Commodities: comprare energia e metalli con gli Etf

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 Investire sull’energia e sui metalli ha rappresentato negli ultimi anni, e probabilmente lo sarà anche in futuro, una buona occasione per ottenere performance superiori sia all’azionario, sia all’obbligazionario. Pur tuttavia, l’accesso diretto a materie prime come il gas, l’argento e l’oro, impone l’acquisto dei relativi contratti su mercati come il Nymex, il Cbot ed il Cme, mentre acquistando strumenti finanziari derivati senza leva si può sia mediare il rischio, sia accedere ai beni legati all’energia, ai metalli preziosi ed ai prodotti agricoli in maniera semplice ed a basso costo. Sul circuito telematico di Borsa Italiana S.p.A. c’è uno strumento di questo tipo, ed è nello specifico un Etf, emesso da Lyxor International Asset Management S.A., chiamato Lyxor Etf Commodities Crb, con codice ISIN FR0010270033; lo strumento finanziario è armonizzato e non prevede la retrocessione dei dividendi, in quanto questi sono soggetti a capitalizzazione.

L’indice di riferimento che l’Etf replica passivamente è il Reuters/Jefferies, che è un indice globale delle materie prime che ne comprende in totale ben diciannove e che, quindi, permette di mediare il rischio. Al fine di mantenere un’esposizione uniforme su tutte le commodities, ogni mese avviene una rimodulazione dei pesi, mentre per quanto riguarda i costi la commissione totale annua è molto contenuta, pari allo 0,35%, e non ci sono commissioni di ingresso, di performance o di uscita. I sottostanti sono le materie prime, ben diciannove come accennato, che sono rappresentati dai contratti a termine quotati sui mercati delle materie prime di New York, Chicago e Londra.

Per quanto riguarda il grado di rischio di questo strumento, è chiaro che di norma c’è una forte correlazione tra i valori delle materie prime e la crescita economica globale, visto che in contesti di ripresa economica è più elevata la domanda di materie prime, compresa l’energia. Per quanto riguarda le tasse, i guadagni sull’Etf Commodities Crb, in regime di risparmio amministrato, sono pari al 12,5%, trattenuti direttamente dall’intermediario e quindi nulla deve essere riportato nella propria dichiarazione dei redditi.

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