Fed, acquisti di titoli solo fino a metà 2022?

di Valentina Cervelli Commenta

Per il momento la Federal Reserve continuerà ad acquistare titoli, ma questo atto potrebbe trovare conclusione ben prima di quello che si era ipotizzato in passato: a quanto pare potrebbero esserci buone possibilità che il programma trovi una sua fine entro metà del 2022.

Programma acquisti potrebbe rallentare presto

Detto ciò il ritmo resterà immutato rispetto ai mesi scorsi e quindi la Federal Reserve statunitense continuerà a comprare: 80 miliardi di Treasuries e 40 miliardi di mortgage backed securities al mese. La banca centrale americana ha però voluto sottolineare che se i progressi economici finora dovessero confermarsi nel tempo, a novembre si poterebbe decidere per un rallentamento come ipotizzato dal Comitato di politica monetaria (Fomc)  La forma più probabile di tapering che potrebbe essere messa in atto, ha spiegato il presidente della Fed Jerome Powel nel corso di una conferenza stampa, potrebbe portare all’azzeramento degli acquisti e quindi alla fine dell relativo programma a metà del 2022.

I tassi, come previsto, restano fermi allo 0-0,25%. Il vero problema legato a una eventuale decisione di questo genere è comprendere quali potranno essere le ulteriori dell’aumento dei casi di variante delta del coronavirus. La campagna vaccinale che era partita in grande spolvero si è infatti arenata in alcuni stati dove i no-vax e i repubblicano hanno un maggiore peso. Ha spiegato Jerome Powell:

Abbiamo discusso dell’appropriato ritmo del tapering degli acquisti dei titoli  una volta che le condizioni dell’economia avranno soddisfatti i criteri. Nessuna decisione è stata presa, ma l’idea generale dei partecipanti è che, se la ripresa resterà sulla strada giusta, un processo graduale di tapering che si concluda a metà dell’anno prossima è verosimilmente appropriato

Dati abbastanza soddisfacenti provenienti dall’economia

La crescita dell’attività economica, ha continuato il presidente della Fed continua, anche se l’aumento di casi di Covid-19 ha rallentato lo slancio di quei settori che negli scorsi mesi avevano risentito di più delle conseguenze della pandemia. Si è modificata nel frattempo la previsione per il 2023 in materia di tassi, portando la mediana dallo 0,625% all’1%  mentre per il 2024 il Fomc prevede tassi all’1,75%. Il pil è visto al 5,9% quest’anno, al 3,8% nel 2022 e per il 2023 al 2,5%.

L‘inflazione è stata poi rivista al rialzo al 4,2% rispetto al 3,4% di giugno per quel che concerne l’anno corrente. Per il 2022 si prevede un 2,2%, dato previsto anche per ciò che concerne il 2023 e al 2,1% per il 2024. Al momento sulla vicenda Evergrande, la Fed non ha una posizione particolare da mostrare non essendo d’importanza l’esposizione diretta, sebbene sia stato sottolineato che il debito molto alto della Cina come nazione emergente potrebbe rivelarsi un fattore di disturbo per la stessa.

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