Nepal: la banca centrale quota bond in scadenza nel 2016

di Simone Commenta

Del Nepal come paese si parla sempre molto poco, meno che mai delle sue vicende finanziarie. Eppure, qualche spunto interessante può giungere anche da questo stato asiatico incastonato tra Cina e India: la banca centrale sta infatti emettendo l’ultimo lotto di obbligazioni, le quali vantano un rendimento pari al 10% e un trend crescente per quel che concerne il tasso di interesse, un elemento sicuramente appetibile per i potenziali sottoscrittori. Il portavoce dell’istituto, Bhaskarmani Gyawali, ha chiaramente spiegato che questa specifica quotazione è volta soprattutto a sondare il mercato di riferimento. Nel dettaglio, si tratta dei National Saving Bonds 2073, mentre l’importo complessivo è di 6,68 miliardi di rupie nepalesi (circa 65 milioni di euro): la maturazione vera e propria avverrà nel 2016, più precisamente nel mese di luglio.

In questo preciso momento, le banche e le istituzioni finanziarie della repubblica in questione stanno offrendo un interesse pari al 15% sui depositi fissi, quindi è normale che la banca centrale abbia deciso di offrire una percentuale superiore, in modo da offrire maggiori garanzie di successo. Si tratta del primo titolo obbligazionario nepalese degli anni recenti che renderà un ritorno reale agli acquirenti, un dettaglio non trascurabile visto che gli obbligazionisti hanno spesso perso del denaro a causa di altre offerte. Scontando infatti il tasso di inflazione, attualmente al 9,5%, i sottoscrittori del prodotto riusciranno a guadagnare mezzo punto percentuale.

Il mercato dei bond governativi del Nepal è stato spesso dominato da acquirenti istituzionali, in primis le stesse banche, questa ventata di novità era quantomeno auspicabile; tra l’altro, bisogna anche ricordare che a Kathmandu e dintorni non esiste alcun tipo di mercato secondario delle obbligazioni. Il deficit di bilancio del paese ammonta a 33,68 miliardi di rupie, un buco che si riferisce al biennio 2010-2011, ma che dovrebbe essere coperto dal debito pubblico, nonostante il governo abbia dimostrato una scarsa capacità per quel che riguarda le spese principali.

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