Investire in Commodities maggio 2012

di Redazione Commenta

Il mercato delle materie prime si conferma come un difensivo, anche se in questa fase dell’azionario vi sono contrasti di cui bisogna necessariamente tenere conto. Mentre in USA il Dow Jones dimostra tutto il potenziale rialzista dopo il recupero dalla crisi dei sub-prime, in Eurozona i problemi strutturali della moneta Unica si ripercuotono su tutti gli Stati Membri. Se a questo si aggiunge il caos dovuto alla politica in Grecia con nuove voci sull’uscita dall’Euro, il quadro generale diventa ancora più complesso ed i contrasti sul mercato azionario si ripercuotono anche sul Forex e sul mercato delle commodities.

Proprio quest’ultimo subisce di più la situazione contrastante; la frenata dell’Oro non è ancora giunta ad una conclusione ed il restringimento del range di azione (ora compreso tra 1.673 e 1.623 da un paio di mesi) tiene lontani gli investitori, che rimandano a Giugno prossimo le decisioni operative.

Gira in negativo poi il Wheat con una frenata brusca che punta a rivedere il bottom di Novembre 2011 per cercare poi la ripartenza ma solo dopo Agosto prossimo. Il target rialzista a quota 750 non è stato negato ancora, ma lo sarà con la perdita di quota 560, sempre più probabile.

Benissimo il Soybean invece; il rally rialzista iniziato sul bottom di Dicembre scorso prosegue senza troppe difficoltà sopra al top dell’anno precedente. Il supporto chiave ora si aggiorna a quota 1400 ed ogni discesa superiore a questo livello non desterà sospetti tra gli investitori che continuano a puntare al raggiungimento di quota 1600 entro la fine dell’anno in corso, consolidando così i guadagni avuti fin’ora e proiettando al rialzo nel lungo termine il Soybean.

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Da evitare al momento investimenti diretti sul Crude Oil da parte degli investitori più conservativi; le aspettative rialziste sono immutate ma l’alta volatilità potrebbe far desistere prima dell’avvio del rally positivo.

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