Grecia: primi bond dal 2014

greciaLa Grecia torna sul mercato obbligazionario con un’emissione di bonds statali a 5 anni, la prima dal 2014 a questa parte. La Grecia ha bisogno di capitali, ma finora aveva rinunciato all’emissione, a causa della sua profonda crisi e debolezza economica. Domani dovrebbe essere aperta l’asta, mercato permettendo, questa emissione, con regolamentazione a partire dal 1 agosto. Ad annunciarlo il Ministero delle Finanze greco, che precisa come l’emissione potrebbe essere rinviata se le condizioni dei mercati non saranno favorevoli.

Prove di normalità dunque, per il piccolo paese ellenico, flagellato dalla crisi, che torna alle aste dei titoli incaricando i dealer primari Bnp, Bank of America Merrill Lynch, Citi, Deutsche Bank e Hsbc, le classiche banche che si occupano di quasi tutti i mercati primari europei. A facilitare e portare alla decisione di emettere bonds dopo ben 4 anni di sospensione, è stata la decisione di S&P di alzare il ranking del paese da ‘stabile’ a ‘positivo’, dopo che nelle settimane scorse sarebbe stata raggiunte un’intesa tra l’Unione Europea e il governo di Tsipras su una riduzione del debito, intesa che avrebbe anche facilitato un nuovo prestito da parte del FMI.

La Grecia rimane dunque fortemente indebitata, ma forse i creditori stanno per allentare un pochino la corda, per non rischiare di sopprimere e soffocare del tutto il proprio debitore e restare con un pugno di mosche.

Atlante, svalutazione dell’80% e liquidazione

atlanteIl Fondo Atlante I, che era nato solo per salvare le banche venete, risente della conclusione della vicenda delle due banche, comprate al prezzo simbolico di un euro da Intesa SanPaolo, e il Fondo, in cui erano stati investiti quasi 3 miliardi e mezzo, si svaluta dell’80% e verrà avviato alla liquidazione per poi essere passato sempre a Intesa. Qui continuerà ad esistere e investire nei crediti deteriorati, dopo il risanamento statale da 5 miliardi.

Poi il fondo Atlante II, ancora attivo e che continuerà la sua azione sugli acquisti dei crediti difficili e cartolarizzati, finora acquistati per un valore di 26 miliardi di euro, naturalmente nominale, da Monte dei Paschi.

Intanto il CdA di Quaestio capital management Sgr ha svalutato il fondo Atlante I a 78.100,986 euro, complice l’azzeramento del valore della Banca Popolare di Vicenza e della Veneto Banca, e il nuovo valore del fondo, secondo la nota pubblicata dal consiglio, “è pertanto determinato esclusivamente dall’investimento nel fondo Atlante II”, che oggi vale 352.175,666 euro per quota.

Finisce così la storia del fondo Atlante I, da subito criticato da molti, e che ha dimostrato di essere stato praticamente inutile al salvataggio delle due banche, motivo per il quale era stato creato.

Ericsson crolla in Borsa: bilancio colpevole?

Ericsson crolla in Borsa: bilancio colpevole? La risposta, come è possibile immaginare, è positiva. I risultati relativi allo stesso hanno infatti portato ad un generale senso di sfiducia nei confronti del titolo il quale sta pagando i frutti di una stagione non rosea per l’azienda.

Secondo il suo fondatore Tesla è sopravvalutata

tesla

La Tesla sarebbe sopravvalutata dai mercati azionari, secondo lo stesso fondatore dell’azienda, Elion Musk, per cui il prezzo di 327 dollari per azione che la società ha raggiunto la scorsa settimana, sarebbe immeritato dall’azienda. Una dichiarazione che farà discutere, ma le azioni della casa “eletttrica” dell’automobile, si sono rivalutate del 50% in sette mesi, e non sembrano voler scendere.

Secondo il fondatore – “A volte le attese vanno fuori controllo” – e oggi la Tesla ha un valore sul mercato di 50 miliardi di dollari, forse troppo, anche per alcuni analisti.

Ma la dichiarazione farà discutere anche perché è veramente raro che un proprietario di un’azienda facci dichiarazioni di questo tipo sulla sua creazione, facendo freddare le aspettative dei suoi stessi azionisti, e dei possibili investitori. Secondo Musk però, le aspettative sulla rivoluzione elettrica dell’automobile sono attualmente troppo alte e il comparto elettrico potrebbe rivelarsi una bolla.

Un monito dunque, a tutti quelli che vorrebbero investire nell’elettrico, pensando a guadagni facili che possano far speculare qualcuno.

Certo, la produzione del modello economico di tesla è iniziata, e promette bene, ma forse il 50% di rivalutazione dall’inizio dell’anno, è troppo anche per il prodotto del futuro, anche perché l’energia fossile sarà dura a morire.

Creval cede npl e vola in Borsa

Buonissime prestazioni per Creval che grazie al cedimento di non performing loans vola in Borsa: quei picchi che ad inizio settimana erano arrivati al 9% ci sono stabilizzati questa mattina alle 11 intorno al 6,02%.

Ethereum in caduta libera: una sorpresa?

L’Ethereum è una di quelle criptovalute sulle quali in molti stavano iniziando a puntare pronti a mettere da parte il Bitcoin: settimane di buoni propositi cancellati da quello che è stato l’andamento di questa materia prima negli ultimi tempi. Essa infatti ha fatto notevoli passi indietro che sembrano non avere intenzione di fermarsi, almeno per il momento.

Fondi immobiliari in crescita in Italia

fondi immobiliariIl 30esimo rapporto di Scenari Immobiliari registra in crescita il mercato dei Fondi Immobiliari, con Milano e Roma in testa agli interessi.

Grazie ai bassi tassi d’interesse dovuti alla politica della BCE sul costo del denaro, le prospettive italiane, ed europee, crescono, con l’Italia che presumibilmente potrà raggiungere un valore di 50 miliardi in questo settore. L’85% del mercato europeo, rappresentato da Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Olanda, Spagna, Svizzera e Italia è crescuto in media del 7,3% annuo tra il 2010 e il 2013, e poi ha avuto una forte accelerazione, tanto da registrare un +9,8% nel 2014, un +10,8% nel 2015 e un +12,4% nel 2016. In Italia i Fondi Immobiliari registrano un patrimonio di 46 miliardi nel 2016, e il 2017, gli oltre 400 fondi immobiliari potrebbero registrare un patrimonio complessivo di 50 miliardi di euro.
I mercati emergenti in Europa sono quello residenziale, in particolare, anche con una certa speculazione, certamente, ma spesso incentrati sulla ristrutturazione, trainata dal settore specifico del risparmio energetico. Altro settore trainante è quello della residenza specializzata, in particolare per lo studente e il senior single. Il costo del denaro basso ha poi fatto diminuire l’indebitamento del sistema da 30 miliardi di euro a 25,5 miliardi, negli ultimi cinque anni, grazie anche alle ristrutturazioni del debito.

Le imprese vanno più sulle obbligazioni che sui prestiti bancari per finanziarsi

obbligazioni-societarieI primi mesi del 2017 i bond delle aziende italiane non finanziarie hanno registrato andamenti migliori rispetto all’anno precedente, e le società nostrane hanno aumentato i finanziamenti derivanti dalle emissioni di obbligazioni rispetto alla richiesta di prestiti bancari. Si prevede che quest’anno si arriverà a 22 miliardi di obbligazioni, e l’anno successivo a 25 miliardi. In Italia comunque il mercato è molto concentrato, tanto che cinque società rappresentano il 68 per cento del totale delle obbligazioni in circolazione.

È la prima volta che le obbligazioni superano, come scelta di finanziamento, i prestiti bancari, nonostante la politica monetaria della BCE che ha reso il costo del denaro molto accessibile.

Molte le occasioni di investimento dunque, vista la voglia di finanziarsi delle aziende, che potrebbero attrarre il mercato italiano, grazie anche alla lieve ripresa che il nostro paese sta vivendo, anche se inferiori ai numeri medi europei. Questo comunque dovrebbe dare consistenza alle obbligazioni, rendendole più sicure, dopo le scottature degli anni della crisi e delle obbligazioni bancarie, come nei casi delle banche venete e di MPS. Meno brutte sorprese insomma, a patto che non si verifichino più quelle scorrettezze commesse con la Veneto Banca e la Popolare di Vicenza.
Secondo Moody’s, Eni, Snam, Enel, Atlantia e Telecom hanno emesso il 68% delle obbligazioni quest’anno, con Telecom Fca che hanno però rallentato.

Vendite e rendimenti sui Titoli di Stato in aumento

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La ripresa dei rendimenti sui Titoli di Stato è generalizzata, frutto delle inversioni di tendenza delle politiche monetarie delle varie banche centrali mondiali. Ecco che così i mercati tornano a guardare ai titoli governativi come forma di investimento, con i rendimenti che crescono sia al di qua, che al di là dell’oceano. Forti rialzi dei rendimenti si segnalano un po’ ovunque, in Spagna come in Germania, in Italia come negli Stati Uniti. Lo spread tra Btp e Bund sale 175 punti, mentre i dati Usa con 220mila posti di lavoro in più rispetto alle attese, spingono i bonds statunitensi.

I mercati azionari restano deboli, e sono ora quelli obbligazionari a tirare ed attrarre gli investitori verso un ritorno sui titoli. La graduale normalizzazione delle politiche monetarie, dopo l’emergenza QE, sta di nuovo portando i rendimenti in alto. Il costo del denaro sale un po’ ovunque, e sembra vicino un cambiamento verso una fase non di crisi. Il Bund decennale così passa la soglia psicologica dello 0,5% di rendimento dello 0,5%, segnando i record da due anni a questa parte, mentre le curve delle scadenze si accentuano. Forse è tornato il momento di investire sui titoli sovrani, anche se le Banche Centrali vorrebbero gettare acqua sul fuoco per non rovinare la ripresa con speculazioni nel settore.

Carige, bond e azioni volano dopo via libera aumento

Banca Carige continua a macinare terreno alla Borsa di Milano dall’apertura con azioni che segnano fino al +6%. Motivazione di questo andamento in forte rialzo?L’approvazione da parte del Cda del piano di ricapitalizzazione che prevede un aumento di capitale da 500 milioni di euro e cessione di assets per 200.

Unicredit sale, con la benedizione di JP Morgan

Unicredit sale in Borsa a Milano staccandosi dagli altri bancari, facendo registrare un +1% a 17,15 euro con la benedizione di JP Morgan che riprende il rating sull’azione dopo averlo sospeso in passato. Scopriamo insieme cosa significa tutto ciò.

Mediaset, nuova causa contro Vivendi

Possibile che Mediaset decida di intentare una nuova causa contro Vivendi? Al momento tutto è da stabilire: quel che è evidente è che l’assemblea del consiglio di amministrazione dell’azienda milanese si apre senza gli azionisti francesi, soci con il 28,8% del capitale.

Compravendite case, i pensionati investono

casaGli investimenti immobiliari in Italia sono in aumento, grazie alla politica di tassi bassi della BCE, che sta favorendo l’accesso al mutuo, e così anche i pensionati iniziano ad investire di più, anche se la maggior parte degli acquisti di questo segmento riguardano la prima casa. Secondo i dati in possesso del gigante dell’immobiliare italiano, Tecnocasa, quasi il 27% degli acquisti da parte dei pensionati comunque, riguarda il puro investimento, per vari motivi, vuoi per lasciare un immobile in eredità, vuoi per rimpinguare la pensione.

In particolare sono i pensionati con grandi risparmi ad investire, e infatti, moltissimi degli acquisti immobiliari da parte dei pensionati, vengono effettuati senza richiesta di mutuo.

Nel secondo semestre del 2016, i pensionati hanno acquistato il 9,0% degli immobili, e di questa percentuale, il 60,3% si è impegnato per la prima casa, ma il 26,9% ha cercato l’investimento. Solo il 12,8% dei pensionati ha acquistato una casa per le vacanze, la cosiddetta seconda casa. Per il segmento degli acquisti per investimento dunque, si è registrato un aumento del +1,4%. Tra tutti gli acquisti effettuati, solo il 9,3% ha visto la richiesta di credito alle banche, e ben il 90,7% è stato acquistato con i risparmi. Una fuga anche, dai conti correnti, sempre più attenzionati dal fisco.

Gli acquisti di trilocali sono il 35,4%, i bilocali il 29,0% e i quattro locali il 13,6%; infine, il restante 11,3%, riguarda villette, rustici, ed altre tipologie.