Caratteristiche bond Intesa Sanpaolo 2013/2019 misto cap & floor

di ND82 Commenta

 Il gruppo Intesa Sanpaolo si prepara a lanciare un nuovo bond a tasso misto con data di emissione 10 luglio 2013. Il nome del titolo è Intesa Sanpaolo 2013/2019 misto cap & floor, che ha come data di scadenza il 10 luglio 2019. Il recente rialzo dei tassi di interesse sui bond americani, dovuto alle aspettative di riduzione del piano di stimoli monetari della FED, ha creato grande volatilità sul mercato dei bond. Anche per i bond bancari si è assistito a una forte discesa delle quotazioni, con conseguente aumento del rendimento.

Intesa Sanpaolo, considerata una delle banche europee più solide, ha visto il rendimento dei propri bond salire in modo deciso, basti pensare che il bond con scadenza 2018 ha visto lo yield balzare al 4,04% dal 2,67% di inizio maggio scorso. La nuova emissione con scadenza 2019 offre al primo anno una cedola del 3,5%, per poi riconoscere cedole annue a tasso variabile indicizzate all’Euribor a 3 mesi maggiorato dell’1,5%, con un livello minimo (2,5%) e uno massimo (4%).

OBBLIGAZIONI HIGH-YIELD EMISSIONI RECORD PRIMA PARTE 2013

L’indicizzazione sarà attiva solo per un tasso Euribor trimestrale compreso tra l’1,5% e il 2,5%, per cui il bond presenta un peso rilevante della componente a reddito fisso (fixed income). Le cedole variabili vengono corrisposte annualmente, ma sono indicizzate a un tasso con un “tenor” trimestrale. Per quanto riguarda gli attuali rating dell’istiuto di credito di Ca’ de Sass, abbiamo il giudizio BBB+ di Standard & Poor’s, A- di Fitch e Baa2 di Moody’s. La quotazione del bond avverrà sul mercato EuroTLX.

COME CALCOLARE IL RENDIMENTO DI UN’OBBLIGAZIONE

L’ammontare massimo del bond è stato portato a 1,2 miliardi di euro rispetto ai 300 milioni di euro previsti inizialmente. Il titolo tratta con un premio del 2,94% e il rendimento annuo garantito è del 2,68%. Il bond si colloca tra i prodotti con rischio medio-alto. Il rendimento annuo massimo sarà pari al 3,8% circa, ovvero meno competitivo rispetto ai tassi attuali di mercato. Infine, il margine aggiunto al tasso variabile appare molto basso (1,5%) rispetto agli spread correnti.

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