Bper: prestito obbligazionario convertibile, via libera Consob

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 Partirà l’1 febbraio prossimo, per concludersi poi il 5 marzo del 2010, l’offerta relativa al prestito obbligazionario convertibile Bper 2010-2015; a darne notizia è la stessa Banca Popolare dell’Emilia Romagna dopo aver acquisito, da parte dell’Organo di vigilanza, la Consob, il via libera alla pubblicazione del relativo prospetto informativo. I diritti di opzione saranno negoziati sull’MTA, il Mercato Telematico Azionario gestito da Borsa Italiana S.p.A., a partire da lunedì prossimo, 1 febbraio 2010, e fino al 26 dello stesso mese. Trattasi, nello specifico, di un’offerta di obbligazioni convertibili Bper con facoltà di rimborso in azioni per un controvalore massimo complessivo pari a 250 milioni di euro. In merito, la Bper ha già ottenuto, con provvedimento del 25 gennaio scorso, a cura di Borsa Italiana S.p.A., l’ammissione a quotazione delle obbligazioni subordinate convertibili sia a seguito della imminente pubblicazione del prospetto informativo, sia dopo l’espletamento di tutte le formalità necessarie e previste dall’attuale normativa in vigore.

L’emissione del prestito obbligazionario convertibile avviene sfruttando la delega concessa a seguito dell’Assemblea Straordinaria dei soci Bper del 20 maggio 2006, e che prevede per le obbligazioni da emettere una durata di cinque anni, dal 5 marzo 2010 al 5 marzo del 2015, un valore nominale pari a 10 euro, ed un rapporto di conversione originario pari ad un’azione della Banca Popolare dell’Emilia Romagna per ogni obbligazione subordinata convertibile.

Per quanto riguarda tutti gli altri dettagli e le condizioni finali del prestito, ed in particolare l’entità della cedola offerta, unitamente al rapporto di opzione con cui le obbligazioni convertibili saranno offerte sia ai possessori delle azioni Bper, sia per le obbligazioni Bper ai possessori dei titoli attualmente in circolazione, il Consiglio di Amministrazione della Banca si riunirà nel pomeriggio di oggi, giovedì 28 gennaio 2010. Così come prevede la normativa vigente, al termine dell’offerta in opzione gli eventuali diritti non esercitati saranno riofferti in Borsa entro il mese successivo alla chiusura del periodo di offerta.

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