Fiat: dividendo azioni ordinarie, privilegiate e di risparmio

di Fil 3

 Il Consiglio di Amministrazione della Fiat si è riunito in data odierna per approvare i dati del quarto trimestre 2009 e dell’intero esercizio della casa automobilistica torinese; a conclusione del CdA, il Consiglio, tra l’altro, ha proposto per le tre tipologie di azioni, ordinarie, privilegiate e di risparmio, il pagamento del dividendo; il monte dividendi, che dovrà essere approvato dall’Assemblea degli azionisti, è pari a 244 milioni di euro, che scende a 237 milioni di euro se si escludono le azioni proprie detenute da Fiat. Il Consiglio di Amministrazione ha proposto l’ammontare dei dividendi considerando il 30% del saldo risultante tra i profitti netti consolidati dell’esercizio 2008, e la perdita netta consolidata conseguita nel 2009. La decisione di Fiat di riprendere con la distribuzione dei dividendi, in accordo con quanto recita una nota emessa dalla società torinese, riflette la convinzione che Fiat abbia la capacità di generare utili anche se il contesto di mercato presenta dei tratti significativamente differenti; inoltre, il pagamento della cedola segue anche i segnali di normalizzazione e di stabilizzazione del mercato dei capitali che rappresenta per il gruppo Fiat una fonte di finanziamento.

E così, il Consiglio di Amministrazione della casa automobilistica italiana ha proposto la distribuzione dei dividendi nella maniera seguente: 186 milioni di euro di dividendi da destinare alle azioni ordinarie, il che significa il pagamento di un dividendo pari a 0,17 euro per azione; 32 milioni di euro per le azioni Fiat privilegiate, corrispondenti a 0,31 euro per azione; 26 milioni di euro per le azioni di risparmio che corrispondono a 0,325 euro di dividendo per ogni azione posseduta.

Per quanto riguarda l’evoluzione prevedibile della gestione, la Fiat che, lo ricordiamo, potrà sfruttare le sinergie ed i vantaggi dell’alleanza con Chrysler, stima un 2010 positivo che dovrebbe tradursi in ricavi in crescita ad una cifra e compresi tra il 3% ed il 6%; i profitti 2010 inerenti la gestione ordinaria sono attesi sul livello di 1,5 miliardi di euro, mentre l’indebitamento netto è atteso sotto i cinque miliardi di euro.

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