Hera e Acam: accordo per futura aggregazione

Venerdì prossimo, 19 novembre 2010, a La Spezia, con inizio alle ore 15,30, sarà presentato l’accordo per l’avvio di un futuro percorso di aggregazione tra la società Hera ed Acam, entrambe operanti sul mercato in qualità di multiutility. In accordo con un comunicato ufficiale emesso in data odierna, mercoledì 17 novembre 2010, la firma del memorandum è stata infatti fissata per venerdì prossimo al fine di giungere, entro l’anno 2012, all’integrazione di Acam in Hera in accordo con obiettivi che risultano essere stati condivisi dai Consigli di Amministrazione delle due società. In particolare, oltre al contributo di Hera, è atteso anche quello degli istituti finanziari e dei soci di Acam per il raggiungimento di una situazione finanziaria ed economica sostenibile ed equilibrata unitamente ad un rafforzamento dal punto di vista industriale; questo, in particolare, potrà avvenire nei prossimi mesi attraverso operazioni di cessione degli immobili, ma anche con lo scorporo degli impianti idrici, delle rete e dell’impianto C.D.R. di Saliceti.

Elite Advisers, ottimi guadagni per il fondo comune sul vino

Il vino più sincero allieta sempre la nostra mente: lo urlava a squarciagola Turiddu nella Cavalleria Rusticana di Mascagni e la pensano allo stesso modo gli investitori finanziari, i quali hanno fatto registrare un balzo davvero formidabile in relazione ai fondi collegati alla bevanda alcolica. In effetti, il guadagno in questione si riferisce al fondo Noble Crus (il rendimento medio si aggira attorno al 15%), il quale investe proprio sui più pregiati vini d’annata, e che, grazie al rialzo del mese di ottobre (+1,44%) ha portato il suo rally totale di inizio anno a 10,3 punti percentuali. Il prodotto appena citato è parte integrante della gamma promossa da Elite’s Exclusive Collection, società di investimento a capitale variabile lussemburghese, a sua volta promossa da Elite Advisers. Un ricavo costante e crescente: dove risiede il segreto di tale successo?

L’Olanda emette certificati del tesoro per 4,85 miliardi di euro

Si parla troppo poco dell’Olanda e del suo relativo universo finanziario, eppure bisogna ricordare che il Trattato sull’Unione Europea è stato siglato proprio a Maastricht, a conferma della forte vocazione politico-economica del paese: c’è una notizia che riguarda i Paesi Bassi che potrebbe interessare una buona platea di investitori, vale a dire la recente asta che ha portato alla collocazione di ben 4,85 miliardi di euro di Certificati del Tesoro. Tali titoli sono stati suddivisi in base alle loro caratteristiche tecniche e alle garanzie offerte. In effetti, due miliardi del totale appena citato si riferiscono ai certificati che scadranno a febbraio del 2011 e che mettono a disposizione dei soggetti interessati un rendimento pari allo 0,67%; inoltre, la somma restante è composta da 1,66 miliardi di strumenti che giungeranno a maturazione a marzo del 2011 (il rendimento è pari allo 0,725%) e, infine, 1,19 miliardi di prodotti con scadenza a settembre del 2011 e un rendimento che è in media vicino allo 0,9%.

Lottomatica: CdA approva piano di rifinanziamento

Il Consiglio di Amministrazione di Lottomatica ha approvato un piano di rifinanziamento che dovrà essere eseguito entro i primi tre mesi del prossimo anno, unitamente alla cessione del Gratta & Vinci per una quota pari al 12,5%. E’ questa una delle notizie salienti emerse dal Consiglio di Amministrazione di Lottomatica che ha esaminato ed approvato i dati al 30 settembre scorso, caratterizzati da un utile operativo che, relativamente al periodo luglio-settembre 2010, ovverosia nel terzo trimestre, è cresciuto del 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; nei tre mesi, inoltre, ad aumentare sono stati anche il fatturato e l’Ebitda, rispettivamente, del 12% e del 20%. Al termine dei tre mesi al 30 settembre 2010, il Gruppo Lottomatica chiude il periodo con un risultato netto negativo per 13,2 milioni di euro rispetto ai 13,2 milioni di euro di profitti netti conseguiti nello stesso periodo dello scorso anno.

Banca Imi inonda Borsa Italiana di Reflex Certificates

Piazza Affari ha assistito al debutto ufficiale dei nuovi certificati di Banca Imi: la banca di investimento del gruppo Intesa Sanpaolo, nata dalla fusione tra Caboto e la stessa Imi, ha infatti deciso di lanciare la negoziazione di ben venticinque prodotti, di cui ventitre altro non sono che Reflex Certificates, mentre gli ultimi due sono degli Equity Protection. Ma il dettaglio in questo caso ancora non è completo e allora occorre essere ancora più precisi. Anzitutto, l’istituto ha emesso undici prodotti Reflex Long, i quali andranno ad osservare da vicino un numero simile di indici azionari con tre diverse scadenze, vale a dire ottobre 2013, dicembre 2014 e dicembre 2015; gli altri certificati di tipo Reflex saranno dodici Short, collegati fedelmente a quattro indici internazionali e otto di tipo settoriale (si tratta dello Stoxx Europe 600, il quale viene rappresentato da seicento componenti fisse), ma tutti con la medesima scadenza, vale a dire dicembre 2011.

Cirio, Lehman e Parmalat: quali consigli per gli obbligazionisti?

Risarcimenti, rimborsi, autotutela: sono queste le parole che circolano maggiormente nelle menti degli obbligazionisti in possesso dei bond protagonisti dei crack che hanno sconvolto negli ultimi anni l’universo degli investimenti finanziari. Parmalat, Cirio e Lehman Brothers sono ovviamente i nomi di spicco in questo senso, ma quali sono le novità in proposito? Un dato che sorprende è quello secondo cui soltanto una minima parte dei risparmiatori coinvolti nell’acquisto delle obbligazioni in questione ha seguito l’iter giudiziario, intentando causa alle compagnie: soltanto l’1,5% del totale ha seguito questo percorso, probabilmente per l’assenza di un’azione collettiva di rivalsa.

Poltrona Frau: forte crescita in Asia e Oceania

Nei primi nove mesi del corrente anno, sul segmento residenziale in Asia e Oceania, il Gruppo Poltrona Frau ha fatto registrare un andamento del business in crescita di oltre il 30%. E’ questo uno dei dati salienti e positivi che sono emersi dalla relazione finanziaria al 30 settembre 2010 che è stata esaminata ed approvata dal Consiglio di Amministrazione della società leader al mondo nel comparto dell’arredamento di alta gamma. In particolare, il periodo gennaio-settembre 2010 è stato chiuso con un aumento del fatturato del 4% a fronte di un Ebitda che è balzato del 26% nonostante la società abbia messo in atto investimenti crescenti tanto nel marketing quanto nella comunicazione. La rete, intanto, è continuata ad espandersi con l’apertura di ben 9 nuove showroom a Los Angeles, Tainan, Cairo, Parigi, Seul, Sidney e Mumbai. Inoltre, in accordo con una nota ufficiale che è stata emessa dalla società, Poltrona Frau ha confermato per l’ultimo trimestre del 2010, quello in corso, l’apertura di nuove showroom a Doha ed a Melbourne.

Bonus Plus di Eni: il premio è garantito anche in caso di ribasso

La ricerca più importante di un risparmiatore quando si trova di fronte al prodotto finanziario da sottoscrivere è quella del rendimento alla scadenza: l’Ente Nazionale Idrocarburi (Eni) sembra proprio essere venuto incontro a questa specifica esigenza, in particolare con il Bonus Plus, strumento che avrà una durata pari a un anno e mezzo e garantirà un premio pari al 6%, il che equivale a dire sessanta euro per ogni certificato di investimento (ovviamente, ogni sottoscrizione deve essere adeguata al profilo di rischio che si intende assumere). Il meccanismo è molto semplice; in pratica, al momento della scadenza il cliente potrà ricevere il valore nominale, ovvero mille euro per ogni prodotto, ma soltanto nel caso in cui la quotazione del titolo Eni non avrà subito ribassi superiori ai trenta punti percentuali della valutazione iniziale.

Aviva Investors, il nuovo fondo sfrutta le tecniche di arbitraggio

Quando ci si appresta a studiare la matematica finanziaria, il concetto di arbitraggio è uno dei più importanti per comprendere le dinamiche di contratti e investimenti: si tratta, nello specifico, dell’operazione di acquisto di un bene o di una attività finanziaria su un determinato mercato, rivendendola poi a un altro. Questa definizione diventerà ancora più strategica per coloro che decideranno di puntare sul nuovo fondo di Aviva Investors, denominato appunto Index Opportunities. La compagnia britannica ha infatti annunciato da qualche giorno l’emissione di questo specifico prodotto, il quale, prendendo spunto dalla direttiva comunitaria Ucits III, vuole mettere a disposizione dei propri clienti tutti i vantaggi derivanti dalle inefficienze del prezzo, fattispecie che si verifica quando gli indici azionari vengono sostanzialmente revisionati.

Spagna, i rendimenti dei bond sono ancora a forte rischio contagio

Gli sforzi profusi dal governo spagnolo per ridurre il terzo maggior deficit di bilancio dell’eurozona sono indubbiamente coraggiosi e importanti, ma potrebbero anche comportare un alto costo per quel che concerne l’indebitamento; in effetti, gli investitori finanziari stanno speculando in larga misura sul fatto che Irlanda e Portogallo possano emettere bond-spazzatura in grado di coinvolgere i paesi più periferici del Vecchio Continente. La domanda relativa ai maggiori rendimenti in riferimento alle obbligazioni iberiche con scadenza nel 2020 ha fatto registrare un rialzo superiore ai 34 punti base nel corso di questa settimana, un livello molto vicino al record dello scorso giugno. Intanto, i premi per il rischio relativo ai titoli irlandesi e portoghesi sono schizzati verso l’alto, rispettivamente a 652 e 484 punti base.

Benetton cresce nei mercati emergenti

Sono in linea con i primi nove mesi del 2009 i dati al 30 settembre 2010 del Gruppo Benetton. A darne notizia è la società dopo che i dati sono stati esaminati ed approvati dal Consiglio di Amministrazione; in particolare, i ricavi di Benetton al 30 settembre 2010 hanno fatto registrare una crescita dello 0,5% a 1.498 milioni di euro che, al netto dell’effetto cambi, sono scesi dell’1,5%. Nel periodo il Gruppo Benetton ha continuato a riportare una crescita del business nei Paesi Emergenti, ed in particolar modo in Asia, a fronte di un risultato operativo, al 9,4% sui ricavi, che si è attestato a 141 milioni di euro; l’utile netto, a 85 milioni di euro, si è attestato al 5,7% del fatturato a fronte di una posizione finanziaria, a 645 milioni di euro, che nel periodo ha fatto registrare un ulteriore miglioramento. Anche gli investimenti commerciali nel periodo si sono attestati in crescita, mentre sul risultato complessivo dell’intero 2010, in accordo con quanto fatto presente dal Gruppo Benetton con un comunicato ufficiale, è atteso un effetto negativo a causa dell’aumento dei prezzi delle materie prime.

Austria e Grecia, nuove emissioni di titoli obbligazionari

L’analisi accurata e minuziosa delle emissioni poste in essere dai governi internazionali può suggerire delle interessanti strategie di investimento, oltre a indicare il modo più corretto per tutelare il proprio portafoglio: è questo il caso, ad esempio, delle recentissime aste di due nazioni europee, nonché parti integranti dell’eurozona, vale a dire Austria e Grecia. Approfondiamo i due eventi in maniera separata. La Repubblica d’Austria ha provveduto a emettere, tramite la propria Agenzia Federale di finanziamento, ben un miliardo di euro in titoli obbligazionari; la soluzione scelta da Vienna in questo caso è quella di strumenti con scadenza a cinque e dieci anni, ripartiti secondo un criterio equo, visto che cinquecento milioni riguardano i bond che matureranno nel 2015, mentre la restante metà si riferisce a quelli con scadenza nel 2020.

Hedge fund, il Parlamento Europeo approva regole innovative

I fondi speculativi, o hedge fund se si vuole utilizzare un termine anglosassone più comune, sono da oltre sessant’anni, cioè dal momento della loro creazione, uno degli strumenti finanziari più rischiosi in assoluto: non deve dunque stupire la continua ricerca di regolamenti sempre più sofisticati e mirati in questo specifico comparto, così come è successo con l’ultima direttiva che è stata appositamente approvata dal Parlamento Europeo, il frutto di un lavoro piuttosto lungo e complesso. In pratica, l’istituzione del Vecchio Continente ha deciso di porre in essere un giro di vite molto intenso sui controlli di tali fondi; sono almeno due anni, infatti, che gli hedge fund vengono dipinti come i principali responsabili della crisi economica globale, o quantomeno di aver incrementato l’effetto della stessa, ma in realtà la grave congiuntura negativa è stata provocata dalla carenza sostanziale di regole e controlli sulle attività.

Terna: ricavi a +15,1% nei primi nove mesi

Luce verde nei primi nove mesi del 2010 per i principali indicatori economici e finanziari del Gruppo Terna, società quotata in Borsa a Piazza Affari ed operante nel nostro Paese nel dispacciamento dell’energia elettrica. Nel dettaglio Terna, in accordo con i dati esaminati ed approvati dal Consiglio di Amministrazione della società, ha chiuso il periodo gennaio-settembre 2010 con un aumento dei ricavi del 15,1% a 1.166,2 milioni di euro a fronte di un Ebitda balzato del 16,4% a 888,8 milioni di euro; stesso incremento, pari proprio al 16,4%, anche per l’Ebit che al 30 settembre 2010 si è attestato a 628,8 milioni di euro rispetto ai 540,4 milioni di euro dei primi nove mesi dello scorso anno. Come diretta conseguenza l’utile netto delle attività continuative di Terna è balzato al termine dei nove mesi a 372,2 milioni di euro rispetto ai 281,1 milioni dello scorso anno. Forte, con un +54%, è stata anche la crescita degli investimenti complessivi, che sono passati dai 570,8 milioni al 30 settembre 2009 ai 879,3 milioni di euro al 30 settembre 2010; in accordo con una nota ufficiale emessa da Terna, 766,9 milioni di euro di questi investimenti sono stati destinati allo sviluppo della rete.