Gruppo Save: joint venture Airest-McArthurGlen Travel operativa

E’ ufficialmente operativo l’accordo di joint venture tra McArthurGlen Travel Retail LLC, e Airest Srl , società controllata dal Gruppo Save S.p.A.. A darne notizia è stata proprio la società quotata in Borsa a Piazza Affari dopo che, in esecuzione del contratto di joint venture, la controllata del Gruppo Save Airest Srl ha provveduto a sottoscrivere un aumento di capitale, per una quota pari al 75% del capitale sociale, nella Airest Collezioni Sarl, una società lussemburghese; una quota di questo aumento di capitale, pari al 5%, è stato a sua volta sottoscritto attraverso una controllata di Airest Srl, la Airline Terminal & Business Catering Holding GmbH. Il contratto di joint venture sottoscritto, ha precisato il Gruppo Save S.p.A. con un comunicato ufficiale, riguarda le attività nel settore dell’airport retail services così come tra l’altro già reso noto alla comunità finanziaria il 21 marzo scorso.

Fiat: Tesoro Usa esce da Chrysler

Il Dipartimento del Tesoro Usa esce ufficialmente da Chrysler dopo aver iniettato fondi pubblici per il suo rilancio. Un rilancio targato Fiat dopo che, nel periodo più buio per la crisi finanziaria ed economica, e per la Chrysler stessa, l’Amministrazione Obama ha visto proprio nella casa automobilistica torinese quel partner giusto per rilanciare la produzione di automobili a stelle e strisce. L’uscita del Dipartimento del Tesoro statunitense, in particolare, avviene con la stipula dell’accordo con Fiat in merito alla cosiddetta call option che rafforza la posizione della società quotata in Borsa a Piazza Affari, e che accelera quelli che sono i progetti di integrazione tra i due gruppi. Non a caso al riguardo l’Ad di Fiat e di Chrysler, Sergio Marchionne, ha sottolineato come l’obiettivo ora sia quello di andare a creare un costruttore globale in grado di garantire competitività ed efficienza, ma anche un futuro più sicuro per tutte le persone coinvolte.

Bialetti: Piano Industriale 2011-2015

Via libera al Piano Industriale 2011-2015 del Gruppo Bialetti Industrie S.p.A., una società quotata in Borsa a Piazza Affari. Ad approvare il piano è stato il Consiglio di Amministrazione riunitosi martedì scorso, 31 maggio 2011, per esaminare ed approvare anche i dati al 31 dicembre del 2010, caratterizzati in particolare da un fatturato consolidato in contrazione del 5%, anno su anno, a 184,5 milioni di euro a fronte di una perdita netta di gruppo che è raddoppiata passando dai 9,9 milioni di euro del 2009 ai 18,7 milioni di euro al 31 dicembre del 2010. Per quel che riguarda i dati economici 2010, in accordo con un comunicato ufficiale emesso dal Gruppo Bialetti Industrie S.p.A., questi sono stati influenzati, per un importo pari a 9,6 milioni di euro, da componenti negative non ricorrenti e di carattere straordinario. In merito la società ricorda come sia stato avviato un processo di ristrutturazione industriale che ha portato, tra l’altro, alla chiusura dello stabilimento di Omegna, ed alla riconversione dello stabilimento di Coccaglio, in Provincia di Brescia.

UBI Banca: aumento di capitale, via libera Consob

La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (Consob), nella giornata di ieri, mercoledì 1 giugno 2011, ha autorizzato la pubblicazione del Prospetto Informativo riguardante l’aumento di capitale di UBI Banca. A darne notizia è stato proprio il Gruppo bancario quotato in Borsa a Piazza Affari nel precisare come l’aumento di capitale sarà realizzato attraverso un’offerta in opzione non solo agli azionisti, ma anche ai possessori delle obbligazioni convertibili “UBI 2009/2013 convertibile con facoltà di rimborso in azioni”. In merito all’operazione, nel corso delle sedute consiliari tenutesi ieri, UBI Banca ha stabilito il presso unitario dei titoli di nuova emissione in 3,808 euro. L’operazione prevede l’emissione di massime numero 262.580.944 azioni ordinarie UBI Banca di nuova emissione a fronte di un controvalore massimo, comprensivo del sovrapprezzo, pari a quasi 1 miliardo di euro, per la precisione 999.908.234,75 euro.

Lenzing pianifica la vendita di nuovi e vecchi titoli azionari

Lenzing Ag, azienda austriaca nota per la sua produzione di fibre tessili, ha in mente un piano ben preciso per rinvigorire i propri piani finanziari di investimento: nel dettaglio, la spa europea ha deciso di vendere più di 741 milioni di euro che verranno ripartiti in nuove e già esistenti azioni. Gli azionisti potranno dunque beneficiare di un nuovo titolo ogni trentuno di cui sono in possesso, tanto che gli strumenti nuovi di zecca saranno 825mila, con un prezzo di emissione compreso tra i 92 e i 108 euro. C’è inoltre da aggiungere che la principale azionista del gruppo, vale a dire B&C Industrieholding, provvederà a breve alla cessione di oltre sei milioni di titoli, ovvero circa il 23% delle azioni quotate. In realtà, tutte queste operazioni dovevano essere completate entro la fine dello scorso mese di aprile, ma sono poi subentrate delle condizioni di mercato che hanno spinto i vertici aziendali ad attendere ancora qualche tempo.

Monti Ascensori: progetto bilancio 2010 riapprovato

Riunitosi in data odierna, lunedì 30 maggio 2011, il Consiglio di Amministrazione del Gruppo Monti Ascensori  ha riapprovato il progetto di bilancio di esercizio consolidato del 2010, nonché il progetto di bilancio di esercizio individuale di Monti Ascensori sempre relativamente allo scorso anno. Nel dettaglio, per quel che riguarda progetto di bilancio di esercizio consolidato del 2010, il Gruppo Monti Ascensori chiude l’anno con un valore della produzione, passato anno su anno da 37.475.756 euro a 43.362.962 euro, mentre l’Ebitda è diminuito passando da +5.701.839 euro a -1.610.058 euro. In regresso, ed in inversione, da positivo a negativo, si è attestato nell’anno anche l’Ebit, che passa dai 2.292.698 euro del precedente esercizio ai -14.186.521 euro al 31 dicembre del 2010. Di conseguenza, i dodici mesi per il Gruppo Monti Ascensori si chiude con un rosso di 12.607.839 euro composto come segue: 101.332 euro quale utile di pertinenza di terzi, e 12.709.171 di perdita netta consolidata del Gruppo Monti Ascensori.

Abu Dhabi: Aabar vende bond per un miliardo di dollari

Il fondo di investimento Aabar, uno dei più attivi di Abu Dhabi, è fortemente intenzionato a quotare circa un miliardo di dollari in titoli obbligazionari: l’emissione della compagnia finanziaria andrà a riguardare, nel dettaglio, dei bond che potranno essere scambiati con azioni della casa automobilistica tedesca Daimler, di cui lo stesso fondo detiene una partecipazione del 9,1%. Come hanno annunciato i vertici aziendali, il prezzo di cambio dovrebbe essere pari a un premio del 30% da collegare poi al prezzo dell’azione Daimler. La scadenza che è stata fissata in questo caso è quella di cinque anni, in modo che i bond stessi possano “contenere” una cedola indicizzata del 3,5-4%. Gli intenti della vendita sono soprattutto di tipo corporate. Inoltre, non bisogna dimenticare che l’intera gestione dell’operazione verrà affidata a istituti di credito di primaria importanza, quali Bank of America, Morgan Stanley e Deutsche Bank.

Banca MPS: rete territoriale, nuovi incarichi

Cambiamenti sono stati annunciati in casa MPS, Gruppo Monte dei Paschi di Siena, per quel che riguarda le aree territoriali. Il Gruppo giovedì scorso, 26 maggio 2011, ha infatti reso noto che Antonio Vigni, direttore generale del Gruppo MPS, ha comunicato al Consiglio di Amministrazione del Monte dei Paschi di Siena alcuni cambiamenti importanti per quel che riguarda la copertura di alcuni ruoli di responsabilità. In particolare, i cambiamenti sono frutto sia dell’esigenza di andare a sostituire quei dirigenti che stanno per uscire, per sopraggiunta anzianità, dal Gruppo MPS, sia dall’opportunità di andare a premiare con questi incarichi manager più giovani che si sono distinti per le proprie capacità tecniche. E così Massimo Fontanelli, 52 anni, diventa il responsabile dell’area commerciale privati dopo essere stato fino ad oggi il capo dell’area territoriale Nord-Ovest. Inoltre, Mauro Quercioli passa a  responsabile dell’Area Toscana Nord, Rosario D’Amato lo sostituisce all’Area Toscana Ovest, mentre Ferdinando Quattrucci guiderà l’area Sud Ovest.

Finmeccanica: nuove commesse per 117 milioni

Attraverso le proprie società controllate, il Gruppo Finmeccanica S.p.A. s’è aggiudicato commesse per un controvalore complessivo pari all’incirca a 117 milioni di euro. A darne notizia mercoledì scorso, 25 maggio 2011, è stato proprio il gruppo aerospaziale italiano quotato in Borsa a Piazza Affari nel precisare come i nuovi contratti siano stati acquisiti attraverso le seguenti società controllate: Oto Melara, AgustaWestland, SELEX Communications e DRS Technologies. Nel dettaglio, la commessa di Oto Melara ha un controvalore pari a 7 milioni di euro, ed è stata siglata con la Guardia Costiera malese ai fini della fornitura di un totale di diciotto torrette navali. DRS Technologies s’è aggiudicata contratti per complessivi 48 milioni di dollari americani attraverso due commesse distinte: una con la marina canadese, per un controvalore pari a 10 milioni di dollari, e l’altra con le forze armate americane per la fornitura di servizi di trasporto terrestre e di collegamenti satellitari.

Itway torna all’utile

Utile netto in volata, con un +122%, a fronte di un ebit a +110,5%, ed un ebitda a +49,8%. Sono questi alcuni numeri della relazione semestrale approvata dal Consiglio di Amministrazione del Gruppo Itway, società quotata in Borsa a Piazza Affari. Dalla relazione semestrale, quella relativa al periodo che va dall’1 ottobre del 2010 al 31 marzo del 2011, è emersa comunque una flessione, seppur lieve, del fatturato che si è attestato a 60,6 milioni di euro (-3%). A livello di business, il Gruppo Itway nel periodo ha rilevato come il mercato di riferimento risulti essere ancora negativo con la conseguenza che, specie in Italia, importanti progetti di investimento sono soggetti a rinvio. Ciò nonostante, i dati positivi ed in forte crescita sopra indicati sono frutto dei risultati conseguiti da Itway nel riposizionamento strategico del business nei mercati in cui la società quotata in Borsa a Piazza Affari opera.

Ansaldo STS: aumento di capitale gratuito, seconda tranche

Buone notizie per gli azionisti di Ansaldo STS, società quotata in Borsa a Piazza Affari. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi sotto la  Presidenza di Alessandro Pansa, ha infatti deliberato per fissare al 4 luglio del 2011 l’esecuzione della seconda tranche dell’aumento di capitale gratuito consistente nell’emissione di numero 20.000.000 di azioni. A darne notizia è stata proprio Ansaldo STS con una nota nel precisare come la prima tranche dell’aumento di capitale gratuito sia stata eseguita il 5 luglio del 2010. L’attribuzione delle azioni gratuite a favore dei soci è stabilita in una nuova azione della società Ansaldo STS per ogni sei già possedute. La seconda tranche dell’aumento di capitale gratuito sarà eseguita in forza ad una deliberà del 23 aprile 2010 da parte dell’Assemblea degli azionisti di Ansaldo STS, riunitasi per l’occasione in sede straordinaria.

Commerzbank: pronti 7,5 miliardi di dollari in azioni

Commerzbank ha un disperato bisogno di ripagare gli aiuti che gli sono stati concessi finora dalla Germania: è proprio per questo motivo che la seconda maggior banca teutonica ha deciso di pianificare una vendita di nuovi titoli azionari per un importo complessivo di 5,3 miliardi di euro. Gli investitori interessati alle azioni come prodotto e al settore del credito troveranno quindi pane per i loro denti. Cerchiamo di capirne il motivo. Si tratta, nello specifico, di una cessione di 2,44 miliardi di titoli che beneficeranno di un prezzo unitario pari a 2,18 euro, così come è stato annunciato dallo stesso istituto di Francoforte. Gli azionisti potranno così sottoscrivere dieci nuovi strumenti ogni undici di cui erano già in possesso: il periodo di riferimento sarà compreso tra il 24 maggio, dunque la giornata di domani, e il prossimo 6 giugno, mentre lo scambio vero e proprio delle nuove azioni avverrà con tutta probabilità il 7 giugno.

Parmalat: Opa Lactalis, Codacons in azione

Nessuna sospensione per l’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) lanciata da Lactalis su Parmalat, società quotata in Borsa a Piazza Affari. Nei giorni scorsi, infatti, il Tar del Lazio ha rigettato una richiesta che al riguardo era stata avanzata congiuntamente dal Codacons e dall’Associazione Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi. In merito il Codacons con una nota parla di una decisione alla “Ponzio Pilato” visto che da un lato la richiesta di sospensione dell’OPA è stata rigettata, e dall’altro si rinvia il tutto ad una successiva udienza, l’8 giugno 2011, a fronte di un’OPA che si concluderà l’8 luglio del 2011. Il Codacons e l’Associazione Utenti Servizi Finanziari, Bancari e Assicurativi, lo ricordiamo, hanno presentato il ricorso al Tar citando il fatto che la Lactalis è un’azienda che, secondo l’Associazione, non pubblica i bilanci da anni e, quindi, gli azionisti di Parmalat non possono capire in sostanza il come e perché debbano decidere di consegnare o meno le loro azioni in OPA visto che non ci sono dati a disposizione per valutare il soggetto acquirente.

Banco Popolare cede partecipazione in Bormioli

Il 95,4% della società Bormioli Rocco & figlio SpA è stata ceduta dal Gruppo bancario Banco Popolare al fondo di private equity Vision Capital a fronte di un controvalore dell’operazione pari a 250 milioni di euro. A darne notizia nella giornata di ieri, venerdì 20 maggio 2011, è stato proprio il Gruppo bancario Banco Popolare dopo che l’operazione ha ottenuto il via libera da parte del proprio Consiglio di Gestione; la cessione, in particolare, è avvenuta attraverso la controllata Partecipazioni Italiane Spa, che detiene l’81,1% della Bormioli Rocco & figlio SpA, e di Efibanca Spa, che è in possesso del 14,3% del capitale sociale. A fronte del perfezionamento dell’operazione, soggetta al via libera da parte degli organi regolatori, il Gruppo bancario Banco Popolare conseguirà dall’operazione un miglioramento dei propri ratios patrimoniali in ragione di tre punti base sul Total Capital Ratio, e due punti base sia sul Tier 1 Capital Ratio, sia sul Core Tier 1 ratio.