Crowd funding: gli italiani non investono

Crowd funding

Il Crowd funding sta avendo molto successo nei paesi anglosassoni, ma molto meno in Italia. Questa forma di investimento nasce da esigenze pratiche, etiche e innovative, e prevede una sorta di ricompensa all’investitore, in cambio della somma versata, anche piccola. Non si tratta dunque del classico investimento, ma di un modo per aiutare un determinato progetto, ricevendo in cambio un qualcosa che non deve essere per forza monetario. Parliamo infatti di investimenti alternativi, fatti per anche per non ottenere in cambio. La “rendita” o renumerazione fruttifera dell’investimento infatti, può essere una parte delle azioni della società, così come una parte del bene prodotto, o dei compensi in regalie, a seconda dell’importo versato. Una startup che volesse mettere su una fabbrica di un nuovo prodotto tecnologico, potrebbe infatti promettere lo stesso bene, una volta prodotto ed avviata la macchina produttiva. La Consob ha seguito fin da subito l’eoluzione del crowd funding, che però nel nostro paese stenta a decollare, e non solo per motivi di presenza informatica minore, rispetto agli USA o alla Gran Bretagna, ma anche per abitudine e usanza consolidate. I cittadini dei paesi anglosassoni, sono infatti più avvezzi alle donazioni, anche a individui, per lanciare business di qualsiasi tipo. Non a caso, solo il 19% degli intervistati italiani, si dice pronto a versare denaro nel crowd funding, e solo il 26% sa di cosa si tratta, eppure in America, questa forma di finanziamento, sta facendo aprire numerose e nuove attività.

Alitalia, la Delta Arlines interessata ad acquistare

La Delta Airlines avrebbe manifestato interesse nell’acquisto di Alitalia. Tecnicamente lunedì 5 giugno alle ore 18 scade il termine per presentare le manifestazioni di interesse nella compagnia come fissato dai tre commissari, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, che si stanno occupando di gestire questa spinosa situazione.

Atlante taglia i fondi alle banche venete

Atlante ha deciso di tagliare i fondi alle banche venete: non è disposta a riparare con denaro privato quelli che sono i problemi di Banco Popolare di Vincenza e Veneto Banca. Ecco un ulteriore ostacolo al piano di risanamento rincorso dai due istituti.

Goldman Sachs compra titoli di stato venezuelani

Goldman Sachs  ha deciso di investire in Venezuela e comprare titoli di stato. Nello specifico l’istituto bancario americano ha sottoscritto bond venezuelani per 2,8 miliardi di dollari dalla banca centrale del Paese. Analogamente a quello che è accaduto la scorsa settimana quando ha pagato 865 milioni di dollari per bond emessi dalla compagnia petrolifera di Stato, Petroleos de Venezuela.

Investire in bonds Mittel

mittel

Il gruppo Mittel, attraverso la sua società finanziaria e per gli investimenti, ha emesso nuovi bonds per gli investitori con una serie di prestiti obbligazionari a medio termine, con un rendimento del 3,75% annuo. Saranno 99 i milioni emessi in bonds, ma il gruppo potrebbe portare l’offerta a 124 milioni totale, con obbligazioni a sei anni. Sarà un’emissione unica, quella di quest’anno, di Obbligazioni 2017, che porterà il totale dell’offerta a 175 milioni, ripartiti secondo uno schema che vede 51 milioni impegnati sull’Offerta di Scambio, con la facoltà di anticipo sul rimborso per il 50% su 100 milioni di Obbligazioni 2013, e un’offerta di scambio per per restanti obbligazioni.

Le obbligazioni sono sottoscrivibili al pubblico italiano, agli investitori sia residenti sul nostro territorio, purché qualificati, sia residenti all’estero, purché istituzionali. Le quotazioni saranno piazzate sul MOT, senza impegno e senza garanzia personale.

Mittel è un gruppo storico che nacque addirittura alla fine dell’Ottocento e prese poi l’attuale denominazione nel 1969. Nasce come società ferroviaria, ma nel tempo, l’azienda si è trasformata in una multinazionale, multisettorale, abbandonando il settore originale. Oggi Mittel infatti si occupa di investimenti, gestione del portafogli e immobiliare, in particolare in Lombardia, dove ha sede. Inizialmente parte della Banca Commerciale Italiana, il gruppo ha definitivamente abbandonato il settore ferroviario, già nel 1970.

Alitalia, oggi incontro per cassa integrazione straordinaria

Ancora non è chiaro come questo influirà sulle azioni della compagnia, ma oggi i commissari di Alitalia sosterranno un incontro relativo alla cassa integrazione straordinaria. Ecco quindi le prime conseguenze reali del no ad un referendum che avrebbe potuto accontentare molte più persone.

 

Bce: attenzione a normalizzazione rendimenti obbligazionari

La Bce inizia a mettere sugli attenti Stati membri ed investitori: bisogna fare attenzione alla normalizzazione dei rendimenti obbligazionari che gradualmente prenderà il via a breve, questo perché il rischio di una brusca reazione dei mercati è molto alto.

Nuove obbligazioni di Banca IMI

La Banca IMI ha emesso nuove obbligazioni sul mercato Mot e EuroTlx, a tasso misto. Un’obbligazione è denominata in dollari e l’altra in euro. Si tratta di due tranche delle Obbligazioni Collezione, di cui quella in dollari a otto anni, con la prima cedola da incassare dopo i primi 4 anni, al 4%. successivamente sarà il Libor a determinare la cedola annuale, con un bonus spread del 1%, per un massimo totale del 4%. L’acquisto minimo è di 2000 dollari, e il rimborso del capitale è sempre nella valuta ufficiale statunitense. Per questo investimento dunque, con rendimento massimo del 4%, a tenuto conto anche il rischio di cambio con l’euro.

L’altra obbligazione, quella denominata in euro, è a dieci anni con acquisto minimo di 1000 euro. I primi due anni garantisce una cedola del 3,4% per poi stabilirsi su rendimenti determinati dall’Euribor a 3 mesi a cui viene aggiunto un bonus stabilito in 50 punti di spread. Anche in questo caso, il rendimento non può superare il 3,4% corrispondente alla cedola fissa dei primi due anni. Banca Imi si è segnalata quest’anno per buoni utili, e le sue obbligazioni sono molto vendute, godendo di un buon rating, garantendo una certa sicurezza, nonostante la crisi bancaria attuale. Certamente la rendita non è elevata, ma l’Eurozona dovrebbe mantenere una bassa inflazione almeno per altri 5 anni.

Dollaro affonda insieme a Donald Trump?

Il dollaro affonda insieme a Donald Trump? Di sicuro chi agisce nel mercato del Forex in questo momento è sicuramente afflitto da preoccupazioni che fino a qualche tempo fa sembravano solo oscure chimere: la possibilità di impeachment per il presidente si fa pressante ed la valuta ne risente.

Btp a 6 anni, appena emesso rendimento positivo

Il Btp Italia a 6 anni emesso ieri si è assicurato un rendimento reale minimo garantito dello 0,45% ed un prezzo alla pari. Condizioni favorevoli a colui che li acquista ed a chi li emette, soprattutto all’interno di un’Europa dove questi titoli sembrano essere tutti caratterizzati da tassi negativi.

Come diversificare il portafoglio

Dopo due anni di iniezioni di liquidità e acquisto di titoli, la BCE ha iniziato la riduzione e o smaltimento delle tossicità del mercato, e quindi gli investitori possono iniziare a diversificare il portafoglio verso titoli più rischiosi, o verso titoli diversi rispetto ai classici “sicuri” utilizzati durante la crisi.

I governi sostituiranno la BCE per quel che riguarda gli acquisiti, e l’inflazione dovrebbe aumentare, disincentivando così gli investimenti verso i titoli a basso rendimento, che durante le iniezioni di liquidità invece, erano i preferiti, grazie anche alla bassa inflazione. Ecco dunque che dovrebbe scattare la caccia ai redditi più alti, andando a diversificare il portafoglio verso titoli più globali e rischiosi, uscendo da quelli governativi all’interno della zona euro, protetti dalla BCE, per andare su titoli ad alto rendimento. Certo, la prudenza è sempre raccomandata, ricordando che i regolamenti si sono inaspriti ed è più difficile ottenere liquidità per i sell e i futures allo scoperto. Sicuramente, nel prossimo futuro, anche le obbligazioni a disposizione si diversificheranno, adeguandosi agli aumentati tassi di inflazione e alle nuove restrizioni BCE. A pagarne le conseguenze saranno i bond governativi classici, a vantaggio di quelli periferici, con bassi rating, come i BBB.

Investire in Corone della Svezia

La Svezia è certamente uno dei paesi più sicuri e seri per investire, e le corone svedesi possono essere investite anche alla borsa di Milano, con l’acquisto delle obbligazioni della BEI, anche se il rendimento non è certamente elevato, anche se sicuro. Il rendimento è infatti del 1,5%, per delle obbligazioni a 10 anni. Un investimento dunque che consente di custodire i risparmi, ma probabilmente non sarà una difesa dall’inflazione. Inoltre c’è sempre da controllare il cambio. Attualmente, sono state emesse obbligazioni per 750 milioni, con prezzo di collocamento di 99,90 corone. Alla scadenza ci sarà naturalmente anche il rimborso, per un acquisto che deve avere un minimo di 10.000 SEK, pari a 1.030 euro. Come si diceva precedentemente, è da considerare anche il tasso di cambio tra corone ed euro. La moneta svedese continua a perdere terreno nei confronti della moneta unica, e in un solo anno, è scesa del 3,5%, avvicinandosi ai minimi storici. Secondo le previsioni però, la corona potrebbe invertire questo trend e riprendere terreno nei confronti dell’euro. Il rendimento rimane comunque basso, e quindi, l’investimento in obbligazioni BEI, rimane poco appetibile. Certo, la Svezia è una sicurezza, con un Pil che segna un +3,8%, e quest’anno segnerà un altro +3,1%. Il rapporto tra Pil e debito poi, è solo del 40%, una vera sicurezza.

Unicredit raddoppia utile: crollano crediti deteriorati

Unicredit raddoppia l’utile mentre crollano i crediti deteriorati: il primo trimestre del 2017 ha benedetto l’istituto bancario con ottimi risultati, molto più elevati di quelle che erano state le stime degli analisti in tal senso. Vediamo come.

MPS: possibile un rinvio a giudizio per la banca?

MPS: possibile un rinvio a giudizio per la banca? E’ quello che potrebbe profilarsi nel prossimo futuro secondo quelle che sono le leggi vigenti. Ed ad andarci di mezzo non sarebbero solo i vecchi vertici della banca come l’ex ad Fabrizio Viola, l’ex presidente Alessandro Profumo, l’ex presidente del consiglio sindacale Paolo Salvadori, ma anche l’istituto stesso.