Nuovi certificati di Rbs sulle principali commodities

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Sono passati appena tre giorni da quando Royal Bank of Scotland ha lanciato sul comparto Sedex di Borsa Italiana ben quarantacinque Mini Futures Long and Short Certificates su futures di commodities; non è la prima volta che l’emittente britannica si cimenta in una emissione simile, dunque c’è una certa esperienza da questo punto di vista, ma è necessario approfondire quelle che sono le caratteristiche principali di tali strumenti. Anzitutto, il mercato specifico di quotazione è il comparto “Leverage Certificates” dello stesso Sedex, con il classico metodo della negoziazione continua.

I prodotti in questione sono davvero molti e si riferiscono alle commodities più celebri a livello finanziario. In effetti, possiamo citare senza dubbio il cotone del New York Board of Trade, il grano quotato a Chicago, ma anche lo zucchero, il succo d’arancia congelato e concentrato, l’argento, il petrolio Brent, il gas naturale, il mais, il cacao, i semi di soia e il rame. Quindi, il novero è molto ampio e non si ha che l’imbarazzo della scelta. I Mini Futures sono quei certificati che si propongono all’investitore come un’alternativa valida e proficua all’investimento diretto nel sottostante (non soltanto materie prime come in questo caso, ma anche indici, titoli azionari e tassi di interesse).

La loro efficacia può essere sfruttata al massimo per le aspettative di rialzo (Long) e per quelle di ribasso (Short) del mercato con tanto di opportuno effetto leva. Quest’ultima viene resa possibile, in quanto tali strumenti vengono acquistati con il versamento soltanto di un premio, vale a dire l’importo che equivale a una porzione del valore del sottostante. Il resto, al contrario, subisce l’effetto degli interessi, per quello che viene definito come “costo della provvista”. Questo vuol dire che gli interessi stessi hanno effetti di sorta sui certificati di Royal Bank Scotland esclusivamente in quei giorni in cui si verifica la detenzione, a tutto vantaggio della trasparenza.

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