Bank of Japan avanti malgrado le difficoltà

di Marco Preziosi Commenta

L'istituto afferma che il Giappone raggiungerà un target di inflazione pari al 2%.

In atto c’è un altro crollo della produzione industriale, l’inflazione è sempre più stagnante nel contempo Fitch ha tagliato ulteriormente il rating.

Nonostante tutto ciò, la Bank of Japan è ottimista e continua ad andare avanti.

In data odierna, l’Istituto Centrale nipponico ha lasciato lo status quo in materia di tassi e stimoli e ha voluto confermare che il Paese è ancora sulla buona strada al fine di raggiungere un target di inflazione del 2%. In particolare, ha ribadito il quantitative easing da 80 mila miliardi di yen, ignorando anche i sempre più numerosi esponenti politici che invocano un incremento degli stimoli.

Tra questi compare Kozo Yamamoto, stretto alleato del Premier Shinzo Abe nel partito al Governo. Il politico aveva chiesto alla Bank of Japan di allentare la politica monetaria già in questo meeting. Oggi sono state diffuse le statistiche sulla produzione industriale che hanno confermato l’allarmante quadro già dipinto dai PMI. L’attività industriale nipponica si è confermata sotto pressione anche a marzo, sebbene con un ritmo di caduta molto attutito rispetto al mese precedente. Secondo la stima preliminare del Ministero del Commercio Internazionale e dell’Industria giapponese (METI), nel periodo in esame l’indice destagionalizzato sulla produzione industriale è sceso dello 0,3% a 98,6 punti, dopo il crollo del 3,1% del mese precedente.

Il dato è superiore rispetto alle attese degli analisti che avevano previsto un calo del 3,1%. Su base annua la produzione è ora indicata in discesa dell’1,2% dopo il -2% registrato a febbraio. Le consegne sono calate dello 0,3% rispetto al mese precedente, mentre le scorte hanno registrato una variazione positiva dello 0,3%. La ratio delle scorte si è attestata a 0,4.

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