Inflazione, problemi anche in Inghilterra

Anche l’Inghilterra sta combattendo con un’inflazione davvero fastidiosa. E la banca centrale del Regno unito, come la BCE sta tentando una politica monetaria restrittiva per risolvere la situazione.

Inflazione picchia duro anche oltremanica

Il problema, come accade in questi casi, è che tale approccio pur essendo l’unico sfruttabile in questa situazione, sta mettendo a dura prova la pazienza dei consumatori. Dati alla mano va detto che l’Inghilterra e gli altri Stati della Gran Bretagna stanno combattendo con una inflazione che al suo tasso core rimane al 7,1% nel tasso annuale di maggio. Più alto rispetto a quello del mese precedente e a quello stimato. Ciò significa per la Banca of England dover reagire in modo molto simile a quello della BCE: ovvero alzare i prezzi.

Raggiungendo un tasso principale del 5%. Per l’istituto centrale britannico si tratta del tredicesimo aumento di tasso consecutivo. Qualcosa che non dovrebbe stupirci più di tanto se si pensa alla necessità di dover gestire anche le conseguenze sul lungo termine della Brexit.

Va detto che le criticità e i dati relativi all’economia inglese sono differenti da quelli legati all’Europa o agli Stati Uniti. Per tutti quanti pesa ovviamente la crescita dei prezzi al consumo. Le cause alla base sono praticamente le stesse per tutti. Differente è il modo in cui si reagisce proprio grazie alla diversa impostazione.

Cosa succede alla popolazione

Negli Stati Uniti l’inflazione è scesa di più rispetto ad altri e ciò ha portato a un momentaneo stop del rialzo dei tassi, già arrivati intorno al 5%. In Europa, in tal senso, c’è ancora spazio di manovra. Ragione per la quale è difficile ipotizzare uno stop a rialzi in questo momento.

Per quanto riguarda la Banca d’Inghilterra si sa che sono già in programma altri due rialzi dei tassi di interesse. Il fatto che i salari siano cresciuti di circa il 7% tra febbraio e aprile fa ritenere probabile che vi siano forti effetti di una spirale salari-prezzi.

Ciò che bisogna comprendere è se nel suo seguire una politica monetaria restrittiva contro l’inflazione la Banca d’Inghilterra deciderà per un aumento soft o per un aumento aggressivo. In ogni caso, per la popolazione inglese sta diventando difficile gestire il rialzo del costo del denaro. Questi infatti soprattutto per quel che concerne i mutui, la restituzione del credito e le spese vive rischiano di peggiorare notevolmente le condizioni di vita di molte persone.

E in un paese come l’Inghilterra che, lo ripetiamo, sta ancora scontando gli effetti a lungo termine della Brexit, questo stato di cose è tutt’altro che auspicabile.

Lascia un commento