Titoli di stato danesi con rendimenti negativi

di Redazione Commenta

I paesi dell’Europa del Nord stanno consolidando il loro status di porti sicuri in questa difficile fase storica per il vecchio continente, alle prese con una grave crisi dell’unione monetaria stronge dei debiti sovrani della periferia. Nonostante l’accordo raggiunto venerdì scorso a Bruxelles dal Consiglio europeo sulle misure salva-euro e sullo scudo anti-spread, gli investitori restano molto prudenti sul rischio-euro e preferiscono ancora acquistare titoli di stato dei paesi nordici con rating elevato e finanze pubbliche in ordine. Il rovescio della medaglia, però, sta nello spuntare rendimenti netti negativi.

Gli investitori, a costo di proteggere il proprio capitale dalle turbolenze di Eurolandia, preferiscono comprare titoli dalla massima sicurezza accettando rendimenti negativi. Uno dei paesi che sta attirando forti flussi di denaro è la Danimarca. La corona danese è percepita come un bene rifugio grazie e non a caso Copenaghen può vantarsi di avere un rating AAA, ovvero di massima affidabilità creditizia. Ieri il governo danese è stato protagonista dell’emissione di due tipologie di bond sovrani.

L’interesse degli investitori è stato davvero elevato, tanto che la domanda ha superato di quasi quattro volte l’offerta. Il bond a 2 anni è stato collocato per un importo pari a 3,65 miliardi di corone danesi, ovvero circa 600 milioni di dollari. Il rendimento determinato in asta per questo bond scadenza 2014 è stato negativo dello 0,05%. Nell’asta del 19 giugno scorso lo yield era stato negativo dello 0,08%.

Emessi anche titoli indicizzati all’inflazione con scadenza 2023 per 1,77 miliardi di corone, cioè più o meno 300 milioni di dollari, con cedola annuale dello 0,1% e rendimento negativo dello 0,05%. La domanda degli investitori istituzionali resta molto elevata. Negli ultimi giorni il tasso di cambio EUR/DKK è leggermente salito, anche se dall’estate 2011 c’è stato un deciso deprezzamento del cambio. Ora la Banca Centrale danese aspetta le prossime mosse di politica monetaria della BCE per capire come muoversi sui mercati.

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