Autogrill continua a crescere negli Usa

Il Gruppo della ristorazione Autogrill continua ad espandersi negli Stati Uniti, ed in particolare in California annunciando la stipula di un nuovo contratto decennale, dal 2011 al 2021, attraverso la divisione HMSHost, presso lo scalo John Wayne di Santa Ana; con questo nuovo contratto i punti vendita gestiti dal Gruppo Autogrill salgono così a diciassette a fronte di una presenza della società italiana nello scalo che dura oramai da oltre venti anni. Nel dettaglio, la nuova commessa che entrerà a regime a partire dall’anno 2012, sarà in grado di apportare ad Autogrill, in base alle stime comunicate dalla società quotata in Borsa a Piazza Affari, una generazione di ricavi annua pari all’incirca a 25 milioni dollari americani. Nel nuovo Terminal C dello scalo John Wayne di Santa Ana saranno così aperti ben otto locali che, aggiunti ai nove già gestiti da HMSHost presso i Terminal A e B, fanno salire il totale, come sopra accennato, a quota 17.

Mongolia: pianificata la prima vendita di bond sovrani

Le emissioni obbligazionarie non conoscono confini e non deve quindi stupire se vanno a coinvolgere anche paesi, per così dire, “inconsueti”: la Mongolia sta pianificando la sua prima cessione di obbligazioni sovrane, tentando di conseguire una somma almeno pari a 500 milioni di dollari e di agevolare l’operato di alcune compagnie nazionali. Come ha specificato Ganhuyag Chuluun Hutagt, viceministro delle Finanze dello stato asiatico, l’intento principale di questa operazione è quello di quotare dei bond che siano in grado di aprire una sorta di finestra privilegiata per le società private. La vendita da parte del governo di Ulan Bator dovrebbe avvenire con tutta probabilità proprio nel corso di quest’anno, ma dipenderà strettamente dall’approvazione del Parlamento.

Compagnie de Financement Foncier offre un nuovo covered bond

Compagnie de Financement Foncier è l’unità francese di Crédit Foncier de France specializzata nell’emissione di covered bond: appare quindi scontato come anche l’ultima offerta di questa compagnia sia collegata a questi specifici strumenti finanziari, visto che verrà proposto un titolo con scadenza a tre anni, almeno secondo quanto trapela dalle ultime indiscrezioni. Crédit Foncier opera soprattutto in ambito immobiliare con prestiti ipotecari, ma bisogna ricordare che i covered bond sono piuttosto simili ai prodotti relativi a questo comparto, anche se richiedono pur sempre alle società emittenti che il collaterale (la garanzia del prestito) venga iscritto negli appositi libri contabili. La scelta è stata presa per proporre un’alternativa più che valida e sicura ai prodotti finanziari immobiliari, i quali sono stati ritenuti da più parti, a volte in modo anche malevolo, come la causa principale della crisi finanziaria scoppiata nel 2008.

Investimenti e Sviluppo: nuovo Piano Industriale 2011-2015

Una nuova impostazione aziendale, ma anche una riorganizzazione delle attività al fine di ottenere a regime un diverso posizionamento strategico del Gruppo. Sono questi, in estrema sintesi, gli obiettivi del nuovo Piano Industriale 2011-2015 della società Investimenti e Sviluppo che è stato approvato nella giornata di ieri, martedì 1 marzo 2011, dal Consiglio di Amministrazione. In particolare, tenendo conto del nuovo assetto a livello societario, la riorganizzazione operativa è stata predisposta in modo tale che, attraverso una business platform integrata, si ottenga il massimo ritorno sul capitale investito. Questo, in particolare, avverrà sia con investimenti diretti e indiretti, sia con attività di financial advisory ad ampio raggio; il tutto con l’obiettivo di andare a concentrare ed a massimizzare, a favore degli azionisti della società, tutte le opportunità che portano alla creazione di valore. A tal fine, in accordo con un comunicato ufficiale emesso nella giornata di ieri da Investimenti e Sviluppo, la società, tra l’altro, mira anche a portare avanti forme di investimento innovative quali i fondi di fondi, i fondi di private equity, ed i  fondi di coinvestimento.

Bond: Juniper Networks debutta con un’offerta da un miliardo

Juniper Netwtorks, multinazionale statunitense che si occupa sin dal 1996 di tecnologie informatiche e Ict, diventa ora nota anche per le sue offerte finanziarie: l’azienda informatica di Sunnyvale ha infatti deciso di porre in essere la cessione di un miliardo di dollari del proprio debito in quello che rappresenta un debutto assoluto per quel che concerne gli investimenti associati a questo nome. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che la compagnia ha venduto 300 milioni di dollari relativi a titoli a cinque anni, i quali sono in grado di pagare cento punti base in più rispetto alla stessa scadenza degli strumenti del Tesoro; altri 300 milioni si riferiscono al debito decennale (il rendimento garantito è pari a 120 punti al di sopra dei benchmark), mentre i restanti 400 milioni di dollari saranno destinati ai titoli obbligazionari a trent’anni e con uno spread pari a 145 punti base (ogni punto base equivale allo 0,01%).

Zandi (Moody’s): nulli i rischi di default per i bond municipali

Gli allarmi che sono stati lanciati in relazione ai possibili default del mercato dei bond municipali sono eccessivi: Mark Zandi, economista di Moody’s, è giunto a questa conclusione al termine di una sua analisi approfondita del comparto finanziario e anzi rimane convinto che i rischi in questione siano praticamente vicini allo zero. L’annuncio che potrebbe rassicurare moltissimi investitori, americani ma non solo, si riferisce all’ultimo meeting di Washington della National Governons Association. La stessa linea di pensiero di Zandi viene condivisa da Thomas Defoe, il quale fa parte della Municipal Market Advisors. Bisogna comunque precisare che la speculazione circa la possibilità di un crack imminente di questa tipologia di obbligazioni si è intensificata negli ultimi mesi, soprattutto dopo che l’analista Meredith Whitney aveva fatto intendere il forte pericolo che correvano centinaia di miliardi di bond municipali, una previsione che ha fatto diminuire in maniera consistente la fiducia da parte degli investitori.

Gli swap australiani collidono con le scelte della banca centrale

La Reserve Bank of Australia, istituto di credito centrale della vasta nazione oceaniana, non sta mostrando al momento alcuna intenzione di voler accrescere i tassi di interesse: la scelta appare ambigua, anche perché l’inflazione è prevista in aumento, così come viene segnalato dai principali mercati a reddito fisso. Il governatore Glenn Stevens dovrebbe lasciare così il tasso overnight al 4,75%, mentre intanto i contratti swap a un anno e relativi al tasso inflativo sono cresciuti di 57 punti base rispetto a quanto rilevato a dicembre. I titoli obbligazionari e le mosse della banca centrale hanno dunque scelto di intraprendere due cammini in senso inverso. L’economia australiana ha fatto registrare un’accelerazione pari a 0,6 punti percentuali nel corso dell’ultimo trimestre del 2010, ora ci sono buone notizie che giungono dai salari e dagli investimenti, anche perché molte risorse sono state richieste da paesi come India e Cina.

Macquarie: si punta su Express e Shark Rebate Quanto Certificates

A partire da oggi Macquarie Structured Products, il segmento finanziario dell’omonimo gruppo australiano, lancerà su Borsa Italiana dei nuovi certificati di investimento: le negoziazioni in questione andranno a riguardare, nello specifico, uno strumento della tipologia Express Certificate e due prodotti che invece fanno parte della famiglia degli Shark Rebate Quanto. Il comparto che interessa in questo senso per tutti quegli investitori che sono intenzionati a sottoscrivere l’offerta è il cosiddetto Sedex; inoltre, si potrà beneficiare della liquidazione di tipo monetario e della modalità europea di esercizio. Cerchiamo di conoscere nel dettaglio le caratteristiche di tali certificati. Tra gli strumenti più interessanti c’è lo Shark Rebate Quanto Certificate, il quale osserva da vicino le performance dell’indice statunitense Standard & Poor’s 500 e di quello cinese Hang Seng China Enterprises.

EuroMot: nuovi titoli da Bers, Germania, Francia e KfW

Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo, il gruppo bancario tedesco Kreditanstalt für Wiederaufbau (KfW), la Repubblica di Francia e la Repubblica Federale Tedesca: sono di una certa importanza le società emittenti che si sono impegnate a gestire i nuovi titoli obbligazionari che sono stati accolti dall’EuroMot, il mercato di Borsa Italiana delle cosiddette “eurobbligazioni”. Entrando maggiormente nel dettaglio dell’offerta, bisogna precisare che i nuovi strumenti finanziari in questione sono quattro, vale a dire l’Ebrd $ 2,50 per cent Global Notes due 15 March 2016, il KfW Eur 2,125% Global Bonds due 2014, lo Schatz 1,50% due on 15 March 2013 e l’Oati 1,85% due on 25 July 2027. Detto che tali prodotti andranno a far parte del segmento relativo agli emittenti esteri e altri titoli di debito e che il termine di liquidazione è stato fissato al terzo giorno successivo alla data di stipulazione dei contratti di compravendita, vediamo nel dettaglio quali sono le caratteristiche salienti dei bond.

Fondi comuni, il Milleproroghe ridisegna l’imposizione fiscale

L’imposizione fiscale relativa ai fondi comuni di investimento è una delle materie che occorre approfondire maggiormente per comprendere a fondo questi strumenti finanziari: il Decreto Milleproroghe prevede proprio una norma che consente di apportare alcune modifiche in questo senso, in particolare per quel che concerne i fondi mobiliari del nostro paese e quelli lussemburghesi. Quali novità devono attendersi gli investitori dal nuovo regime tributario? Le norme che hanno prevalso fino a questo momento prevedono una tassazione del risultato che viene a maturare in capo al fondo, mentre col Milleproroghe verrà a ricadere su chi percepisce i proventi conseguiti. Ovviamente, il ministero dell’Economia dovrà fornire delle adeguate istruzioni per approfondire ancora meglio queste disposizioni, anche perché non vi sarà un cambiamento repentino, ma gli investitori beneficeranno di un periodo transitorio per adeguarsi completamente.

Cina: il segreto dei rendimenti degli Airline bond

I rendimenti dei bond delle principali compagnie aeree cinesi hanno subito dei rialzi da record a causa dell’andamento positivo dei prezzi petroliferi; in effetti, sono state proprio queste tariffe a pianificare un investimento da 228 miliardi di dollari nell’infrastruttura dell’aviazione del paese più popoloso al mondo. Ma quali sono i cosiddetti Airline bond e si può davvero approfittare dei loro aumenti? China Southern Airlines ha quotato dei titoli con scadenza nel 2014 e un ritorno economico pari al 4,62%, mentre Air China Ltd. ha puntato sullo stesso arco temporale e su un rendimento pari al 3,48%, così come indicato dalla piattaforma Chinabond. Inoltre, è previsto un investimento superiore agli 1,5 trilioni di yuan sempre in questo settore entro il 2015, dato che i vettori dell’ex Impero Celeste sono stati appositamente costruiti per venire incontro alla crescente domanda di voli, secondo quanto affermato dall’Aviazione nazionale.

Mercati emergenti: due nuovi Etf grazie a Nyse Arca

Il Nyse Arca, conosciuto in passato come ArcaEx (Archipelago Exchange), rappresenta il segmento dell’Euronext in cui vengono scambiati sia titoli azionari che opzioni: l’ultima novità in questo senso è relativa a due Exchange Traded Fund che sono stati ammessi alla negoziazione in tale mercato e che andranno a puntare direttamente sulle performance dei principali mercati emergenti. Di quali strumenti finanziari si tratta per la precisione? Gli investitori interessati potranno sottoscrivere l’Spdr S&P Emerging Markets Dividend Etf e l’Spdr Barclays Capital Emerging Markets Local Bond Etf, le cui denominazioni fanno già intendere alcune delle caratteristiche peculiari. L’industria degli Etf sta vivendo un momento davvero brillante in questo preciso periodo storico. Le emissioni sono salite vertiginosamente, così come le società e i provider specializzati; il podio ideale per quel che concerne le negoziazioni è composto da iShares, seguita a ruota da State Street e Vanguard.

CheBanca! raddoppia i ricavi

Ricavi raddoppiati, a 90 milioni di euro, a fronte di un apporto visibile al giro d’affari complessivo alla controllante, ovverosia al Gruppo Mediobanca. E’ questo uno dei dati salienti emerso per CheBanca! dalla relazione finanziaria semestrale al 31 dicembre 2010 di Mediobanca in accordo con una nota emessa dal Gruppo quotato in Borsa a Piazza Affari. CheBanca!, specializzata nel retail banking, ha incrementato i clienti che sono passati dai 340 mila di giugno 2010 ai 385 mila al 31 dicembre dello scorso anno; il tutto a fronte di 460 mila prodotti venduti nel semestre rispetto ai 440 mila del primo semestre 2010. A fronte di depositi stabili, a 10 miliardi di euro, la perdita netta nel periodo si è ridotta a poco meno di 15 milioni di euro rispetto ai 49 milioni di euro al 31 dicembre del 2009. I ricavi, come sopra accennato, sono più che raddoppiati passato da 37,3 a 90,1 milioni di euro grazie ai maggiori utili da realizzo ed al miglioramento del margine di interesse. Il Gruppo Mediobanca ha inoltre messo in risalto come per CheBanca! i costi di struttura siano scesi da 93,3 a 90,4 milioni di euro.

Cipro: Moody’s taglia il rating dei bond governativi

Anche Cipro, come moltissimi altri paesi europei, vanta dei bond governativi che vengono messi a disposizione per quegli investitori che sono interessati alle performance degli stati membri dell’Ue: questi stessi investitori devono però tenere conto che in questo momento le obbligazioni del governo di Nicosia non godono di uno stato di salute buonissimo ed è per questo motivo che Moody’s ha provveduto a tagliare il rating degli strumenti in questione di addirittura due livelli. Si è infatti passati da Aa3 ad A2, vale a dire da una affidabilità dell’investimento ottima a una considerata buona, visto che la piccola isola deve fare i conti con la crisi del proprio debito e con le dimensioni del volume di spesa. Tra l’altro, il governo cipriota è strutturato in maniera piuttosto rigida e ciò ha consentito un vero e proprio deterioramento delle misure fiscali.