Lyxor Etf World Water: puntare sul settore idrico mondiale

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 Più gli anni passano, e più l’acqua diventa un bene sempre più prezioso ma anche più caro, al punto che le attività legate alla gestione dei business legati ai servizi idrici sono diventate sia fiorenti, sia redditizie per chi vi opera. Ebbene, grazie a strumenti finanziari innovativi come gli Etf è possibile puntare anche sul business dell’acqua ed in particolare su un paniere di titoli guida che operano nel comparto. Un Etf di questo tipo è stato emesso da Lyxor International Asset Management S.A., e si chiama Lyxor Etf World Water; il titolo ha come codice ISIN FR0010527275, è armonizzato, ha una commissione annua di gestione totale dello 0,60%, ed è quotato sul circuito di Borsa Italiana S.p.A. dove questi strumenti finanziari vengono negoziati. Per l’acquisto e per la vendita sul mercato dell’Etf Lyxor Etf World Water non sono previste commissioni aggiuntive, di performance, di ingresso o di uscita, eccetto la commissione richiesta per la negoziazione dalla propria banca.

L’Etf replica passivamente un indice che, calcolato dalla società Dow Jones, si compone delle prime venti più importanti società mondiali del settore idrico che primeggiano in quanto a flottante ed a capitalizzazione di Borsa. I settori sono quelli del water infrastructure, water utilities e water treatment, con il paniere che ogni tre mesi viene rivisto riguardo ai pesi di ogni singola azione in base al flottante, mentre ogni sei mesi avviene la revisione della composizione dell’indice, fermo restando che nessuna delle venti società di cui si compone l’indice può superare un peso pari al 10%.

Il Lyxor Etf World Water prevede il pagamento annuale del dividendo, di norma in concomitanza con il mese di settembre di ogni anno, e presenta un rischio che, oltre a quello relativo all’emittente, è tipico dell’investimento in un fondo azionario settoriale. Per quanto riguarda la tassazione, le plusvalenze maturate sul Lyxor Etf World Water, in regime di risparmio amministrato, vengono tassate al 12,5% sui guadagni ottenuti con prelievo effettuato direttamente dall’intermediario, ragion per cui nulla a parte dell’investitore deve essere indicato nella propria dichiarazione dei redditi.

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