Cina stime pil 2013 tagliate da Goldman Sachs

di ND82 Commenta

La Cina fa paura. Si teme lo scoppio di una bolla del credito e un hard landing dell’economia cinese, che già negli ultimi tempi ha manifestato segnali poco incoraggianti. Ieri la banca d’affari newyorkese Goldman Sachs ha deciso di tagliare le stime di crescita del pil cinese per il 2013 al 7,4% dalla precedente stima del 7,8%. Ai mercati non è piaciuta questa revisione al ribasso delle stime e la borsa di Shanghai hamesso a segno una performance negativa del 5,3%. L’indice è sceso a 1.963 punti.

Gli investitori non hanno gradito la mancata reazione delle autorità monetarie di Pechino, che preferiscono di non intervenire con un’iniezione di liquidità per ripristinare la normalità sul mercato dei tassi interbancari. Secondo quanto affermato dai vertici della People’s Bank of China (PBOC), i livelli di liquidità in Cina sono “ragionevoli” per cui non c’è alcun bisogno di iniettare ulteriore denaro nel sistema. Tuttavia, la PBOC ha esortato le banche commerciali cinesi a prestare più attenzione alla gestione dei crediti.

AZIONI EUROPEE PIU’ ESPOSTE ALL’ECONOMIA CINESE

In particolare desta preoccupazione l’espansione del poco trasparente “sistema bancario ombra”, che qualche anno fa è stata una delle micce esplosive della bolla dei mutui subprime negli Stati Uniti. La PBOC non ha comunque escluso a propri interventi sul mercato, qualora ricorressero le condizioni per farlo. Secondo Vasu Menon, capo della ricerca per Ocbc Bank a Singapore, “la volatilità sarà all’ordine del giorno per questa settimana”. L’esperto si è poi soffermato sull’andamento dell’economia cinese, sottolineando che c’è un problema nel settore del credito e che allo stesso tempo preoccupa la dimensione raggiunta dal sistema bancario ombra.

Secondo l’esperto in Cina “il credito rimarrà stretto”, mentre il governo tenterà di ribilanciare l’economia e di ridurre le dimensioni del sistema bancario ombra. Gli analisti finanziari temono che il rigore della PBOC, ferma nel suo intento di stroncare sul nascere qualsiasi focolaio di inflazione, possa generare instabilità nel sistema finanziario cinese. Tuttavia, va ricordato che di recente la stessa PBOC, che ha ingenti riserve di liquidità, ha iniettato nel sistema oltre 50,3 miliardi di yuan.

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