Alitalia, la vendita slitta ancora: si ricomincia

di Valentina Cervelli Commenta

Alitalia rimane la vera pecora nera italiana dal punto di vista degli investimenti: salta ancora una volta la sua vendita per mancanza di offerte convincenti e viene da chiedersi: quanto si è sbagliato a votare no al referendum interno?

A quest’ora si sarebbe avuta una compagnia aerea impegnata nella rinascita ed una minore perdita in quanto a posti di lavoro. Dopo un anno invece si è da punto e a capo. Soprattutto adesso che quelle forze politiche contrarie alla vendita sono le più forti in Italia e di conseguenza non si può fare altro che pensare che il vettore rimarrà sulle spalle degli Italiani. Dare la colpa alla formula di vendita scelta dai commissari è relativo e in qualche modo politicamente scorretto.

Alitalia è prima di tutto un’azienda che come tale deve essere trattata e se ci si trova in questa situazione è un po’ colpa di tutti: si è concesso davvero troppo per tentare di accontentare ogni singolo interlocutore. Ciò che dovrebbe essere preso in considerazione è esclusivamente il profitto. Si è tanto parlato dell’offerta di Lufthansa: un po’ bassina vero, ma comunque di prestigio.  Non si riesce a vendere? Si dovrebbe procedere con la liquidazione della compagnia. Dando modo a chiunque di farsi un esame di coscienza e rimpinguare le casse dello Stato dei soldi investiti. Accadrà? Poco probabile.

Anche perché Cassa depositi e prestiti apre ora  all’ipotesi di divenire socio di minoranza, aprendo alla soluzione cordata voluta tanto dal fondo Cerberus che ha mostrato interesse all’acquisto ripetutamente mettendo come condizione la partecipazione dello Stato.

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