BCE, rialzo da 75 punti base

di Valentina Cervelli Commenta

La Bce è pronta a un rialzo di 75 punti base. Lo ha confermato il comunicato diffuso dall’istituto europeo. Segno del voler tracciare una linea di comportamento importante. Quel che appare evidente è che in molti siano convinti non si possa più sfruttare un approccio morbido.

Una scelta difficile per la Bce

Una scelta difficile quella che hanno preso i membri del board. Ancor più complessa di quella che ha portato al rialzo dello scorso luglio e all’abbandono dei tassi negativi in Europa.  Di scelta, almeno teoricamente, anche questa estate ve ne era poca: l’inflazione non faceva altro che salire. E solo rialzando i tassi si poteva tentare di mettere un freno alla recessione. La stessa che rischiamo ora. Il rialzo importante a luglio aiutò a trovare un accordo tra falchi e colombe della Bce sul da farsi anche per dare vita allo scudo anti-spread.

La situazione è però ora diversa: non vi è più nulla da scambiare tra le parti. Eppure la nota della Bce sottolinea come si sia trovata una decisione unanime, seppure abbia vinto la linea dei falchi.  Gli esperti in economia erano già convinti che il rialzo dei tassi di interesse di domani sarebbe stato pari a 75 punti base. E se pensiamo alle dichiarazioni dei membri del board a Jackson Hole e guardiamo alla situazione generale, difficilmente era possibile contraddire tale sensazione.

Soprattutto perché ci troviamo davanti a euro debole, caro energia e inflazione. E la Bce deve fare il suo per combatterli tutti e tre questi fattori.

Influente anche il comportamento della Fed

Ha la sua influenza anche quello che la Fed sta facendo in materia di tassi di interesse. Non è un mistero che abbiano dichiarato che faranno di tutto per combattere l’inflazione. E lo stesso hanno deciso di fare in Europa, partendo per l’appunto dai dati. Tra questi incontriamo le statistiche economiche dell’ultimo periodo, utili per capire se la mossa di luglio è stata valida. L’inflazione in particolare è una piaga: ad agosto è arrivata al 9,1%, con i paesi baltici che viaggiano sul 20% da mesi ormai. Male anche l’Olanda a due cifre anch’essa e ci si aspetta un simile destino anche per gli altri paesi dell’Eurozona.

Questa è una delle ragioni per le quali ci si aspettava un rialzo di 75 punti base e uno successivo a ottobre di almeno altri 50.  Nella speranza di non ricadere nell’errore che fece Trichet nel corso della crisi dei debiti sovrani anni fa. La situazione è però diversa perché l’Europa ha imparato a reagire meglio agli shock e la crescita è andata meno male del previsto.

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