati azionari, si è riproposta con insistenza alla chiusura della giornata di venerdì, che ha portato a termine una settimana da dimenticare per tutte le principali piazze finanziarie del vecchio Continente. Gli effetti dell’attesa per il rapporto della troika sul destino della Grecia, e la soluzione del fiscal cliff negli Stati Uniti, stanno infatti complicando – e non poco – il destino dei mercati secondari europei.
Fiat quota europea ancora in calo
Nel corso del mese di ottobre Fiat ha immatricolato il 5,8 per cento in meno rispetto ad appena un anno fa. Complessivamente, nel corso dei primi dieci mesi del 2012 la contrazione delle immatricolazioni è stata prossima al 16 per cento, in un contesto (quello europeo) nel quale le vendite sono diminuite per il tredicesimo mese consecutivo, con meno di un milione di autovetture consegnate ai consumatori.
L’aumento capitale della Cassa di Risparmio di Asti
L’ultima volta che si era parlato della Cassa di Risparmio di Asti risale allo scorso mese di settembre: in quel frangente, infatti, si fece riferimento a Monte dei Paschi e al blocco della cessione della quota in Biverbanca. Ebbene, a distanza di due mesi, oggi il consiglio di amministrazione dell’istituto di credito piemontese ha deciso di approvare in via definitiva l’aumento di capitale sociale che è stato proposto da tempo, vale a dire a titolo gratuito e anche a pagamento. Nello specifico, l’ammontare complessivo che è stato garantito in tal caso è pari a settanta milioni di euro, come si era venuto a sapere ad inizio agosto. Procediamo con ordine.
Come iniziare a giocare in borsa
Negli ultimi anni l’interesse per la borsa e i mercati finanziari è aumentato a dismisura, complice l’avvento di sofisticate tecnologie a supporto dell’investitore retail, i tassi di interesse di mercati sui minimi storici e le difficoltà di accesso al mondo del lavoro. Così, soprattutto i più giovani, liberi professionisti e imprenditori con la passione per la borsa hanno cominciato a prendere sempre più confidenza con il trading online, ovvero con la compravendita via web di strumenti finanziari come le azioni, i bond, le valute o le materie prime.
Migliori fondi azionari per puntare sull’Europa
Negli ultimi tre anni l’indice MSCI Europe, che rappresenta le borse europee, ha guadagnato poco meno del 15% ma ci sono fondi di investimento che hanno fatto nettamente meglio dell’indice mettendo a segno performance molto elevate. I migliori fondi azionari che investono nei listini del vecchio continente hanno registrato rendimenti anche 3-4 volte superiori, nonostante il peggioramento della crisi dei debiti sovrani europei. Il migliore fondo che investe su azioni europee si è dimostrato Allianz Europe Equity Growth, con una performance a tre anni del 66% circa.