Il 2011 potrebbe essere l’anno del boom per lo zucchero

di Simone Commenta

La produzione globale di zucchero potrebbe eccedere in maniera importante la domanda dello stesso “oro bianco” per la prima volta negli ultimi quattro anni: la previsione è stata stilata dal broker e ricercatore Jonathan Kingsmann, il quale ha fatto riferimento, in particolare, alle condizioni meteorologiche che dovrebbero rimanere sostanzialmente normali. Il surplus di mercato è stato stimato in circa 5,61 milioni di tonnellate per quel che concerne l’anno commerciale che inizierà il prossimo 1° aprile, una bella inversione di tendenza rispetto al deficit di 102.000 tonnellate registrato nel corso dell’ultima stagione. Sono i coltivatori della Cina, del Brasile, della Russia e della Thailandia a guidare queste performance e quindi ci si aspetta altri buoni risultati proprio da loro.


In aggiunta, elemento non trascurabile, la produzione in eccesso potrebbe anche agevolare i costi alimentari a livello internazionale, i quali hanno raggiunto un valore record a gennaio secondo quanto rilevato dal World Food Price Index delle Nazioni Unite. I futures sullo zucchero sono comunque ancora in ritardo, specialmente se si osservano con attenzione gli andamenti delle spedizioni che vanno da maggio 2011 a ottobre 2013, ma bisogna precisare che si tratta di un riflesso delle aspettative sui prezzi, in discesa nei prossimi mesi: in effetti, simili rallentamenti si verificano soltanto quando i contratti futures sono più costosi rispetto alle alternative finanziarie e di investimento. Lo stesso Kingsmann ha messo in luce le sue aspettative:

Dato che i recenti prezzi dello zucchero si sono attestati ai loro massimi dal 1981, è preventivabile un consumo minore e qualche modifica verso l’altro in alcuni paesi, come conferma dell’eccezione.

Entrando maggiormente nel dettaglio statistico, c’è da dire che la produzione globale della commodity alimentare dovrebbe espandersi di oltre otto milioni di tonnellate, così da raggiungere un ammontare complessivo di 173,2 milioni, mentre il consumo crescerà di 2,44 milioni di tonnellate (il totale sarà pari a 167,6 milioni).

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