Perché investire nei mercati azionari – marzo 2013

di robertor Commenta

 Conviene davvero investire nei mercati azionari? La risposta è positiva, almeno per le previsioni degli analisti del Credit Suisse, che hanno di fatti rivisto al rialzo le loro stime per tutti i principali listini dei mercati azionari internazionali. Ma quali sono le determinanti che dovrebbero trainare al rialzo gli indici di riferimento sui mercati regolamentati azionari? Vediamo le prime cinque cause di “ottimismo” espresse dagli osservatori dell’istituto elvetico.

Secondo gli analisti di Credit Suisse la prima causa di ottimismo dovrebbe essere rappresentata dalla crescita del Pil globale. “Il settore privato negli Usa sembra abbastanza forte da compensare l’inasprimento fiscale fino al 2,5% del Pil 2013, mentre in Eurolandia la possibilità di attivare l’Omt ha consentito la discesa del rendimenti dei titoli spagnoli a tre anni al 2,5%” – affermava Milano Finanza in proposito – “Anche dal Giappone arrivano segnali positivi, con i politici che sembrano determinati a mettere fine alla fase di deflazione tramite l’attivismo della Bank of Japan e la politica fiscale. In sintesi il Pil mondiale dovrebbe evidenziare la prima crescita in undici trimestri” (vedi anche la nostra recente e approfondita analisi sugli investimenti sulle borse asiatiche).

Da considerarsi positivamente anche l’attivismo delle banche centrali. “Da dicembre i bilanci delle banche centrali hanno accusato il maggiore calo dal 2009. Ma questa situazione, secondo gli specialisti dell’investment bank elvetica, è destinata a cambiare. A loro parere sia la Bank of Japan sia la Bank of England diventeranno più aggressive, mentre nel frattempo il bilancio della  Bce si è contratto del 14% dai massimi” – afferma ancora MF.

Infine, da considerarsi con positività il buon avvio del 2013, le interessanti valutazioni in merito ai rendimenti medi dei principali mercati e gli spostamenti nell’asset allocation, con le quotazioni delle azioni che sono più che raddoppiate dal marzo del 2009 nonostante deflussi per 120 miliardi di dollari dai fondi azionari globali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>