Mediobanca MB3 è il nome del nuovo titolo obbligazionario messo a disposizione dall’istituto di credito di Piazzetta Cuccia e che sarà collocato grazie al contributo di CheBanca! Di cosa si tratta esattamente? Il prodotto in questione non è altro che un bond a tasso fisso, con tanto di durata quadriennale (la scadenza è prevista nel 2016) e una cedola lorda che ogni anno sarà pari a 4,45 punti percentuali. Un altro dettaglio che vale la pena menzionare è l’arco temporale relativo a questa stessa offerta. In effetti, quest’ultima rimarrà valida a partire dalla giornata odierna e fino al prossimo 28 giugno, mentre la data di emissione è stata individuata nel successivo 13 luglio.
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Vietnam: i risultati dell’ultima asta di bond
Il Tesoro di Stato del Vietnam ha fissato a 3,75 trilioni di dong (circa duecento milioni di euro) la propria quotazione di titoli obbligazionari governativi: si tratta dei risultati dell’ultima asta della scorsa settimana, con l’importo definitivo che ha rappresentato circa un terzo dell’obiettivo previsto, mentre i rendimenti sono sostanzialmente calati rispetto all’ultima emissione, almeno secondo quanto rilevato dall’Hanoi Stock Exchange. Che cosa c’è da dire in merito a questi strumenti finanziari? Anzitutto, occorre precisare che lo stesso ministero delle finanze locale ha provveduto a lanciare sul mercato 1,1 trilioni di dong per quel che concerne i bond a scadenza triennale (il ritorno economico in questione è pari a 8,9 punti percentuali), mentre il debito che giungerà a maturazione nel 2015 prevede un ammontare di 1,35 trilioni, sempre in base al comunicato della borsa vietnamita.
I rischi crescenti degli eurobond africani
Le nazioni africane che stanno pianificando la vendita di un importo record di eurobond nei prossimi due anni rischiano di sopportare maggiori oneri: in effetti, la crisi del debito europeo sta ulteriormente peggiorando, mettendo a repentaglio la stabilità economica, così come è emerso dall’ultima indagine condotta dalla African Development Bank. In particolare, c’è da sottolineare come Rwanda, Tanzania e Uganda, i tre produttori petroliferi nuovi di zecca del “continente nero”, metteranno a disposizione oltre ottocento milioni di dollari in eurobond da qui al 2014: non si tratta di un dato qualsiasi, bensì della prima volta in assoluto che delle nazioni dell’Africa orientale si avvicinano ai mercati esteri del debito. A che cosa puntano esattamente questi paesi?
Per Sandag 300 milioni di dollari in nuove obbligazioni
L’acronimo Sandag sta a indicare la San Diego Association of Governments, vale a dire l’associazione dei governi locali, una sorta di organizzazione metropolitana della contea: ebbene, questo stesso ente ha lanciato titoli obbligazionari per un importo totale di trecento milioni di dollari, denaro che dovrà essere sfruttato per progetti relativi ai trasporti e alle infrastrutture. Come è stato sottolineato dai vertici societari, si tratta di una sorta di “testamento” economico che vuole mettere in luce la forza fiscale di questo preciso momento storico, cercando al contempo di venire incontro alle esigenze degli investitori.
Vendite di bond: a maggio grandi exploit di Nissan e Ally
Ally Financial, celebre holding bancaria con sede a Detroit, e Nissan Motor Corporation sono le due compagnie che hanno totalizzato le principali vendite di titoli obbligazionari negli Stati Uniti nel corso del mese di maggio: l’importo in questione ammonta a ben 13,3 miliardi di dollari, un dato che deve essere confrontato con i 14,4 miliardi relativi alla media annuale. In pratica, questa differenza non è troppo evidente, anche perché le vendite di autovetture sono sostanzialmente aumentate nel periodo preso in considerazione. In effetti, queste ultime offerte hanno rappresentato circa 5,2 miliardi di dollari del totale di asset-backed (lo strumento finanziario emesso a fronte di operazioni di cartolarizzazione) collegate ai prestiti e ai leasing di veicoli.
Grecia supera Spagna nella disoccupazione Giovani
Allarme disoccupazione; in tutta Europa ci sono sempre meno posti di lavoro e le ripercussioni nel breve e nel lungo termine potrebbero avere risvolti catastrofici. La Grecia supera la Spagna sulla disoccupazione giovanile, con un dato spaventoso pari al 52,7% tra gli under 25. Nella disoccupazione generale “primeggia” ancora la Spagna con il 24,3% confermato a Maggio 2012. Ad aprile secondo l’Eurostat, i giovani disoccupati erano pari a 5426 milioni, con differenze marcate tra gli stati (in Germania ad esempio il dato è pari al 7.9%).
I dati dell’Eurostat mettono ancora una volta in evidenza uno dei pilastri fondamentali della crisi attuale; insieme ai problemi legati al credito (che in qualche modo derivano sempre dall’occupazione) quello della disoccupazione è il secondo punto cardine da risolvere per rilanciare l’Eurozona.
Banche trovino risorse per l’Emilia Romagna
Il presidente dell’ABI non si è risparmiato sulla posizione delle banche nel rispetto delle zone del Nord Italia colpite dal sisma nei giorni precedenti; trovino le risorse, aiutino la ricostruzione.
Queste le parole davanti ai giornalisti dopo la riunione della Banca d’Italia di Giuseppe Mussari:
Incontriamo le imprese e spero presto la Cassa Depositi e Prestiti per parlare del futuro. La sospensione del pagamento delle rate va benissimo ma questo e’ per il contingente. Il problema oggi e’ trovare le risorse necessarie alle migliori condizioni possibili per chi deve ricostruire la sua fabbrica e ristrutturare la sua casa. In questi giorni l’obiettivo e’ questo. Cosi’ come abbiamo fatto per l’Abruzzo faremo ogni sforzo per l’Emilia Romagna.
Kraft Foods sceglie quattro scadenze per le sue obbligazioni
I rendimenti del Tesoro americano sono scesi ai livelli più bassi di tutti i tempi ed ecco che le reazioni societarie non si sono fatte attendere: in particolare, bisogna approfondire la vendita di corporate bond da parte di Kraft Foods, la quarta maggior operazione di questo tipo nel 2012. L’importo complessivo dei titoli obbligazionari messi a disposizione dalla multinazionale alimentare è pari a sei miliardi di dollari, con ben quattro tranche che stanno a identificare le scadenze a tre, cinque, dieci e trenta anni. In aggiunta, occorre anche rilevare come i rispettivi ritorni economici siano stati fissati all’1,714, 2,289, 3,608 e 5,046%, con lo spread nei confronti dei medesimi strumenti del Tesoro compreso tra 1,35 e 2,35 punti. La domanda è stata immediatamente molto forte.
Esito positivo per l’asta di bond decennali della Svezia
La Svezia ha provveduto a emettere 2,5 miliardi di corone in titoli obbligazionari: l’importo in questione corrisponde più o meno a 360 milioni di euro, con la scadenza che è stata fissata in dieci anni esatti (gli investitori interessati dovranno guardare con attenzione al 2022). Si tratta in pratica di quanto di rilevante è successo nel corso dell’ultima asta relativa alla nazione scandinava, come è stato prontamente annunciato dal National Debt Office locale. Qual è l’intento di una vendita simile e di un termine così ampio? Entrando maggiormente nel dettaglio di tali prodotti finanziari, c’è da dire che la cedola sarà pari a 3,5 punti percentuali, tanto che la domanda si può già considerare buona.
Il piano Risparmia Facile di Unicredit
Risparmia Facile è il nome di uno dei piani che Unicredit ha deciso di mettere a disposizione dei propri clienti: nello specifico, si tratta di un prodotto che è stato pensato appositamente per gli universitari e i giovani lavoratori. In effetti, nel primo caso si inizia a risparmiare con dei versamenti che partono da una quota di cinquanta euro, senza dimenticare la possibilità di prelevare le somme che sono state accumulate in qualsiasi momento. Nel caso dei dipendenti di giovane età, invece, viene consentito di personalizzare i risparmi in base a quelle che sono le specifiche esigenze, grazie soprattutto agli accumuli di risparmi che avvengono con la massima flessibilità possibile. Come può essere spiegato questo strumento in estrema sintesi?
Corsa agli sportelli in Italia? No secondo AD Unicredit
L’amministratore delegato di Unicredit non ritiene possibile una corsa agli sportelli in Italia come si è successo invece in Spagna per Bankia:
Non mi preoccupa e non ci sarà. Abbiamo una storia alle spalle, in tutti i momenti difficili gli italiani hanno reagito con razionalità. Dopo Lehman, quando sei mesi fa c’è stato il picco massimo dello spread non si è verificata nessuna reazione irrazionale da parte di nessuno
Così Federico Ghizzoni argomenta la sua tesi, tracciando una linea netta che separa la situazione Italiana dal resto dell’Eurozona. Per quanto l’Italia possa avere problemi ed è stata considerata alla stregua di un default come la Grecia, alla prova dei fatti lo Stato si è sempre dimostrato diverso da come veniva di volta in volta dipinto dai media e per quanto il Governo Monti sia odiato dai cittadini la posizione di forza dell’Italia continua a confermarsi nel tempo.
Crisi in Spagna, crollano i consumi
Dopo il fallimento sfiorato di Bankia, salvata grazie alla nazionalizzazione seguita da un programma di ricapitalizzazione sembrava che i problemi della Spagna si fossero arginati al settore bancario e fosse li che doveva concentrarsi l’azione dei vertici. In realtà la crisi Spagnola è a 360° e un’azione mirata del Governo (o degli aiuti) non può risollevare il Paese dalla situazione in cui si trova ora.
Nel Paese con il differenziale sul decennale oltre i 500 punti (che, ricordiamo, è condizionato dalla paradossale situazione del Bund tedesco) i problemi riguardano sopratutto i consumi; le vendite al dettaglio hanno visto una flessione prossima al 9,8%, ma gli analisti lanciano l’appello; bisogna leggere con cautela i dati e guardare il contesto.
In un Paese con la disoccupazione al 25% è praticamente scontato che si debba registrare un calo dei consumi, sopratutto se le misure per la crescita ed il rilancio economico non hanno trovato spazio negli ultimi tempi e l’azione del Governo si è dovuta concentrare sulle manovre di emergenza piuttosto che su un piano per il futuro.
Unica Sim e Trade Point molto vicine all’aggregazione
Le ultime indiscrezioni della finanza italiana hanno come protagoniste due società di intermediazione mobiliare: in effetti, le due compagnie coinvolte in questo caso sono la ligure Unica Sim e la toscana Trade Point. Che cosa è successo di preciso? Unica ha deciso di acquisire il gruppo di Viareggio, mettendo in luce come il segmento in questione sia ormai sempre più caratterizzato da aggregazioni e unioni, in particolare quando si tratta di quelle attività che sono collegate al trading online. Trade Point è celebre soprattutto per il suo impegno nell’ambito del brokeraggio, mentre Unica è presente a Piazza Affari come intermediario finanziario autorizzato, una delle principali realtà italiane in questo senso.
Moleskine sbarcherà a Piazza Affari fra sei mesi
Moleskine sta preparando nel dettaglio il suo approdo a Piazza Affari: la conferma è giunto proprio oggi dall’azionista di maggioranza Syntegra Capital. L’obiettivo è quello di quotare il brand commerciale, celebre per le sue agende e taccuini, nel corso del prossimo mese di novembre, in quella che sarebbe una Ipo (Initial Public Offering) davvero interessante. Secondo la stessa società, inoltre, il mercato del nostro paese è divenuto un traguardo appetibile e stimolante da quando lo stesso marchio è stato introdotto in Italia. Una buona base di partenza sarà senza dubbio il raffronto con un’altra Ipo recente, quella che ha coinvolto Brunello Cucinelli.