Previsioni Mediobanca 2013

di Redazione Commenta

Fulcro del sistema capitalistico italiano, il futuro di Mediobanca appare ancora intriso di ampi margini di incertezza. La crisi dell’ultimo quadriennio ha provocato una significativa contrazione del parimonio della compagine, che ha dovuto altresì fare i conti con una perdita di redditività piuttosto evidente: con l’esercizio fiscale chiuso al 30 giugno 2012, ad esempio, l’utile si è contratto a 81 milioni di euro, in flessione del 78 per cento rispetto a quanto conseguito nello stesso periodo dell’anno precedente.

“Manager, investitori e azionisti ne sono consapevoli” – sottolineava in proposito Andrea Greco sulle pagine online de La Repubblica – “il bilancio appena chiuso ha dimezzato l’esposizione sull’azionario e di più vedremo a primavera, quando sarà presentato il nuovo piano industriale imperniato sull’alleggerimento delle società satellite. Sarà un banco di prova decisivo per l’ad Alberto Nagel, che in un decennio alla guida di Mediobanca ha spesso perorato la causa “più banca meno holding“, ma più a parole che nei fatti; e probabilmente con il concorso di colpa dei suoi azionisti, molti dei quali frequentano il capitale di Piazzetta Cuccia per avere influenza sul Leone di Trieste, l’ex monopolista tlc, il Corriere della Sera o comunque altro dal business in senso stretto” (vedi anche il nostro speciale sulle obbligazioni Mediobanca).

A preoccupare gli analisti sono pertanto i dati del futuro a breve termine, visto e considerato che già nel bilancio ufficiale della compagnia si legge come le svalutazioni che tanto hanno nuociuto ai conti societari negli ultimi anni “restano connesse all’andamento dei mercati le valorizzazioni del portafoglio titoli e partecipazioni, oltre all’apporto del trading con potenziale significativo impatto sulla redditività”. Il tutto, continua la nota Mediobanca, in un contesto nel quale potrebbero esser confermata “una contrazione dei ricavi connessa al contesto di mercato e alla riduzione dei volumi intermediati“: di qui, il rischio che gli 81 milioni di utile potrebbero presto giungere a quota zero o, peggio, in perdita.

 

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