EtfPlus, i settoriali e le commodities agricole guidano i rialzi

di Redazione Commenta

Il mercato EtfPlus è stato ampiamente dominato, in relazione alla sua ultima seduta, da una forte volatilità negli scambi, tanto che si è seguito in gran parte l’esempio delle più importanti piazze d’Europa; i titoli azionari hanno deluso le aspettative, ma ci si è potuti “lustrare gli occhi” con i rialzi fondamentali del leveraged long sull’Euro Stoxx 50 (si tratta di un prodotto di Db X-Trackers) e del semiattivo (vale a dire lo strumento di cui il gestore può modificare l’intensità a seconda delle fasi che vive il mercato) di Lyxor, il quale beneficia delle performance del Ftse Mib. In questo caso, in effetti, gli incrementi sono stati nell’ordine dei due punti percentuali. Un altro dato molto interessante è stato quello relativo agli obbligazionari corporate del Vecchio Continente; in questo senso, ha assunto una certa rilevanza il quarto posto, sempre in relazione al giro d’affari realizzato, di Ishares Makit Ibbox Euro Corporate Bond, il quale si è accodato ai prodotti di Lyxor.


Fin qui, ci siamo soffermati sulle note liete, ma cosa c’è da dire in merito ai ribassi più consistenti? I mercati emergenti sono stati i grandi protagonisti in negativo, “conquistando” tutte le posizioni peggiori; in particolare, i prodotti che replicano l’MSCI India di Amundi e della stessa Lyxor hanno perso più di un punto percentuale, mentre Ishares sull’indice MSCI Korea è arrivato addirittura a -1,37%.

Infine, un cenno lo meritano anche le quotazioni del mercato Etc (Exchange Traded Commodity): il grano ha dominato ancora una volta le scene, con un incremento molto vicino ai 19 punti percentuali, seguito a lunga distanza dai prodotti agricoli, in primis il mais (+3,01%) e la soia (+1,27%), senza tralasciare l’ottimo andamento da parte del contratto forward sull’indice agricoltura. Brutto rosso, invece, per i metalli preziosi, con l’argento e il platino resisi protagonisti di cadute rovinose: lo stesso discorso vale anche per il leveraged sul rame, in calo di oltre il 4%.

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