Recordati aggiorna il Piano Industriale

Ricavi a 750 milioni di euro nel 2011 che poi saliranno a 810 nel 2012, ed a 875 milioni di euro nel 2013. Sono questi alcuni dei target di Recordati, società quotata in Borsa a Piazza Affari, ed attiva nel settore farmaceutico, relativi al Piano Industriale 2011-2013 aggiornato. In concomitanza con il rilascio dei dati Q1 2011, la società ha fatto presente come il Gruppo resterà focalizzato sul mercato farmaceutico del Vecchio Continente, da quello occidentale ai mercati emergenti dell’Europa del Centro e dell’Est. Il tutto attraverso l’entrata in nuovi mercati e la commercializzazione di nuovi farmaci con il lancio di nuovi prodotti e l’acquisizione di licenze. Per il triennio 2011-2013, il Gruppo Recordati punta a conseguire un utile netto di 110 milioni di euro per il corrente anno, 120 milioni nel 2012 e, a fine Piano, 132 milioni di euro nell’anno 2013.

Vietnam: ottime performance per i bond denominati in dollari

Il continente asiatico è stato caratterizzato dall’interessante andamento dei titoli obbligazionari vietnamiti denominati in dollari: le performance in questione, infatti, sono state le migliori in assoluto, grazie soprattutto agli sforzi profusi dal primo ministro Nguyen Tan Dung in relazione al taglio dell’inflazione. I bond hanno garantito un ritorno economico pari al 5,1% quest’anno, superando di gran lunga il rendimento della Corea del Sud (3%) e quello della Thailandia (2,8%). Tra l’altro, tali ricavi sono quantomeno sorprendenti, visto che soltanto un anno fa gli stessi strumenti finanziari erano riusciti a far registrare perdite consistenti (superiori agli otto punti percentuali), configurando uno dei peggiori prodotti a livello economico.

Commodities: il panico coinvolge i Bric e i fondi comuni

Goldman Sachs e Franklin Resources Incorporated sono due delle principali società a livello globale che gestiscono fondi focalizzati sui mercati emergenti: ebbene, sono proprio questi specifici prodotti a far registrare degli andamenti piuttosto altalenanti, influenzati come sono dalle massicce vendite di commodities realizzate nell’ultima settimana. L’allarme è stato lanciato in relazione al Bric Fund di Goldman Sachs (831 milioni di dollari di giro d’affari) e al medesimo fondo di Templeton (825 milioni di dollari), i quali puntano sul gruppo di economie emergenti più sviluppato, quello dei Bric (Brasile, Russia, India e Cina). Gli ultimi dati parlano in entrambi i casi di una perdita molto vicina al 6%, tanto che i due colossi americani sono stati tra i peggiori performer per quel che riguarda i fondi azionari diversificati.

TerniEnergia: ricavi ed utile netto Q1 2011 in volata

Si è chiuso all’insegna della forte crescita il primo trimestre del 2011 di TerniEnergia, società quotata in Borsa a Piazza Affari ed operante nel settore delle fonti rinnovabili. Il Consiglio di Amministrazione, si è riunito nella giornata di oggi, giovedì 5 maggio 2011, per esaminare ed approvare i dati Q1 2011, caratterizzati in particolare da una crescita dei ricavi del 73% a 30,6 milioni di euro rispetto al periodo gennaio-marzo 2010; l’Ebitda nel periodo è balzato del 30% a 3,4 milioni di euro, mentre l’utile netto è cresciuto del 33% a 2,2 milioni di euro. Secondo quanto dichiarato dal Presidente ed Amministratore Delegato di TerniEnergia, Stefano Neri, i risultati positivi conseguiti nel primo trimestre 2011 dalla società devono essere letti in maniera molto positiva, e sono in linea con le stime importanti formulate da TerniEnergia in sede di presentazione del proprio Piano Industriale. Il tutto nonostante in materia di incentivi per il fotovoltaico il settore negli ultimi mesi abbia operato in un quadro ed in una situazione di incertezza.

Ing Direct: Fondo Azionario Top Italia Arancio

Un fondo di investimento azionario “nazionale”, in quanto investe nelle maggiori società quotate in Borsa a Piazza Affari, ovverosia quelle del FTSE MIB, già S&P MIB 40. Trattasi, nello specifico, di “Top Italia Arancio“, il fondo azionario di Ing Direct che fornisce un’ampia diversificazione a livello settoriale in quanto replica l’andamento delle quaranta azioni che compongono il paniere di titoli delle società quotate sul FTSE MIB. Nel dettaglio, in accordo con quanto si legge sul sito Internet di Ing Direct, Top Italia Arancio individua un comparto di Ing Direct Sicav, presenta una gestione passiva, ed è consigliabile per quegli investitori che, con un adeguato profilo di rischio, hanno un orizzonte temporale di investimento pari a cinque anni. La performance di Top Italia Arancio è chiara e trasparente in quando fortemente correlata all’andamento FTSE MIB proprio per il fatto che la gestione è di tipo passivo.

EuroMot: pronte due emissioni in lira turca e real brasiliano

Il gruppo bancario tedesco Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW) e la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo sono ancora una volta i protagonisti della nuova emissione obbligazionaria dell’EuroMot: più precisamente, i due bond in questione sono focalizzati su due valute di cui non si parla molto spesso, vale a dire la lira turca e il real brasiliano. Cerchiamo di comprendere meglio i dettagli dell’offerta. Il prodotto relativo a KfW prevede anzitutto un rendimento dell’8% e una scadenza fissata ad aprile del 2014 (il codice Isin di riferimento è XS0612210772), mentre lo strumento collegato alla Bers avrà una maturazione simile e un ritorno economico leggermente superiore (9%): in questo secondo caso, tra l’altro, l’Isin che interessa all’investitore è XS0618983950.

Inverse floater: vale la pena assumersi tutti questi rischi?

Gli inverse floater sono strumenti degni dei migliori thriller finanziari a causa delle loro caratteristiche peculiari. Si tratta, infatti, di titoli obbligazionari che beneficiano di scadenze molto lunghe e di una cedola variabile: queste variazioni sono appunto inversamente proporzionali all’andamento del tasso di riferimento, ecco perché hanno un nome così particolare. In un primo momento, poi, questi prodotti risultano molto appetibili per i loro ritorni economici, di gran lunga superiori al resto delle offerte, ma nelle fasi successive si può riuscire ad approfittare anche delle fasi di ribasso, in particolare quelle in cui le società emittenti sono costrette ad adottare tassi vicini allo zero. La tipica struttura di un inverse floater è caratterizzata dai cosiddetti “cap rate”, vale a dire il rapporto tra il reddito operativo netto prodotto da un determinato asset e il costo del capitale.

Azioni Saipem: dividendo 2010 ai titoli ordinari e risparmio

Si è riunita in data odierna, mercoledì 4 maggio 2011, l’Assemblea degli Azionisti di Saipem, in sede ordinaria e straordinaria, nel corso della quale, tra l’altro, è stato approvato sia il Bilancio 2010, sia la distribuzione delle cedole a valere sull’esercizio annuale. Nel dettaglio, l’Assemblea ha deliberato per distribuire il dividendo sia alle azioni Saipem ordinarie, sia per i titoli a risparmio; la cedola per le azioni ordinarie è pari a 0,63 euro, in rialzo rispetto ai 0,55 euro pagati agli azionisti a valere sul 2009, mentre la cedola sulle azioni Saipem a risparmio è pari a 0,66 euro. La messa in pagamento dei dividendi è fissata per il 26 maggio a fronte dello stacco cedola in data lunedì 23 maggio del 2011. Intanto nella stessa riunione, a valere sugli esercizi dall’anno 2011 all’anno 2013, l’Assemblea degli Azionisti ha nominato i componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione in base alle liste presentate da Eni, l’azionista di maggioranza, e da un gruppo di investitori istituzionali.

Commodities: volano i futures su zucchero e caffè

La qualità arabica del caffè è salita fino ai suoi massimi livelli di prezzi degli ultimi quattordici anni: il grande exploit della commodity alimentare è stato sicuramente favorito dalle condizioni climatiche avverse che stanno minacciando i raccolti della Colombia, maggior produttore al mondo subito dopo il Brasile. Al contempo, lo zucchero è stato protagonista di un buon guadagno, mentre il cacao è declinato. Il ministero colombiano dell’agricoltura ha annunciato pubblicamente i possibili danni che potrebbero essere arrecati alle coltivazioni nei prossimi mesi: tra l’altro, le piantagioni sono state rovinate in maniera evidente dalla pioggia insistente, nonostante gli esperti abbiano candidamente ammesso che il peggio deve ancora arrivare.

Pirelli &C.: indicatori economici Q1 2011 in miglioramento

Migliorano i principali indicatori economici di Pirelli &C. Il Consiglio di Amministrazione della società, riunitosi in data odierna, mercoledì 4 maggio 2011, ha infatti esaminato ed approvato i dati Q1 2011, caratterizzati innanzitutto da un balzo dei ricavi anno su anno del 23,4% a 1.400,9 milioni di euro a fronte di un Ebit in crescita a due cifre (+10,2%), ed un risultato netto consolidato che è più che raddoppiato passando dai 38,9 milioni di euro del Q1 2010 agli 81,4 milioni di euro al 31 marzo del 2011. Al termine del trimestre la posizione finanziaria netta di Pirelli &C. è negativa per 712,8 milioni di euro, rispetto ai 678,4 milioni di euro al 31 marzo del 2010, ma a fronte di investimenti che nel trimestre sono quasi raddoppiati a 96,9 milioni di euro rispetto ai 50,2 milioni di euro del Q1 2010. Considerando solo Pirelli Tyre, il trimestre è stato chiuso con un volume d’affari cresciuto del 24,7% a 1.384,5 milioni di euro.

PepsiCo. vende bond quinquennali per 1,75 miliardi di dollari

PepsiCo., leader mondiale per quel che concerne la produzione di snack e bevande, ha deciso di puntare sui titoli obbligazionari con scadenza a due e cinque anni: l’ultima vendita di questo tipo, la quale è avvenuta proprio nei giorni scorsi, ha avuto un ammontare totale pari a 1,75 miliardi di dollari. Gli scopi che la compagnia di New York intende perseguire sono soprattutto di tipo corporate, anche se la scelta di prodotti con una maturazione più vicina nel tempo (due anni) fa pensare alla ricerca urgente di disponibilità finanziarie. In effetti, il colosso statunitense sta traendo il maggior vantaggio possibile dai rendimenti dei propri corporate bond e ai profitti e alle vendite realizzate nel corso del primo trimestre del 2011, stime che sono di gran lunga superiori a quelle degli analisti. Le obbligazioni in questione hanno garantito un ritorno dell’1,2% lo scorso mese, un dato che è stato confermato dalle rilevazioni degli indici di Bank of America.

Bond Intesa Sanpaolo, nuova emissione da 2 miliardi

Nuovo “blitz” del Gruppo bancario italiano Intesa Sanpaolo sul mercato dei bond europei. Il Gruppo in data odierna, martedì 3 maggio 2011, ha infatti reso noto che, a valere sul proprio programma di EMTN, Euro Medium Term Notes, ha lanciato sull’euromercato una nuova emissione obbligazionaria avente un controvalore pari a 2 miliardi di euro. Trattasi, nello specifico, di un’emissione obbligazionaria con scadenza a tre anni, e tasso variabile, destinata ai mercati internazionali. Per la distribuzione dei titoli Intesa Sanpaolo ha incaricato quali capofila del collocamento HSBC, Banca IMI e Bank of America Merrill Lynch a fronte di un rating sul debito a lungo termine senior che, in accordo con quanto fa presente Intesa Sanpaolo con una nota, è pari a ” AA-” per Fitch, “Aa2” per l’Agenzia di rating Moody’s, ed “A+” per Standard & Poor’s.

Fondi comuni: a giugno le novità di AcomeA Sgr

Le prospettive del secondo semestre di questo 2011 sono davvero molto allettanti per quel che riguarda AcomeA, la società di gestione del risparmio che ha preso il posto da pochi mesi di Sai Asset Management: gli anni delle offerte pubbliche di acquisto ostili e di altre partnership più o meno strategiche sono terminate, ora è giunto il tempo di puntare a una proposta finanziaria davvero competitiva. L’obiettivo principale della società in questione è proprio quello di rivedere da cima a capo tutte le metodologie che sono alla base della gestione degli assets; in questo caso, quindi, la nuova gamma di fondi dovrebbe essere in grado di comprendere tutte le cassi finanziarie, un intento che era già stato preannunciato da tempo dal presidente Alberto Foà.

Indesit Company investe in nuovi prodotti

Grazie agli investimenti in nuovi prodotti, ed a quelli nella comunicazione, Indesit Company, società quotata in Borsa a Piazza Affari, ha chiuso anche il primo trimestre 2011 con risultati positivi e caratterizzati, in particolare, da una crescita del fatturato, del margine operativo e dei profitti netti a fronte di un ulteriore calo dell’indebitamento. Secondo quanto dichiarato dal Presidente di Indesit Company, Andrea Merloni, la società prosegue nella sua crescita sia a ritmi elevati, sia con percentuali superiori alla media di mercato. Nel dettaglio, il Consiglio di Amministrazione si è riunito in data odierna, martedì 3 maggio 2011, per esaminare ed approvare il Resoconto Intermedio di Gestione al 31 marzo 2011, caratterizzato da un giro d’affari in aumento del 7,2% a 644 milioni di euro, un Ebit balzato del 15,6% a 40,5 milioni di euro, ed un utile netto in robusta crescita (+25,3%), anno su anno, a 20 milioni di euro; ampio, come sopra accennato, è stato il calo dell’indebitamento finanziario netto che è passato dai 383 milioni di euro del Q1 2010, ai 309 milioni di euro alla data dello scorso 31 marzo.