Le nuove regole della Covip sui fondi pensione

di Simone Commenta

 La Covip (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione) ha emanato nuove disposizioni su questi specifici strumenti e sulla relativa politica di investimento: ecco perché la Rbc Investors Services ha deciso di capire meglio cosa sta accadendo, interpellando i professionisti della previdenza integrativa. Ben tre quarti di questa platea ha riscontrato degli elementi positivi in queste novità, visto che sarebbero in grado di rendere maggiormente centrale il ruolo della banca depositaria per quel che concerne il sistema (gli assets totali ammontano a novantaquattro miliardi di euro per la precisione).

Una delle ultime emissioni del segmento in questione risale allo scorso mese di ottobre, quando è stato collocato il fondo Previdenza di Arca Sgr. Quello che ci si aspetta dal 2013 dei fondi pensione è senza dubbio un miglioramento dell’efficienza, della trasparenza e della gestione del rischio, tenendo conto che il periodo economico che stiamo attualmente vivendo è fin troppo incerto e bisogna rendere più sostenibile il sistema della previdenza nazionale. Gli istituti di credito depositari avranno quindi il compito di gestire nel migliore dei modi le analisi e le consulenze analitiche del flusso di informazioni. Quanto disposto dalla Covip comincerà ad essere operativo soltanto fra nove giorni, esattamente l’ultimo dell’anno. Di cosa si tratta esattamente? La politica di investimento dovrà essere ancora più dettagliata in fatto di informazioni, anche e soprattutto per quel che riguarda i prodotti su cui si va a investire.

La trasparenza necessiterà di maggiori livelli in relazione ai ritorni attesi e alle previsioni sulle performance, senza dimenticare le eventuali misure collettive, utili per mettere al riparo il valore delle partecipazioni che sono presenti in portafoglio. Il sondaggio in questione ha evidenziato come il 43% del campione sia convinto di come le disposizioni siano efficaci. Altro elemento su cui si è concordi è quello dell’impatto positivo sull’organizzazione della struttura (l’83% dei professionisti ne richiede almeno una parziale).

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