Come viene osservato l’universo degli investimenti finanziari del nostro paese all’estero? L’incertezza politica che circonda l’esecutivo guidato da Silvio Berlusconi non è certo un fattore positivo in questo senso, gran parte degli analisti si dicono scettici circa performance positive dei principali titoli: anzitutto, c’è da rimarcare che la domanda di maggiori rendimenti da parte degli investitori (si tratta del possesso del debito decennale italiano) è salita fino al suo livello record dell’ultimo mese, attestandosi a quota 155,7 punti base. Nel frattempo, il costo dell’indebitamento dei paesi più a rischio dell’Ue ha subito un importante rialzo, provocato, in particolare, dai nuovi regolamenti continentali in fatto di ristrutturazione del deficit di bilancio. Secondo David Schnautz, stratega presso la filiale londinese di Commerzbank, i risparmiatori non dovrebbero ignorare la portata del rischio politico insito nelle obbligazioni.
Pirelli & C.: investimenti a 1,9 miliardi euro in cinque anni
Dal 2011 al 2015 Pirelli & C. punta ad investimenti per 1,9 miliardi di euro a fronte di una focalizzazione della produzione sul segmento premium che presenta tassi di crescita superiori alla media di mercato. Il tutto a fronte di una contestuale focalizzazione anche su quelle aree che presentano un rapido sviluppo economico, ma anche sui mercati maturi allargando la produzione del segmento premium ai prodotti “verdi” e sostenibili. Sono queste alcune delle informazioni interessanti fornite da Pirelli & C. in concomitanza con la presentazione del Piano Industriale dal 2011 al 2013, quindi triennale, ma con visione fino al 2015. La società punta altresì ad un forte sviluppo nell’area Asia-Pacific, ed a servire il mercato dell’area “Nafta” attraverso un nuovo stabilimento, in Messico, per il quale è previsto un investimento iniziale pari a 210 milioni di dollari. Per i tre anni dal 2011 al 2013, Pirelli & C. stima di crescere con una media annua di espansione dei ricavi dell’8% a fronte di un Ebit che al 2013 è previsto attestarsi all’interno della fascia del 10,5%-11,5%.
Gewiss guarda ai nuovi mercati esteri
Il Gruppo Gewiss mira da un lato alla ricerca di opportunità di business in nuovi mercati esteri, e dall’altro ad investimenti in ricerca e sviluppo con forte concentrazione su nuovi prodotti a tecnologia avanzata; il tutto accompagnato da una spinta commerciale in grado di permettere alla società di mantenere, per quel che riguarda il core business, le proprie quote di mercato. Sono queste le informazioni salienti, per quel che riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, comunicate con una nota ufficiale dal Gruppo Gewiss in concomitanza con l’esame e l’approvazione, da parte del Consiglio di Amministrazione della società, dei dati dei primi nove mesi del 2010, caratterizzati in particolare da un aumento del fatturato dell’11% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre nel terzo trimestre di quest’anno, sempre rispetto allo stesso trimestre del 2009, l’aumento dei ricavi è stato del 7%.
Datalogic: primi nove mesi 2010 molto positivi
Sono molto positivi i dati dei primi nove mesi di Datalogic, società quotata in Borsa a Piazza Affari ed attiva nei settori dei lettori di codici a barre, sistemi di visione ed a a tecnologia RFID, e nel comparto del mobile computer per la raccolta dati. Il Consiglio di Amministrazione di Datalogic ha infatti esaminato ed approvato i dati al 30 settembre 2010, da cui è emersa una crescita del fatturato del 29,4% a 291,2 milioni di Euro rispetto ai 225,1 milioni di euro raggiunti nello stesso periodo dello scorso anno; in volata si è attestato l’Ebitda, ovverosia il margine operativo lordo, con una crescita del 257% rispetto ai 10,9 milioni di euro del periodo gennaio-settembre del 2009. Come diretta conseguenza, Datalogic archivia i primi nove mesi del corrente anno con un utile netto di 14,5 milioni di euro, in netta inversione rispetto a perdite per 13,9 milioni di euro riportate lo scorso anno.
Banca MPS valorizza il patrimonio immobiliare
Il Gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena ha ottenuto dalla Consob, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, il via libera ad un’operazione che permetterà sia di riorganizzare, sia di valorizzare il patrimonio immobiliare di MPS. A darne notizia in data odierna è stato proprio il Gruppo bancario nel precisare che è stato ottenuto dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa il via libera alla pubblicazione del Prospetto Informativo inerente un’Offerta al pubblico di titoli asset-backed per un controvalore complessivo pari ad oltre 1,5 miliardi di euro. L’emissione di questi titoli, all’esito del collocamento, avverrà in data 22 dicembre da parte della società per la cartolarizzazione dei crediti Casaforte S.r.l. che è stata costituita ai sensi della Legge numero 130 del 1999. L’operazione riguarderà poco più del 60% del patrimonio immobiliare e strumentale di MPS a fronte dell’emissione di titoli in due classi subordinate e destinate agli investitori professionali e qualificati.
Lipper sancisce il successo trimestrale degli hedge fund
Lipper Inc., sussidiaria newyorkese di Thomson Reuters, è nota anche e soprattutto per le sue ricerche analitiche molto dettagliate sul mondo degli hedge fund: rientra proprio in questo campo l’ultima indagine finanziaria, visto che l’Hedge Fund Composite Index della stessa compagnia americana ha rilevato come il comparto dei fondi speculativi sia stato in grado di realizzare una delle migliori performance degli ultimi sedici mesi. Il segmento in questione, infatti, ha totalizzato degli ottimi guadagni nel corso del mese di settembre, quindi si tratta di dati piuttosto recenti; i rendimenti medi ammontano a 4,05 punti percentuali, mentre la redditività del terzo trimestre del 2010 si è attestata attorno al 6,89%, il che significa che in un sol colpo sono stati spazzati via tutti i timori relativi ai tre mesi precedenti, quando gli hedge fund si erano fatti notare per i pesanti ribassi.
Irlanda, occhi puntati sui futures sui Bund a dieci anni
John Kenneth Galbraith, economista di fama internazionale nonché personaggio molto influente nella politica statunitense degli anni Sessanta, era solito dire che gli irlandesi non possono essere annoverati tra gli economisti di successo: la situazione finanziaria che vive la nazione nordeuropea potrebbe dar forse ragione a Galbraith, ma qualcosa sembra smuoversi nelle verdi colline del paese. Mentre la Banca Centrale Europea sta intensificando le politiche di exit strategy dalla crisi, fattore che ha influenzato gran parte dei mercati dell’eurozona, i contratti future sulle obbligazioni a lunga scadenza di molti paesi non collimano affatto con i dati reali del sistema economico.
Bond ipotecari alle stelle dopo le ultime mosse della Fed
Federal Reserve e ipoteche immobiliari hanno mostrato una stretta correlazione: almeno è questo quanto emerge dall’ultimo ritratto dell’economia americana, con gli sforzi della banca centrale statunitense che ha contenuto i tassi di interesse, ma soprattutto ha provocato una brusca accelerazione dei rendimenti delle obbligazioni ipotecarie, mettendo in luce come gli investitori nutrano una nuova fiducia nei confronti dell’istituto guidato da Ben Bernanke. Il guadagno in questione ammonta a 92 punti base (+0,92%), addirittura superiore ai medesimi titoli che fanno però riferimento al debito governativo, secondo quanto rilevato da Barclays Capital. Si tratta, tra l’altro, della seconda miglior performance in questo senso da aprile 2008.
Titoli sottovalutati, un nuovo fondo globale da Janus
Il gruppo statunitense Janus Capital è noto a livello finanziario per i suoi investimenti focalizzati sulla gestione del rischio e su altre strategie basate sui fondi: il nuovo prodotto Perkins Global Value Fund beneficia proprio della firma dell’unità Capital International della stessa compagnia di Denver e promette di investire in maniera globale. Anzitutto, c’è subito da sottolineare che lo strumento in questione fa parte integrante della gamma che è domiciliata a Dublino (diritto irlandese) e va a investire, nello specifico, su quei titoli che mostrano una decisa sottovalutazione dal punto di vista delle performance internazionali; per ottenere questi rendimenti, il fondo attua in modo totale il processo di investimento che è stato avviato circa trent’anni fa da Perkins, con la selezione accurata delle azioni in base alle caratteristiche più interessanti nell’ambito dei rischi e dei rendimenti.
Ansaldo STS: utile netto in crescita nei primi nove mesi
Nei primi nove mesi del corrente anno Ansaldo STS ha conseguito un utile netto di 59,2 milioni di euro con un incremento pari al 6,5% rispetto ai 55,6 milioni di euro di profitti netti registrati nello stesso periodo del 2009. A darne notizia è stata proprio Ansaldo STS dopo che il Consiglio di Amministrazione della società, presieduto da Alessandro Pansa, ha esaminato ed approvato i dati al 30 settembre 2010, caratterizzati inoltre da un aumento del valore della produzione del 6,3% a 879,5 milioni di euro. Nel periodo, sempre in confronto ai primi nove mesi del 2009, l’Ebit è salito dell’1,6% a 87 milioni di euro, a fronte di un portafoglio ordini in aumento del 3,5% a 3.957,1 milioni di euro; di contro, nei nove mesi i nuovi ordini acquisiti, a 1.009,5 milioni di euro, segnano un calo del 33,8% per effetto dello slittamento dell’aggiudicazione di alcuni contratti, ed in virtù del fatto che il confronto viene effettuato con un periodo in corrispondenza del quale la società si era aggiudicata in Libia una commessa avente un controvalore pari a ben 541 milioni di euro.
Obbligazioni mercati emergenti: Real Brasile 8% di RBS
Per chi punta sulle obbligazioni ad elevato rendimento, a fronte di un adeguato profilo di rischio e di diversificazione del proprio portafoglio, da alcuni giorni sul mercato MOT, organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A., è quotata “Real Brasile 8%”. Trattasi, nello specifico, di un titolo obbligazionario che, a fronte di un investimento minimo pari a 2.500 Real brasiliani, corrispondenti a circa 1.050 euro, offre un rendimento annuo dell’8% per tre anni, pagamento delle cedole con cadenza mensile, e scadenza fissata per il 26 ottobre del 2013. Trattasi quindi di un’obbligazione triennale in valuta ad alto rendimento, ragion per cui l‘investitore deve comunque tenere bene in conto il fatto che “Real Brasile 8%“, avente codice ISIN NL0009599489, è soggetta al rischio di cambio. “Real Brasile 8%” è stata emessa da RBS N.V., avente un rating “A+” attualmente assegnato dall’Agenzia di rating S&P, e paga le cedole, nonché il capitale rimborsato a scadenza, in base al corrente rapporto di cambio tra la moneta unica ed il Real brasiliano; in ogni caso per investire sull’obbligazione l’investitore non deve necessariamente andare ad aprire un conto in valuta estera.
Conto di deposito IBL Banca remunerato fino al 3,25% annuo
Non ci sono costi di apertura, di gestione o di chiusura, così come pari a zero, in quanto a carico dell’Istituto di credito, è l’imposta di bollo dovuta per Legge. Si presenta così ContoSuIBL, il conto di deposito remunerato di IBL Banca che permette di prelevare e versare i soldi quando si vuole senza perdere mai giorni di valuta sugli interessi maturati. ContoSuIBL è senza canone mensile e con la garanzia del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi cui IBL Banca aderisce. Per i nuovi clienti, a fronte di attivazioni entro e non oltre il 31 dicembre 2010, salvo proroghe, il titolare di ContoSuIBL può ottenere un rendimento lordo del 2,50% fino al 31 dicembre del 2011 a fronte di depositi fino a 500 mila euro, mentre oltre tale soglia il tasso annuo lordo è quello base ed attualmente pari all’1,50%. Con ContoSuIBL, inoltre, è possibile ottenere un rendimento che può arrivare fino al 3,25% grazie alla nuova opzione deposito vincolato.
Buoni Fruttiferi: le nuove serie novembre 2010
Il mese di novembre 2010 è appena iniziato e puntuali arrivano le nuove serie, sottoscrivibili per tutto il mese, dei Buoni fruttiferi, strumenti del risparmio postale garantiti dallo Stato, emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti e distribuiti in esclusiva dal Gruppo Poste Italiane. Nel dettaglio, presso gli Uffici postali dall’1 novembre 2010 sono disponibili le nuove serie di Buoni fruttiferi riportanti le seguenti sigle: “B73”, “M53”, “P38”, “D11”, “J06” e “X06”, mentre non sono più sottoscrivibili le serie del mese scorso che avevano le seguenti sigle/serie: “B72”, “M52”, “P37”, “D10”, “J05” e “X05”. Tra le serie in vigore nel mese corrente, per chi vuole puntare sui rendimenti offerti dal risparmio postale, con un’ottica di breve termine, la serie “D11” individua il Buono BFPDiciottomesi. Trattasi, nello specifico, di un Buono fruttifero con durata pari a diciotto mesi e rendimento crescente su base semestrale; per il primo semestre, infatti, il rendimento è pari allo 0,80%; sale all’1,15% nel secondo semestre di possesso per poi raggiungere l’1,50% nel terzo ed ultimo semestre di durata dell’investimento.
Encana, obbligazioni in declino a causa dei prezzi del gas naturale
Encana Corporation rappresenta una delle maggiori compagnie nordamericane attive nella produzione di gas naturale (il 95% delle attività si riferisce a questo settore): questa stessa società canadese (la sede principale si trova a Calgary) si è fatta notare nel mese appena concluso per il pesante ribasso subito dalle proprie obbligazioni, un dato che deve essere raffrontato con i guadagni ottenuti dalle principali concorrenti dell’industria energetica. In particolare, i prezzi del gas dovrebbero continuare a rimanere depressi, tanto che la stessa Encana potrebbe decidere di rispolverare il proprio programma di hedging. I titoli della società con scadenza a febbraio 2038 hanno ceduto il 2,6% del loro valore nel corso del mese di ottobre: la stima proviene direttamente dalle rilevazione di Trace, il sistema che fissa i prezzi dei bond e che fa capo alla Financial Industry Regulatory Authority.