Fondi Comuni di Investimento: Tavolo Tecnico interassociativo

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 Le Associazioni che rappresentano l’industria dei Fondi Comuni di Investimento, ed in particolare gli operatori di mercato, hanno avviato in data odierna, venerdì 22 gennaio 2010, un Tavolo Tecnico interassociativo finalizzato ad dare attuazione ad un piano di lavoro così come delineato in un documento, pubblicato da parte della Banca d’Italia e della Consob, riguardante il rapporto conclusivo sulla valutazione di fattibilità della dematerializzazione delle quote dei Fondi Comuni. A darne notizia è l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, spiegando che, in particolare, il Tavolo Tecnico interassociativo sarà chiamato, con il gruppo di lavoro, ad attuare, per l’industria dei Fondi, una standardizzazione dei processi nell’industria ma anche la standardizzazione dei linguaggi; la messa a punto della standardizzazione è attesa per la prossima estate, dopodiché, entro la fine del 2011, si procederà alla relativa implementazione.

L’Associazione Bancaria Italiana, in merito alla definizione degli standard, fa presente come si provvederà ad invitare, in qualità di osservatori, sia la Banca d’Italia, sia la Consob nell’ambito del Tavolo Tecnico interassociativo il cui gruppo di lavoro è costituito dai rappresentati di settore della stessa ABI ma anche dell’Anasf, Assogestioni, Assosim e Assoreti. A regime, con l’implementazione degli standard si darà seguito alle iniziative in sede di Parlamento Europeo, in accodo con il Rapporto Klinz sull’Asset Management, risalente al 2007, che permetteranno al risparmio gestito italiano di essere sia più competitivo, sia più efficiente.

Nell’ambito dell’adozione di standard condivisi e convergenti a livello europeo tra i diversi Paesi si innesta anche l’attività del FPSG, il Fund Processing Standardization Group, un Gruppo creato dall’EFAMA, associazione europea del risparmio gestito, e che ha tra i rappresentanti proprio quelli del settore bancario e del risparmio gestito. L’avvio del Tavolo Tecnico interassociativo arriva dopo tre settimane dalla chiusura di un 2009 caratterizzato per i Fondi Comuni da alti e bassi per quanto riguarda, mese dopo mese, la raccolta netta, sia a causa della volatilità dei mercati, sia per effetto della “concorrenza” di strumenti finanziari come gli Etf.

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