Obbligazioni subordinate: quando il rischio diventa più alto

di Simone Commenta

 Le obbligazioni subordinate altro non sono che titoli, i quali, in caso di inadempienza di pagamento della società emittente, vengono rimborsati per ultimi. Già questo aspetto ci fa comprendere che ci troviamo di fronte a uno strumento finanziario dal rischio molto più elevato rispetto a una obbligazione ordinaria; al maggior rischio, come è evidente, si associa anche una maggiore redditività, la quale può essere rappresentata da un tasso di interesse maggiorato oppure da un rendimento più alto rispetto alle obbligazioni ordinarie che presentano la stessa duration. Il rendimento è maggiore proprio per la propensione al rischio delle obbligazioni subordinate; come spiegato in precedenza, in caso di fallimento o liquidazione della società, si procede anzitutto al rimborso delle obbligazioni ordinarie ed è poi il turno dei titolari delle subordinate.

 

Il maggior rischio risiede nel fatto che la società può esaurire la liquidità prima del risarcimento. Bisogna sottolineare, tra l’altro, che molte di queste obbligazioni non hanno una reale scadenza, visto che sono emesse come titoli perpetui, ma sono richiamate dall’emittente in determinate date (cosiddetta “opzione call”). L’investitore deve dunque prestare la massima attenzione al comportamento della società che emette i bond: di recente, ad esempio, Credito Valtellinese e Deutsche Bank non hanno provveduto al rimborso anticipato, anche se erano pienamente in grado di farlo. A fronte di una redditività molto alta, che le rende appetibili agli obbligazionisti più rischiosi, due aspetti devono essere monitorati continuamente e ricordati al momento dell’investimento.

 

Anzitutto, la liquidità delle obbligazioni subordinate è scarsa, fattore che rende difficile l’acquisto o la vendita dei bond soprattutto in momenti di incertezza come quello attuale; inoltre, il rischio di tale strumento è difficile da diversificare, anche perché il prezzo delle subordinate tende spesso a deprimersi in momenti di turbolenza dei mercati. In questo senso, esse assomigliano più a un portafoglio azionario che a uno di obbligazioni corporate.

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