Bei controllerà il fondo strategico europeo

di Marco Preziosi Commenta

La Banca europea degli investimenti pronta a controllare il deposito che inietterà nell'economia del Vecchio continente 315 miliardi di euro per i prossimi tre anni.

Finalmente siamo giunti al tanto atteso nulla osta da parte dell’Ecofin in merito al regolamento per il nuovo fondo strategico europeo per gli investimenti (il quale ha avuto origine dal ‘piano Juncker’).

Ad annunciarlo è Janis Reirs, ministro delle Finanze lettone e presidente di turno. Il fondo che ha l’obiettivo di iniettare nell’economia del Vecchio continente 315 miliardi di euro nell’arco dei prossimi tre anni sarà controllato dalla Bei.

La partecipazione diretta degli Stati si verificherà non mediante il versamento di quote nel capitale ma attraverso la partecipazione delle banche nazionali di sviluppo ai progetti. Ciò per assicurare agli Stati un ritorno più certo dell’investimento effettuato a sostegno di progetti di interesse nazionale. Nel nostro Paese, questo ruolo sarà assolto dalla Cassa depositi e prestiti. Il fondo Ue sarà sostenuto da garanzie pubbliche europee per 16 miliardi e da 5 miliardi effettivamente versati dalla bei. Nei progetti dei Paesi europei il piano d’investimenti dovrebbe partire entro luglio.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha successivamente confermato all’Ecofin quando anticipato via Twitter da Renzi: l’Italia parteciperà con 8 miliardi attraverso la cassa depositi e prestiti. La Germania si è impegnata per 8 miliardi, come la Francia, mentre la Spagna investirà 1,5 miliardi.

Appare palese la posizione della Germania che davanti ai partner europei ha ribadito la propria idea. Queste le parole di Schauble:

Il processo di selezione dei progetti non deve essere politicizzato altrimenti non ci sarà alcun coinvolgimento del settore privato che resta il nostro obiettivo.

Il testo approvato sarà ora la base per il negoziato con il Parlamento europeo.

La Bei, però, è già pronta a entrare in azione. Il presidente Werner Hoyer ha detto che la Banca europea di investimenti può passare “ad azioni concrete prima che le ultime decisioni vengano prese, non abbiamo ancora finito di preparare il terreno ma siamo sulla buona strada.

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