Se un risparmiatore possiede un portafoglio di 100mila euro, una simile disponibilità finanziaria permette di avere maggiori possibilità in tema di diversificazione degli investimenti. Nonostante la crisi economica e finanziaria che imperversa in Europa, e in particolar modo in Italia, è possibile pensare a diversificare puntando in minima parte anche sull’asset class azionaria, allo scopo di beneficiare di eventuali riprese dei mercati azionari. La percentuale per l’azionario varia a seconda del profilo di rischio.
Redazione
Investire in titoli di stato del Giappone
I politici italiani e spagnoli non sarebbero biasimati se guardassero con invidia alla situazione del Giappone, che è probabilmente il caso più emblematico di distorsioni cognitive nelle scelte degli investitori sui mercati finanziari. Il caso del paese del Sol Levante ha quasi dell’assurdo: il paese cresce a ritmi davvero molto lenti ormai da anni, nella morsa della deflazione e superato nella classifica delle principali economie del mondo dalla vicina Cina, che dallo scorso anno ha conquistato la seconda posizione dietro agli Stati Uniti.
Investire nei bond EFSF in alternativa ai titoli di stato tedeschi
Nella giornata di ieri l’agenzia di rating Moody’s ha tagliato l’outlook a “negativo” da “stabile” sul fondo salva-stati europeo EFSF, a seguito della decisione di rivedere a negativo l’outlook di Germania, Olanda e Lussemburgo, ovvero tre dei quattro paesi virtuosi della zona euro (l’altro è la Finlandia) a vantare ancora il rating di massima affidabilità AAA. Tuttavia, i bond emessi dall’EFSF restano tra i più sicuri sul mercato e possono essere considerati una sorta di alternativa ai solidi Bund tedeschi.
Risparmio gestito subisce deflusso di 4,6 miliardi a giugno 2012
Secondo quanto comunicato da Assogestioni, a giugno l’industria del risparmio gestito ha dovuto fare i conti con un nuovo deflusso di capitali per complessivi 4,6 miliardi di euro. Il saldo tra sottoscrizioni e riscatti chiude un semestre caratterizzato dalle vendite. Da gennaio scorso i deflussi netti totali dai fondi comuni di investimento e dalle gestioni patrimoniali ammontano a 10,1 miliardi di euro: 5,9 miliardi dalle gestioni e 4,2 dai fondi.
Consigli per investire in borsa in tempi di crisi
Chi investe sui mercati azionari deve essere bravo a mantenere invariato il proprio stile operativo. Se si ha un orizzonte temporale pluriennale, non è concettualmente valida la scelta di disinvestire dopo una fase di elevata volatilità e/o forti discese dei listini durate qualche mese. Allo stesso modo se si investe con un orizzonte temporale di pochi giorni o poche settimane, non ha senso tenere le posizioni in portfolio (soprattutto se in perdita) per qualche mese o anno (a meno che non si è in forte guadagno e una parte dei profitti è stata messa già al sicuro).
Investire in bond italiani in tempo di crisi
La crisi dei debiti sovrani continua a imperversare pericolosamente nella periferia europea (Italia, Spagna, Portogallo, Grecia) e ben presto potrebbe interessare nuovamente anche alcuni paesi finora risparmiati dalla speculazione, ma potenzialmente a rischio per l’elevato debito (Belgio e Irlanda). Il focus ora è spostato tutto su Spagna e Italia. Madrid rischia il default e alla fine il paese iberico dovrebbe essere salvato dall’Europa. Tuttavia, il contagio sta colpendo pesantemente l’Italia, che negli ultimi giorni ha visto crollare la borsa e le quotazioni dei titoli di stato.
Su quali corporate bond puntare durante la crisi dell’euro
Il “lunedì nero” dei mercati finanziari non ha lasciato immuni nemmeno i corporate bond, in particolare quelli di Italia e Spagna che da venerdì sono sotto il tiro della speculazione internazionale. Praticamente tutti i settori hanno sperimentato un deciso ampliamento degli spread, in particolare il settore telefonico. Il bond Telecom Italia scadenza 2055 è sceso del 2,5%, mentre il bond Telefonica scadenza 2033 ha perso il 2%. Secondo Geraud Charpin di Bluebay A.M., “siamo in una fase di contagio della crisi”.
Perché alcuni bond hanno rendimento negativo
La crisi della zona euro ha messo in luce un vero e proprio paradosso nel mondo dei bond, ovvero l’emissione di titoli di stato con rendimenti negativi. In questa fase di grande incertezza sui mercati finanziari può essere comprensibile, anche se anomalo, che dodici fra i più importanti paesi del mondo offrano rendimenti inferiori all’1%, visto che la richiesta di protezione con strumenti sicuri e ad alto rating è in continuo aumento. Tuttavia, è assolutamente paradossale che quattro paesi (Germania, Olanda, Svizzera e Danimarca) di questi dodici ricevano un interesse anziché pagarlo!
Come investire in borsa con l’economia in recessione
La crisi dei debiti sovrani, abbinata ad un contesto economico di forte rallentamento sia nei paesi “maturi” che in quelli “emergenti”, sta creando non pochi grattacapi ai money manager di tutto il mondo. Sebbene l’imperativo categorico in un momento di così forte incertezza resta la difesa del capitale a qualsiasi costo (anche se “comprare la sicurezza” può generare rendimenti negativi, come nel caso dei bond tedeschi o nordici con rating AAA, ndr), la borsa potrebbe non essere un campo minato se si persegue la strada della selezione dei migliori titoli “difensivi”.
Su quali bond investire con lo spread a 500
Il boom dello spread italiano, che venerdì 20 luglio ha raggiunto quota 500, potrebbe far cambiare ancora strategia ad investitori istituzionali e piccoli risparmiatori, in quanto nel breve periodo il rischio-paese è aumentato notevolmente, in quanto si teme un pericoloso contagio dalla traballante Spagna. Per quanto riguarda le strategie sulle obbligazioni, l’obiettivo principale resta quello di diversificare per emittenti e per aree georgrafiche. Inoltre, conviene restare sulle scadenze brevi, per evitare di salire sull’ottovolante delle oscillazioni di titoli con duration a medio-lunga scadenza.
Su quali valute estere investire nel 2012
Diversificare il proprio portfolio con valute diverse dall’euro può essere una scelta corretta, al di là della crisi attuale che imperversa nel vecchio continente. In una fase storica dove l’incertezza regna sovrana, alcuni money manager suggeriscono una diversificazione valutaria fino a oltre il 50% del totale investito, puntando su valute di economie mature (dollaro americano, yen, sterlina), valute rifugio (franco svizzero) e valute forti del Nord Europa (corone scandinave). Se, invece, si vuole optare per una linea più prudente non bisognerebbe andare oltre il 30% del totale investito.
Spread elevato costa all’Italia quasi 150mila posti di lavoro
Il Centro studi Confindustria stima che l’Italia sta sperimentando uno spread eccessivamente elevato rispetto ai fondamentali economici. In particolare, con lo spread Btp-Bund che oggi viaggia tra 470 e 480 punti base, il differenziale aggiuntivo ammonta a oltre 300 punti. Se si considera la crescita economica e i livelli del debito pubblico, lo spread “reale” tra il Btp a dieci anni e il pari scadenza Bund tedesco dovrebbe attestarsi intorno a 164 punti base.
Dividendi record tra le blue chip di Piazza Affari nel 2012
L’Europa può essere considerato il continente malato, a causa della grave crisi dei debiti sovrani e della moneta unica che stanno mettendo a serio rischio l’esistenza dell’unione monetaria e gli equilibri consolidati da tempo nel vecchio continente. I paesi dell’Europa periferica, in particolare Italia e Spagna, sono quelli più in difficoltà e anche quelli che presentano quotazioni azionarie depresse e spesso sui minimi storici. Molte aziende sono molto generose in termini di dividendi, che attualmente è forse l’unico modo per attrarre capitali esteri in un periodo di così grande incertezza.
Investire nei paesi emergenti nel secondo semestre 2012
Il rallentamento dell’economia mondiale risente molto della crisi nelle economie mature, che ormai crescono a ritmi davvero molto bassi se confrontati con quello dei paesi emergenti. Tuttavia, anche questa categoria sembra stia riscontrando problemi, dovuti per lo più al calo dell’export e al clima di minore fiducia presente oggi sui mercati internazionali. La crisi del debito in Europa e il rallentamento in corso negli Stati Uniti stanno avendo ripercussioni anche sui paesi ad alta crescita, in particolare i cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica).