Btp, primo trimeste pieno per l’Italia

di Valentina Cervelli Commenta

La correzione last minute della manovra da parte del Governo mette i Btp, per il primo trimestre di questo 2019, al primo posto tra le soluzioni obbligatorie da intraprendere saldi i suoi conti: scopriamo insieme cosa succederà.

Il punto focale è presto espresso, l’aver archiviato a proprio favore la legge di Bilancio allontanando lo spettro della procedura di infrazione è costato alle casse dello stato 10, 2 miliardi di euro che ora dovranno essere recuperati per tenere buono il debito pubblico e mantenere quelle che sono state le promesse fatte alla Commissione Europea in materia di economia. E’ qui che i Titoli di Stato vengono chiamati in causa. La situazione del Belpaese è la seguente: escludendo i bot, per ciò che riguarda la scadenza dei bond governativi vi sono almeno 37,7 miliardi da rinnovare ai quali si aggiungono i 50 miliardi di euro necessari nel 2019 alla Pubblica Amministrazione per sostenere le spese e non spingere al rialzo il debito pubblico.

Dove trovarli? Ovviamente nel mercato finanziario, che già si aspetta l’emissione tra gennaio e marzo di circa 30 miliardi di titoli di cui 12 minimo coperti secondo le previsioni e le aspettative da un Btp a 10 anni mentre gli altri 18 miliardi saranno divisi a metà fra un Buono a tre anni e un CctEu che avrà una durata compresa fra i cinque e i sette anni. La parola passerà poi al mercato ed agli effetti della fine del quantitative easing ed alle conseguenze della politica dei dazi statunitense in attesa dei giudizi delle agenzie di rating tra febbraio ed aprile.

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