Alitalia, servono altri soldi per chiudere offerta?

di Valentina Cervelli Commenta

Serve ulteriore liquidità per chiudere la questione Alitalia? Nell’attesa che la cordata trovi il modo di appianare le sue divergenze su alcuni punti ancora rimasti in sospeso, la possibilità della richiesta di un nuovo prestito è diventata una ipotesi lanciata da diverse testate specializzate.

I nodi ancora aperti di Alitalia

Il punto è che a meno di un mese dall’ultimo termine di scadenza per la presentazione dell’offerta vincolante da parte del gruppo capeggiato da Ferrovie dello Stato molti aspetti di come si intenda concludere la partita non sono chiari, lasciando spazio alle considerazioni più variegate e meno precise. Al momento i due grandi nodi da risolvere sono l’effettiva quota di Delta Airlines e le rotte Italia-Usa che al momento risultano essere il prodotto di punta di Alitalia e quello che porta maggiore guadagno: l’intenzione è quella di avere tutto pronto al massimo per i primi di ottobre. Indiscrezioni stampa provenienti dal Corriere della Sera rendono noto che superare la prima settimana di ottobre nel trovare l’accordo finale potrebbe dare spazio alla richiesta di un prestito di 200 milioni di euro per affrontare l’inverno. Se così fosse, è importante che la cordata tenti di stringere il più possibile i tempi.

Si avvicina il termine per Alitalia

Va ricordato che il termine ultimo fissato per la presentazione dell’offerta vincolante è il prossimo 15 ottobre, ma nonostante il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli non ritenga “ipotizzabile” un’ulteriore proroga, in molti sostengono che le dimissioni dell’ad di Atlantia possano dare una “possibilità” in più cronologicamente perché hanno effettivamente fermato i colloqui tra le parti. Ha sottolineato il ministro:

Alitalia è un’operazione di mercato, non mi sembra che ci sia alcuna novità negativa per quanto riguarda il consorzio interessato a rilevare la compagnia. I tempi sono quelli che avevamo detto: aspettiamo il 15 ottobre l’offerta vincolante, con tutte le caratteristiche dell’offerta vincolante, quindi con prezzo e piano industriale, il mio ministero farà quello che deve fare il ministero vigilante sulla struttura commissariale.

Ora sul tavolo delle trattative a rappresentare la holding dei Benetton vi è Giancarlo Guenzi, il neo direttore generale  e le “criticità” rimangono sempre le stesse, ovvero una maggiore presenza del vettore nella NewCo.

Non dovrebbe ad ogni modo essere difficile trovare un accordo in tal senso: sono molti gli analisti che sottolineano come in realtà Delta non sia poi contraria ad aumentare la sua quota di qualche altro punto percentuale, ma tale soluzione sarebbe considerata da Ferrovie dello Stato come ultima spiaggia al fine di mantenere il più possibile la proprietà ed i poteri decisionali in campo italiano.

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