Majesco rischia il delisting dal Nasdaq

di Redazione Commenta

Majesco Entertainment, società editrice americana di videogames, rischia seriamente di non far più parte dei listini del Nasdaq, un pericolo che si ripresenta dopo qualche tempo dalla prima volta. Per quale motivo si dovrebbe estromettere il titolo azionario in questione? Il problema sta tutto nel valore assunto proprio dai singoli strumenti finanziari: il fatto che si sia scesi al di sotto di un dollaro per più di trenta giorni è stato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. A questo punto, il gruppo di Edison, celebre soprattutto per titoli come Psychonauts e Jaws Unleashed, ha a disposizione 180 giorni per superare nuovamente il tetto di un dollaro ad azione, anche se non basterà solamente questo.

In effetti, sarà anche necessario mantenere un simile valore per almeno dieci giorni lavorativi di seguito. In caso contrario, l’esclusione dalla piazza finanziaria diventerà realtà. D’altronde, Majesco sta lottando per la propria sopravvivenza finanziaria da alcuni anni a questa parte. Il primo trimestre dello scorso anno (gennaio-marzo) è stato caratterizzato da un andamento piuttosto irregolare. In seguito, l’editore statunitense so è visto costretto a licenziare un numero massiccio di dipendenti. Con l’eventuale delisting si completerebbe questo quadro a fosche tinte. L’avvertimento del Nasdaq non ha sortito finora grandi effetti, visto che il prezzo azionario è rimasto fermo a quota 56 centesimi, davvero troppo basso per essere tollerato.

I dieci giorni consecutivi in cui bisognerà mantenere il dollaro di quotazione non dovranno superare il prossimo 28 agosto, una vera e propria data spartiacque, nonostante sia possibile una proroga di altri sei mesi. Lo stesso fatto è avvenuto nel 2007. Sei anni fa, infatti, Majesco non fu capace di mantenere la propria capitalizzazione di mercato al di sopra dei trentacinque milioni di dollari per dieci giorni di seguito. Insomma, la storia, anche se con qualche particolare diverso, si ripete, ma c’è chi teme che il finale non sarà positivo come in passato.

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