Alitalia salvata dalle bollette dei contribuenti?

di Valentina Cervelli Commenta

Alitalia salvata dalle bollette dei contribuenti? E’ una domanda lecita da porsi, specialmente a causa di una norma inserita all’interno del decreto Dignità al momento al vaglio parlamentare: davvero si rischia di pesare ancora una volta sulla popolazione?

La possibilità sembra essere concreta visto che a lanciare l’allarme sono state diverse associazioni di categoria del settore dell’energia: all’interno del suddetto decreto è stato infatti scoperto un cavillo che prevede che possano essere prelevati 650 milioni di euro dalla Csea (la Cassa per i servizi energetici e ambientali, N.d.R) al fine di mantenere intoccata l’operatività di Alitalia. Questo specifico fondo è solitamente usato per mantenere basse le tariffe di luce e gas ed è mantenuto attivo da prelievi molto bassi parte delle bollette pagate dai consumatori.

Alitalia come influenzerebbe la questione? Se venissero prelevati tutti quei soldi, la diretta conseguenza sarebbe un aumento dei costi energetici per i clienti che in questo modo è come se si trovassero a pagare direttamente per il salvataggio (o il mantenimento) della compagnia.  Nel frattempo il vettore presenta “problemi” di cassa: si è passati dai 486 milioni di euro di febbraio ai 460 attuali. Il commissario Paleari non esprime preoccupazioni al momento sebbene si capisca che una conclusione il più veloce possibile della questione Alitalia sia decisamente auspicata:

Non c’è un problema di cassa. La cassa si consuma ma non si esaurisce. Ci basterà per tutto quest’anno. E prevediamo che durerà almeno ancora un anno: la cessione dovrebbe essere completata molto prima, il termine per l’offerta è il 15 giugno.

Ma si riuscirà a chiudere in tempo e nel modo giusto?

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