È tempo di grandi annunci finanziari per State Street Corporation, la società di Boston che si occupa prevalentemente di amministrazione di fondi e controllo di titoli: in effetti, la compagnia americana, terza maggior banca depositaria del paese, ha provveduto ad aumentare il proprio dividendo trimestrale, spiegando contemporaneamente come vi sarà anche il riacquisto di ben 675 milioni di dollari in azioni comuni nel corso di quest’anno. Si tratta, in pratica, di una delle principali conseguenze del via libera alle nuove misure economiche da parte della Federal Reserve. Il dividendo in questione è stato incrementato da un solo centesimo fino agli attuali diciotto per ogni titolo azionario. Bisogna ricordare, tra l’altro, che questo ammontare fu ridotto drasticamente nel 2009 in modo da preservare il capitale dagli effetti negativi della crisi finanziaria. Secondo Marty Mosby, analista presso la Guggenheim Securities Llc di New York, si tratta del primo passo verso un utilizzo normale del capitale in eccesso, un elemento che potrebbe essere considerato abbastanza positivo per gli azionisti.
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Mercati azionari 2011: il punto sulla tendenza
E’ stato nel complesso positivo, nello scorso mese di febbraio 2011, l’andamento dei mercati azionari in Giappone, in Europa e negli Stati Uniti. A rilevarlo è stata l’ABI, Associazione Bancaria Italiana, nell’Outlook Mensile del mese di marzo 2011, precisando al riguardo come il mese scorso l’indice azionario americano Standard & Poor’s 500 abbia guadagnato il 3,1%; luce verde, in Giappone, anche per il Nikkei 225 con un +1,7% nel mese, e per il Dow Jones Euro Stoxx con una variazione del 2%; contestualmente, c’è stato anche un rialzo del price/earning medio dei titoli quotati sullo Standard & Poor’s 500. Analizzando i singoli listini azionari, nel Vecchio Continente, a Milano il mese scorso il Ftse Mib ha guadagnato il 5,8%, a Francoforte il Dax30 è aumentato del 3,6%, ed il Cac40, il listino azionario francese, del 3,2%; meno ampio a Londra è stato invece l’incremento dell’indice di Borsa Ftse100 con un modesto +0,9%.
Etf: Hsbc si affida agli investimenti messicani
È il London Stock Exchange, la borsa britannica, la piazza finanziaria che beneficerà della quotazione di un interessante prodotto che reca il marchio di Hsbc (Hong Kong and Shanghai Banking Corporation): si tratta, nello specifico, di un Exchange Traded Fund che si focalizza direttamente su un mercato emergente di cui si parla ancora troppo poco, il Messico. Etf Msci Mexico Capped, questa è la denominazione dello strumento a cui stiamo facendo riferimento, può essere negoziato mediante le sterline britanniche o, in alternativa, i dollari statunitensi. L’Etf è stato ideato e progettato per venire incontro a quegli investitori che hanno intenzione di ottenere il massimo rendimento dalla replica dell’indice Msci Mexico Capped, il quale a sua volta misura le performance delle più importanti imprese della nazione centroamericana.
Pimco lancia un nuovo Etf per contrastare i fondi monetari
La partnership tra Pacific Investment Management Company (Pimco), la compagnia californiana leader a livello internazionale per quel che concerne la gestione degli assets, e Source, società specializzata negli Exchange Traded Products, sta portando a dei risultati molto interessanti per gli investitori; in effetti, è stato reso pubblico il lancio presso il London Stock Exchange di un nuovo Etf, il quale assumerà la denominazione di Pimco Us Dollar Enhanced Short Maturity Source, la cui caratteristica principale sarà quella della gestione attiva e della liquidità. Inoltre, questo specifico strumento intende offrire una innovativa soluzione di investimento rispetto ai normali fondi monetari e non solo: in effetti, l’obiettivo di base è quello di dar vita a un reddito e a un ritorno economico che siano molto più alti rispetto al consueto, con una protezione del capitale che è comunque sempre garantita.
Certificati di deposito del Credem
Certificati di deposito con un rendimento che può arrivare fino al 3%. E’ questa la formula di investimento a basso rischio attualmente proposta dal Credem, Gruppo Credito Emiliano, per chi è già cliente dell’Istituto. In particolare, a fronte di un minimo sottoscrivibile pari a 10 mila euro, i certificati di deposito del Credem, per un rendimento garantito fino al 3%, possono essere sottoscritti con una scadenza pari a minimo tre e massimo nove mesi. Al netto della ritenuta fiscale prevista per Legge, l’investitore a scadenza riceverà sia il capitale investito, sia gli interessi maturati. I certificati di deposito del Credem possono chiaramente essere sottoscritti anche attraverso il conferimento di liquidità che eventualmente proviene da altri istituti di credito.
Etf Securities: le infrastrutture diventano protagoniste
La volatilità dei mercati finanziari può essere affrontata in maniera efficace mediante gli investimenti nel settore delle infrastrutture? Le ultime scelte di Etf Securities consentono di rispondere in maniera affermativa a questa domanda, o per lo meno a nutrire un maggiore ottimismo nei confronti dei possibili rendimenti; le ultime proposte della celebre emittente britannica di Etf ed Etc sono appena state lanciate e hanno delle denominazioni ben precise, vale a dire Etfx Dow Jones Brookfield Emerging Markets Infrastructure Fund e Etfx Dow Jones Brookfield Global Infrastructure Fund. Si tratta di strumenti finanziari piuttosto interessanti, i quali sono stati pensati appositamente per venire incontro alle esigenze di quegli investitori che vogliono ottenere il massimo dalla replica delle performance di indici specializzati nel comparto.
Sorin: Piano Strategico 2011-2015
Sono aumentati del 4,9% nel 2010 i ricavi consolidati di Sorin, che si sono attestati a 745,8 milioni di euro. A darne notizia è stata proprio la società quotata in Borsa a Piazza Affari dopo che il Consiglio di Amministrazione, riunitosi sotto la presidenza di Rosario Bifulco, ha approvato sia il progetto di Bilancio al 31 dicembre del 2010, sia il Piano Strategico a valere sugli anni dal 2011 al 2015. Tutte le linee guida del nuovo Piano, in particolare, saranno presentate da Sorin alla comunità finanziaria lunedì prossimo, 21 marzo 2011. Con un comunicato ufficiale Sorin ha comunque fatto presente come intenda conseguire, a valere sugli anni di validità del Piano Strategico, una crescita media dei ricavi consolidati ad un tasso medio compreso tra il 3% ed il 5%; il tutto a fronte di un utile netto, nel 2015, all’interno della banda di 80-100 milioni di euro, ed un free cash flow cumulato superiore ai 300 milioni di euro nell’arco dei cinque anni.
Eurofond-Fundclass 2011: Sella Gestioni è la migliore sgr
I primi riconoscimenti del 2011 mettono in luce una situazione ben precisa per quel che concerne la situazione del risparmio gestito nel continente europeo: l’Automobile Club de France di Parigi è stato infatti la cornice ideale per il Grand Prix di quest’anno, l’evento che puntualmente Eurofond-Fundclass organizza e gestisce per premiare le migliori società attive in questo specifico comparto. In particolare, se facciamo riferimento al nostro paese, allora il quadro è ancora più chiaro. In effetti, gli investitori italiani hanno espresso una fiducia crescente nei confronti di Sella Gestioni, la sgr che fa parte appunto del Gruppo Banca Sella e che è stata capace di conseguire i risultati migliori nella categoria “Best Fund Manager” (la sezione presa in esame è quella che comprende un numero di fondi comuni non superiore alle quindici unità e non inferiore alle otto).
Bond governativi: pessime vendite per Russia e Polonia
Russia e Polonia sono state capaci di raggiungere meno del 50% degli obiettivi che si erano prefissate in relazione ai loro bond governativi: le ragioni di un simile insuccesso sono evidenti, si va dal terremoto e dalla conseguente crisi nucleare del Giappone fino alle crescenti violenze che stanno dilaniando il Bahrain, senza dimenticare le terribili ore finanziarie che sta vivendo il Portogallo, tutti elementi che hanno allontanato un gran numero di investitori. Entrando maggiormente nel dettaglio, la Russia è riuscita a vendere 10,2 miliardi di rubli (356 milioni di dollari) in titoli obbligazionari (da queste parti si chiamano Obligatsyi Federal’novo Zaima, i prestiti obbligazionari federali) che giungeranno a scadenza nel 2016, dopo aver puntato però a una cifra ben superiore, trenta miliardi di rubli.
Cds: il Bahrain diventa più rischioso del Libano
Il costo per assicurarsi da un possibile default del Bahrain è diventato più alto rispetto a quello relativo al Libano: si tratta della prima volta da luglio 2009 che i Cds dell’arcipelago arabo superano quelli libanesi, ma bisogna anche tenere conto dello stato di emergenza che vige a Manama e dintorni, oltre che del declassamento di rating operato da Fitch. Volendo essere più precisi, i Credit Default Swap del “Regno dei due mari” sono aumentati di 44 punti base nel corso delle contrattazioni di ieri, mentre i prodotti che osservano da vicino le performance del governo di Beirut, hanno fatto registrare un rialzo di soli quattro punti: il confronto vede appunto la quota del Bahrain a 359,37 punti, mentre quella libanese a 359,17. La decisione di Fitch è stata inevitabile, tra l’altro potrebbe anche aver luogo un’ulteriore riduzione in tal senso.
Da Fraser and Neave un’offerta di bond a cinque e sette anni
Fraser and Neave Limited è un’azienda piuttosto nota soprattutto nel continente asiatico, specialmente a Singapore, stato in cui è molto attiva nella produzione di bevande: ebbene, questa stessa compagnia potrebbe assumere maggiore rilevanza internazionale grazie alla imminente vendita di titoli obbligazionari, operazione che dovrebbe beneficiare del contributo di Dbs Group Holding e di Cimb Group Holdings, per un ammontare complessivo di trecento milioni di dollari di Singapore (235 milioni di dollari). L’offerta in questione prevede, nello specifico, titoli quinquennali per un importo pari a 150 milioni di dollari di Singapore (il rendimento sarà del 2,48%) e titoli a sette anni con un coupon del 3,15%, così come è stato ufficialmente annunciato allo Stock Exchange della piccola nazione asiatica.
Australia: calo pesante per le vendite di Kangaroo bond
Le vendite dei cosiddetti Kangaroo bond, i titoli obbligazionari emessi dai prestatori esteri più quotati all’interno del territorio australiano, hanno subito un brusco declino dopo un promettente avvio di 2011: la spiegazione per questa performance negativa è semplice, infatti il regolatore bancario del paese oceaniano ha fatto sapere che questi specifici prodotti non beneficeranno dei nuovi requisiti di capitale che vigono attualmente a livello internazionale. Enti di una certa importanza, come ad esempio la Banca Mondiale e la tedesca Kreditanstalt, stanno già evitando il mercato obbligazionario dell’Australia da diversi giorni, visto che l’Australian Prudential Regulation Authority non intende includere i propri strumenti nel novero degli assets regolati dal Comitato di Basilea. Si tratta di un calo di rilievo, dato che i prodotti in questioni vantano un rating elevato, pari ad AAA, e hanno rappresentato il 27% delle vendite complessive del paese nel 2010.
Deutsche Bank: sedici certificati su indici Ftse e Dax
I certificati di investimento rimangono una delle prerogative principali di Deutsche Bank: l’istituto di credito tedesco ha deciso infatti di emettere nei giorni scorsi sedici nuovi strumenti sul Sedex, il comparto di strumenti derivati di Borsa Italiana, un’opportunità interessante per chi è abituato a diversificare il proprio portafoglio in questa maniera. Volendo essere più precisi, l’operazione finanziaria è stata gestita interamente da db-X markets, il gruppo attivo nella distribuzione e nel trading di prodotti quali covered warrant, fondi comuni, obbligazioni ed Etf. Entrando maggiormente nel dettaglio, c’è da dire che sei di questi certificati appartengono alla tipologia Bonus, altri sei si riferiscono invece alla categoria Bonus Cap con un particolare riferimento agli indici europei Eurostoxx 50 e Ftse Mib, mentre gli ultimi due osservano da vicino l’indice teutonico Dax.
Sisma Giappone: balzo in avanti dei Cds assicurativi
Il costo per proteggere le principali compagnie assicurative che operano a livello globale, da American International Group (Aig) fino a Ace Ltd, è cresciuto enormemente subito dopo che il grave terremoto si è scatenato sul Giappone; come è ormai noto, tale sisma è stato di una intensità spaventosa, la più alta degli ultimi sei anni, provocando danni e vittime. Un evento di simili proporzioni non poteva che avere ripercussioni anche a livello di prodotti finanziari, più precisamente i Credit Default Swap: in effetti, i Cds relativi ad Aig sono cresciuti al loro massimo livello dallo scorso mese di novembre, aggiungendo 7,5 punti base alla propria quotazione, mentre i contratti relativi ad Ace sono aumentati di 6,5 punti base. Inoltre, bisogna anche sottolineare il balzo in avanti di cui sono stati protagonisti gli strumenti collegati a XL Capital Ltd, il gruppo assicurativo che ha conseguito ben 11,1 punti base.