Investimenti immobiliari, 435 miliardi di dollari per il 2017

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Cushman & Wakefield, la grande multinazionale del mercato immobiliare globale, traccia il quadro dei nuovi investimenti per l’acquisizione su questo settore, che vedrà un leggero calo dei capitali utilizzati, rispetto al 2016. Si tratta, secondo i dati dell’azienda, della prima decrescita dal 2011 ad oggi, ma allo stesso tempo, anche del seconda somma di capitale mai impiegata nel settore, sempre in riferimento al periodo dal 2011. Un gran numero di capitali investiti dunque, un segnale contrastante tra leggera flessione e massicci investimenti. Si tratta di ben 435 miliardi di dollari che sono stati e saranno investiti nella compravendita degli immobili in tutto il mondo. Il calo maggiore si è registrato nell’area Emea, che include la sola Europa, il Medio Oriente e l’Africa geografiche. In questa area si è registrato un calo del 9%, con gli investimenti fermi a 130 miliardi di dollari. Una piccola crescita, del 2%, si è invece registrata nell’area americana, sia settentrionale che meridionale. Qui i capitali da investimenti immobiliari si attestano a 173 miliardi di dollari. In leggero aumento anche l’Asia, dove gli investimenti ammontano a 132 miliardi di dollari. Il mercato immobiliare mondiale è naturalmente molto variegato, con aree geografiche che registrano un calo dei prezzi, ed altre che registrano un aumento. Quindi gli investitori si muoveranno alla ricerca di opportunità.

Il Messico torna ad alzare i tassi. Rendimenti giù

Messico

Il Banco de Méxco, la banca centrale del paese, ha di nuovo alzato i tassi sul costo del denaro, per la settima volta consecutiva, con un incremento di 25 punti. Il tasso di riferimento adesso è al 7%. La decisione è stata presa dal board della banca centrale con un solo voto contrario, e la banca ha dichiarato che – Il livello raggiunto è congruo con il processo di efficiente convergenza dell’inflazione verso l’obiettivo del 3% – aggiungendo di prevedere un forte aumento dell’inflazione nei prossimi mesi. La nuova decisione del Banco, ha spinto i rendimenti dei bonds statali del Messico in basso, con i bonds a 10 anni che ora sono sopra i 104 punti, con rendimento al 4,15%, che a scadenza arriveranno al 3,68%. Poi quelli a 3anni, del 5,125%, hanno oggi un rendimento pari al 1,68%. Infine i titoli a 30 anni, che staccano cedole del 4,60%, con rendimenti del 4,75%.

Le agenzie di rating lasciano il giudizio invariato e sostanzialmente stabile. Oggi sono stabili su BBB+, mentre la valuta nazionale si è rafforzata in un anno, del 13%.

Nuove obbligazioni di STM

La Stm ha emesso delle nuove obbligazioni convertibili senior unsecured con un premio del 37,5%. Si tratta di due nuovi bond per un valore complessivo di 1,5 miliardi di dollari che vengono offerti in due tranche con diverse scadenze. 750 milioni avranno scadenza a 5 anni, e gli altri 750 milioni con scadenza a 7 anni. Si tratta di obbligazioni convertibili che serviranno alla gestione aziendale ma anche all’anticipo di rimborso per le convertibili zero coupon, un impegno da 600 milioni di dollari per dei bonds in scadenza nel 2019, mentre sono circa 400 milioni le obbligazioni convertibili da rimborsare con scadenza al 2021.

Le obbligazioni a 5 anni appena emesse sono sopra al pari, 101,265% sul valore nominale. Infruttifere, con rimborso al 100% e rendimento lordo a 0,25%. Con l’emissione a 7 anni invece si percepiranno interessi dello 0,25% con cedola semestrale, con rimborso il 3 luglio 2024, al 100%. Il prezzo di queste nuove obbligazioni è di 20,54 dollari a bond, con un premio del 37,5%.

Barclays indagata per i fondi incassati dal Qatar

La Uk Serious Fraud Office ha incriminato Barclays e quattro manager per frode e consulenza finanziaria illegale: il lodo sarebbe avvenuto in relazione all’aumento di capitale effettuato nel 2008. Ovvero quando la banca dovette chiedere 15 miliardi di dollari ai suoi investitori per evitare il collasso finanziario totale.

Veneto Banca: stop al rimborso dei bonds

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Brutte notizie per gli investitori dei bonds di Veneto Banca. Il governo ha infatti pronto un decreto urgente per sospendere i subordinati, mentre i senior continueranno il loro percorso.

Si arricchisce così di nuovi dettagli la situazione delle banche venete, per cui si sta muovendo anche la BCE e la Commissione Europea per trovare una soluzione al bail-in. Il nodo è sempre un intervento privato, da parte di una cordata guidata da Intesa SanPaolo e Unicredit, pari a 1,2 miliardi, che consenta di sbloccare la ricapitalizzazione precauzionale del governo e avviare una ristrutturazione industriale che consenta alle banche venete di scongiurare il bail-in. Per questo il governo ha pronta la sospensione dei bonds subordinati, come suggerito ufficialmente da DG Competition di Bruxelles. La sospensione riguarderà solo le subordinate perché saranno queste a “pagare” la ristrutturazione finanziaria di Veneto Banca, così come successe per la vicenda Monte Paschi di Siena. Si tratta di bonds per il valore di 1,25 miliardi da convertire in azioni, sia di Popolare di Vicenza, che di Veneto Banca. Proprio quel miliardo e due richiesto per avviare le procedure di ricapitalizzazione che ancora non sono stati resi disponibili dalla cordata, che nei fatti stenta ancora a prendere una decisione ufficiale, anche se dietro le quinte tutti sembrano voler giungere in porto.

Esselunga, spunta l’opzione cinese

Esselunga, dalla morte del fondatore Bernardo Caprotti, ha vissuto una lotta intestina al vertice che si protrae da diverso tempo. Proprio nel momento in cui sembra essersi presentato un certo equilibrio, sembra essersi fatta avanti un’opzione cinese di acquisto.

Banche Venete, per Padoan accordo vicino senza bail in

L’accordo per salvare le banche venete sarebbe vicino e senza cadere nel tanto temuto stato di bail in. E’ il ministro dell’Economia in persona, Pier Carlo Padoan, a sottolinearlo nuovamente attraverso una nota rilasciata specificatamente allo scopo.

Nuove obbligazioni da Societé Generale

Société-GénéraleLa nota banca Societé Generale è pronta ad immettere sul mercato un maxi quantitativo di nuove obbligazioni Covered Warrant. Si parla di circa 281 nuovi strumenti da collocare sul mercato, per il dominatore del SeDeX francese. Un quantitativo che porterà l’offerta di Societé Generale a 1587 strumenti Covered Warrant reperibili a Piazza Affari, ma non solo. Su SeDeX infatti, la nuova emissione porta Societé Generale al dominio assoluto del mercato francese, con quasi il 50% della quota di mercato dei contratti.

Si tratta di contratti complessi e ad alto tasso speculativo senza capitale garantito alla scadenza. Vanno quindi sottoscritti con la massima cautela
L’offerta è molto vasta, e vede gli strumenti così divisi:

50 Covered Warrant per i tassi di cambio, di cui 27 sulla coppia EUR/JPY e 23 sulla coppia EUR/UD.

97 sono i Covered Warrant riguardanti le azioni italiane, di cui 30 sono sulla FCA, 24 su Unicredit, 14 su Leonardo, 13 su Generali, 10 su Intesa San Paolo, e 6 su ENI.

54 sono i Covered Warrant sulle azioni estere, di cui 19 su Tesla e 19 su Alphabet Classe C, mentre 16 sono sulla Apple.

Infine sono 80 i Covered Warrant sugli indici azionari, di cui 40 su S&P 500, 20 su Dax e 20 su Dow Jones Industrial AVG.

Investire in BTp: piccola guida

Btp

I Btp italiani hanno avuto parecchie oscillazioni negli ultimi tempi, complice la grande incertezza economica dell’Europa, con le elezioni francesi che hanno tenuto col fato sospeso molti investitori e molti europeisti, che avevano puntato tutto su Macron affinché la moneta unica fosse salva. Lo spread è oscillato molto negli ultimi mesi, e oggi i titoli di stato non vengono più visti come un bene rifugio. I mercati sono cauti, un giorno in attesa delle decisioni fiscali di Trump, un antro giorno per le elezioni inglesi, che si sono complicate negli ultimi giorni con gli attentati terroristici.

I consigli sono quelli di trattare i titoli di stato italiani come altre obbligazioni volatili, e quindi di comportarsi di conseguenza, maturando nuovi punti di vista che non sono più quello di un piccolo guadagno sicuro. Il rendimento è sempre sceso negli ultimi 30 anni, portando molti risparmiatori a vendere le loro obbligazioni anzitempo, portando a molte perdite a chi credeva di sbarazzarsi di titoli in declino. Il consiglio oramai è quello di affidarsi a dei trader professionisti anche per le obbligazioni statali, che stanno diventando sempre più rischiose e devono essere monitorate costantemente, per prendere le decisioni giuste.

Banco Popular salvato da Santander: cosa significa?

Banco Popular è stato salvato da Santander: un vero e proprio successo per il governo spagnolo ed un segno di debolezza per la Comunità Europea la quale non ha ovviamente colpe per il rischiato fallimento della banca ma che è da chiamare in causa per ciò che può significare un bail in di una banca per lo Stato membro nel quale si trova.

Vivendi Italia nasce e cerca pace con Mediaset

Nasce Vivendi Italia e dei segnali di pace e distensione partono dalla società nei confronti di Mediaset che, in via teorica ed almeno per il momento, dovrebbero rendere meno probabile una battaglia dei francesi per il controllo dl gruppo di Pier Silvio Berlusconi.

Crowd funding: gli italiani non investono

Crowd funding

Il Crowd funding sta avendo molto successo nei paesi anglosassoni, ma molto meno in Italia. Questa forma di investimento nasce da esigenze pratiche, etiche e innovative, e prevede una sorta di ricompensa all’investitore, in cambio della somma versata, anche piccola. Non si tratta dunque del classico investimento, ma di un modo per aiutare un determinato progetto, ricevendo in cambio un qualcosa che non deve essere per forza monetario. Parliamo infatti di investimenti alternativi, fatti per anche per non ottenere in cambio. La “rendita” o renumerazione fruttifera dell’investimento infatti, può essere una parte delle azioni della società, così come una parte del bene prodotto, o dei compensi in regalie, a seconda dell’importo versato. Una startup che volesse mettere su una fabbrica di un nuovo prodotto tecnologico, potrebbe infatti promettere lo stesso bene, una volta prodotto ed avviata la macchina produttiva. La Consob ha seguito fin da subito l’eoluzione del crowd funding, che però nel nostro paese stenta a decollare, e non solo per motivi di presenza informatica minore, rispetto agli USA o alla Gran Bretagna, ma anche per abitudine e usanza consolidate. I cittadini dei paesi anglosassoni, sono infatti più avvezzi alle donazioni, anche a individui, per lanciare business di qualsiasi tipo. Non a caso, solo il 19% degli intervistati italiani, si dice pronto a versare denaro nel crowd funding, e solo il 26% sa di cosa si tratta, eppure in America, questa forma di finanziamento, sta facendo aprire numerose e nuove attività.

Alitalia, la Delta Arlines interessata ad acquistare

La Delta Airlines avrebbe manifestato interesse nell’acquisto di Alitalia. Tecnicamente lunedì 5 giugno alle ore 18 scade il termine per presentare le manifestazioni di interesse nella compagnia come fissato dai tre commissari, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, che si stanno occupando di gestire questa spinosa situazione.

Atlante taglia i fondi alle banche venete

Atlante ha deciso di tagliare i fondi alle banche venete: non è disposta a riparare con denaro privato quelli che sono i problemi di Banco Popolare di Vincenza e Veneto Banca. Ecco un ulteriore ostacolo al piano di risanamento rincorso dai due istituti.